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i colori della primavera 2020

24 marzo 2020

Da qualche giorno è arrivata la primavera, anche se forse non abbiamo avuto nemmeno modo di accorgercene. Come a ogni cambio di stagione, insieme ai ragazzi di Divinazione e Rock Targato Italia, abbiamo pensato a una playlist su Spotify che fotografi l'attuale stato di salute della musica italiana. Ne è uscita una serie di canzoni che pescano più che mai nel calderone della canzone d'autore in tutte le sue sfumature. All'interno ci sono canzoni di: Non Voglio Che Clara, En Roco, Sudestrada, Paolo Benvegnù, Olden, Lucio Corsi, Cmqmartina, Pay, Mariposa, Il Mare Verticale, L'avversario, Diodato, Fabrizio Tavernelli, I Rumori Di Via Silvio Pellico e Massimo Zamboni.

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fra incertezze e parole vuote

20 marzo 2020

In un mio vecchio romanzo c'è una frase che recita: "...così sai che, qualunque cosa accadrà, ci saranno sempre ad attenderti una Milano-Sanremo, un Fiandre, una Roubaix e una Liegi". Domani avrebbe dovuto corrersi la Milano-Sanremo e invece, per la quarta volta nella Storia, non succederà. Le tre volte precedenti sono state nel 1916, nel 1944 e nel 1945, il che la dice lunga sul caos che stiamo vivendo.
"Ci sono cose più importanti" dirà qualcuno, e io ovviamente sono d'accordo ma spesso sono le cose piccole a restituirti il senso di quelle più grandi e a me questo fatto fa riflettere su come quest'epoca sia riuscita a demolire anche le nostre poche povere certezze consolatorie. Perché parliamoci chiaro: la vera causa del dramma di questi giorni non è una malattia ma il fatto che trent'anni di politiche criminali hanno mirato costantemente a toglierci ogni sicurezza e ogni tutela (si vedano, solo per fare l'esempio più eclatante, i continui tagli alla sanità pubblica in nome di interessi elitari a cui non abbiamo mai avuto la forza di ribellarci) rendendoci così tremendamente indifesi di fronte a eventi di questo tipo. E purtroppo, al di là delle parole di vuoto ottimismo e degli improvvisi slanci di grottesca esaltazione nazionale, il vento è ben lontano dal cambiare, se non iniziamo noi per primi a prendere coscienza di questi fatti.

quando ho scoperto la poesia

17 marzo 2020

Il 17 marzo di trent'anni fa mi sono innamorato. Era un sabato pomeriggio e, dentro lo schermo della televisione, un ragazzo di nome Gianni Bugno, con una maglia bianco-rossa, pedalava da solo verso Sanremo. Il fatto è che mentre gli altri ciclisti, solo poche decine di metri dietro di lui, si contorcevano per lo sforzo nel tentativo di raggiungerlo, lui proseguiva elegantissimo e impassibile con lo sguardo fisso verso qualche punto indefinito, quasi indifferente alle variazioni del terreno e a tutto ciò che gli accadeva attorno, con l'aria indecifrabile di chi sta andando altrove rispetto a un traguardo.
Non avevo ancora compiuto dieci anni e il ciclismo lo annusavo praticamente da sempre, ma quel modo di pedalare mi ha folgorato. C'era qualcosa di magico in quel modo di pedalare. Qualcosa di incredibilmente poetico che andava oltre la bicicletta, le corse e tutto quanto il resto, anche se forse questo l'ho capito solo tempo dopo.
Credo di avere passato una vita intera a cercare di ricalcare, in ogni cosa che ho fatto, quel modo di pedalare. Ovviamente senza riuscirci quasi mai, ma va bene così.

gli ascolti di marzo 2020

3 marzo 2020

Ci sono cose che sono destinate a ritornare ciclicamente. Ritornano ogni tot anni, con implicazioni sempre più fantasiose, gli allarmismi di vario genere e il relativo panico collettivo. Ritornano periodicamente i tentativi demagogici di modificare la Costituzione. E ritorna anche in questo mese di marzo la rubrica sul sito di Rock Targato Italia dedicata ai miei consigli musicali.
Questa volta racconto i nuovi lavori di Olden, I Rumori Di Via Silvio Pellico, Sudestrada, Bugo e Paolo Saporiti. Con un plauso speciale alla VRec Label per il grandissimo lavoro che sta facendo in questi mesi.

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a proposito di Niky

26 febbraio 2020

Niky è un personaggio che mi ha sempre affascinato per il suo essere, almeno a un primo sguardo, piuttosto lontano dagli schemi dei classici protagonisti delle mie storie. Si tratta di una donna dallo spirito estremamente libero, solare e controcorrente ma, al tempo stesso, parecchio enigmatico. È comparsa per la prima volta fra i miei appunti circa una quindicina d'anni fa ma, pur avendoci provato, non sono mai riuscito a trovarle una collocazione, nemmeno come personaggio marginale, in nessuno dei miei romanzi. Per questo ho pensato che il suo habitat naturale possa essere proprio fra le “Storie Contromano” con questo racconto intitolato semplicemente con il suo nome che in realtà è più un ritratto che una storia.

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scarica gratis "Niky"

23 febbraio 2020

Da oggi è possibile leggere e scaricare gratis "Niky", il nuovo racconto della serie "Storie Contromano". Un racconto che è in realtà una sorta di abbozzo di ritratto umano di una donna controcorrente che sembra voler sfidare il mondo intero con il sorriso eternamente stampato sul volto.

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tanti auguri, Fabrizio

18 febbraio 2020

18 Febbraio 2020. Oggi Fabrizio De André avrebbe compiuto ottant'anni.
Chissà come sarebbe oggi, se fosse ancora fra noi, e chissà cosa penserebbe del tempo che stiamo vivendo. L'unica cosa di cui sono piuttosto sicuro è che sarebbe come sempre da tutt'altra parte rispetto a ciò che ci possiamo aspettare e che sarebbe parecchio infastidito dall'immagine rassicurante e innocua da pupazzone dei buoni sentimenti che i media gli hanno appiccicato addosso negli ultimi anni: proprio lui che in vita ha sempre avuto il gusto di mettersi dalla parte sbagliata delle barricate e che accomodante non ha mai nemmeno lontanamente provato a esserlo.
Ricordo che, nel 1992, per rispetto verso le popolazioni native americane, rifiutò l'invito a suonare all'interno delle celebrazioni per i cinquecento anni della scoperta dell'America. Chissà se oggi esiste un artista che avrebbe il coraggio di rifiutare un'occasione simile pur di non tradire i propri ideali.
Al di là di qualunque riflessione, però, oggi è giusto soprattutto dedicargli un brindisi.

...e mai che mi sia venuto in mente, di essere più ubriaco di voi. Di essere molto più ubriaco di voi”.
 

un ricordo di Franco Ballerini

7 febbraio 2020

Sono già passati dieci anni dalla scomparsa di Franco Ballerini, grande campione di ciclismo degli anni '90 che, per chi ha amato la bicicletta in quegli anni, resta ancora oggi l'uomo del pavé per antonomasia.
Di lui mi piace sempre ricordare soprattutto la Parigi-Roubaix del '93: si racconta che, nel momento in cui rimasero al comando della corsa solo lui e Duclos-Lassalle, il francese, prendendo atto che Ballerini quel giorno era nettamente più forte, gli chiese di non attaccarlo e di portarlo con sé fino al traguardo promettendogli che non avrebbe poi fatto la volata perché un secondo posto quel giorno gli sembrava già un grandissimo risultato. Giunti all'ultima curva però Duclos-Lassalle non riuscì a resistere e infranse la promessa bruciando l'italiano proprio a pochi centimetri dal traguardo. Un secondo posto che grida vendetta tutt'oggi ma che lui incassò senza fare una piega e che segnò probabilmente l'esplosione definitiva del grande amore reciproco fra Ballerini e il popolo della Roubaix.
La vinse poi due volte, negli anni successivi, quella corsa, ma ancora più memorabile dei successi rimane il giorno della sua ultima gara da professionista, ovviamente proprio alla Parigi-Roubaix, con lui che arriva al traguardo lontano dai primi ma acclamato dal pubblico come un trionfatore e percorre gli ultimi metri con la maglia da gara aperta per mostrare una canottiera con la scritta “Merci Roubaix”. Difficilissimo, per un italiano, creare un legame così forte con il pubblico francese e con una corsa affascinante e particolare come la Roubaix. Solo un uomo di quella pasta d'altri tempi poteva riuscirci.

gli ascolti di febbraio 2020

4 febbraio 2020

Torna anche in questo mese bisesto la mia rubrica con i consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia. Stanco di vedere artisti pronti a salire su qualunque carrozzone pur di elemosinare qualche briciola di visibilità, questa volta ho raccontato cinque progetti di artisti dal percorso più che mai coerente e fuori dagli schemi: Gianni Maroccolo, i Mariposa, Il Buio, Lucio Corsi e gli Osaka Flu.

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piani d'azione

27 gennaio 2020

«Cosa stai facendo? Stai scrivendo? Quando si potrà leggere qualcosa di nuovo?» Ogni tanto capita che qualcuno me lo chieda, dunque provo a dare qualche risposta.
Di un nuovo romanzo non se ne parlerà ancora per un  bel po': già da qualche mese ho nel cassetto la prima stesura di un lavoro che mi sembra molto valido ma, per svariate ragioni, i tempi per ragionare su una possibile pubblicazione non credo saranno maturi ancora per parecchio e di certo non ci si inizierà a pensare in questo 2020. Al momento va bene così.
In primavera, in compenso, usciranno due miei racconti inediti in altrettante antologie, di cui una piuttosto importante, di cui ci sarà spazio e modo per parlare a tempo debito quando tutti i dettagli saranno definiti. Si tratta di due progetti molto diversi fra loro a cui sono molto contento di partecipare.
Per concludere la panoramica, posso anticipare che nelle prossime settimane pubblicherò, come sempre gratis su queste pagine, un nuovo racconto della serie “Storie Contromano”.
Insomma, nonostante la calma apparente e gli ormai quasi cinque anni trascorsi dall'uscita del mio ultimo libro, le cose non sono mai completamente ferme e, tra l'altro, con molta calma sto iniziando a valutare anche delle possibili nuove sfide per il futuro.