essere artisti oggi: un pensiero

Credo che un artista debba sempre abitare il proprio tempo, ma anche saperlo fare con coerenza a modo proprio.
Ultimamente, discutendo con diverse persone, mi pare che spesso ci si divida fra chi, pur di non rischiare di perdere qualche briciola di visibilità, si piega a inseguire passivamente, sia ideologicamente che a livello di modelli comunicativi, tutto ciò il vento del presente impone e chi invece, sull’onda dello “si stava meglio quando si stava peggio”, si rifugia dietro l’orgoglio del “non fare” o del chiamarsi fuori da tutto sputando anche su quegli strumenti che, se ben indirizzati, possono essere preziosi. Due atteggiamenti opposti solamente in apparenza e comunque entrambi controproducenti.
Certo, esistono anche i gesti artistici radicali fini a sé stessi, ma sono un discorso a parte che va in ogni caso integrato in una visione più ampia che richiede grande consapevolezza di quali sono i propri obbiettivi e qual è la realtà in cui si è immersi.
Credo sia chiaro che, in mezzo al caos di un mondo in continuo vorticoso cambiamento, anche il ruolo dell’artista e il modo in cui potersi esprimere è qualcosa in continua mutazione, ma proprio per questo credo sia fondamentale, per chi ritiene di avere qualcosa da comunicare, saper affrontare con coerenza, senza alibi e senza inutili paure le sfide di questa epoca. C’è un enorme bisogno di artisti veri che sappiano comportarsi da tali.