“Il mondo dentro” di Marco Ambrosi

Tanto tempo fa ho avuto modo, per un paio di anni, di occuparmi di un progetto culturale all’interno del carcere di San Vittore. In quei due anni ho avuto occasione di confrontarmi con i detenuti almeno una volta al mese, parlando a lungo con loro e imparando moltissimo dalle loro storie e dalla loro visione delle cose, tanto che ancora oggi continuo a considerare quell’esperienza come uno dei passaggi più preziosi di tutto il mio percorso.
Ricordo questo fatto perché “Il mondo dentro“, il nuovo romanzo di Marco V. Ambrosi, è incentrato proprio sul rapporto fra un giovane detenuto e un professore di lettere che lo incontra durante un’esperienza di insegnamento all’interno della scuola del carcere e resta poi in contatto con lui per tutta la durata della storia che copre un arco di quattordici anni. La lettura di questo libro mi ha emozionato parecchio perché mi ha riportato alla mente le sensazioni che ho provato in prima persona durante quell’esperienza, ma ovviamente non solo: Marco è un autore sensibile e anche questa volta, col suo stile scorrevole e genuino, ha saputo regalarci un libro piacevolissimo e pieno di importanti spunti di riflessione sul ruolo degli insegnanti all’interno della società, sul valore salvifico di determinate opere letterarie, sulla tragica situazione delle carceri italiane e soprattutto sulla natura più profonda dell’essere umano e su come spesso, a fare la differenza fra un destino da stimato professore e uno da detenuto, non siano tanto le scelte consapevoli quanto la fortuna di imbattersi, in determinati snodi cruciali della propria esistenza, nei giusti riferimenti, nei giusti insegnanti e nei giusti condizionamenti ambientali.
Ne ho parlato in modo più preciso sul sito di Rock Targato Italia.