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democrazia e potere

1 dicembre 2020

Qualche giorno fa discutevo con un amico sulla presunta incapacità della nostra classe politica e giornalistica. Ebbene: io non credo assolutamente che questi signori siano degli inetti. Tutt’altro.
Purtroppo spesso pensiamo che la democrazia segua ancora le regole che ci hanno insegnato a scuola: la classe politica è eletta dai cittadini per difendere gli interessi del popolo stesso e vigilare su tutto ciò che può metterne a rischio il benessere, inclusi i poteri finanziari. Ci dimentichiamo che negli ultimi trent’anni questa dinamica è stata completamente capovolta: oggi la classe politica (indipendentemente dal colore della casacca che ormai è solo un alibi comunicativo per far presa su diverse fasce sociali) risponde direttamente ai poteri finanziari e ha il compito di difendere gli interessi di chi muove i fili di questi stessi poteri e vigilare su tutto ciò che può metterli a rischio, in primis il popolo. E un destino ancora peggiore è toccato ai santoni dell’informazione di massa, che hanno smesso di indagare la realtà per assumere il ruolo di semplici cani da guardia dei potenti e megafono della propaganda.
Credo sia tutta qui la chiave di volta per comprendere molte cose e, in quest’ottica, è chiaro che le attuali classi politiche e giornalistiche siano le migliori possibili per il ruolo che sono chiamate ad assolvere. Concedergli l’alibi di una presunta incapacità significa, a mio avviso, fargli un regalo enorme e finire col combattere le battaglie che ci attendono partendo da un’ottica completamente falsata.

due chiacchiere con marco ambrosi

23 novembre 2020

“L’altro allo specchio” è qualcosa di importante per cui è bene parlarne ancora. Questa volta però ho voluto farlo andando ad ascoltare il punto di vista di colui che ha ideato il progetto, raccolto le storie dei ragazzi che hanno ispirato i racconti e fatto un lavoro enorme per rendere possibile tutto quanto: Marco Ambrosi.
Sul sito di Rock Targato Italia è appena uscita un’intervista in cui lo stesso Marco ci racconta molte cose sull’antologia e su tutto ciò che le ruota attorno.

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a proposito di "l'altro allo specchio"

16 novembre 2020

Quando Marco Ambrosi mi ha inviato l’intervista che aveva fatto a un giovanissimo di origine sudamericana a cui insegna italiano chiedendomi di trasformarla nella fonte d’ispirazione per un racconto da inserire nell'antologia “L’altro allo specchio”, la sfida mi ha subito stimolato molto. In un momento storico in cui qualunque discussione sull'integrazione finisce in una banale caciara fra “salvinismo” e “boldrinisimo”, mi sembrava importante avere l’occasione di provare a riportare ogni cosa in una dimensione più umana.
L’intervista, oltretutto, conteneva già il romanticismo e la malinconia necessari per costruire un racconto. Ciò che mi sono sentito di fare, proprio per fare emergere ancora di più quelle sfumature, è stato inserire qualche richiamo ai romanzi di Marquez. Mi piaceva pensare a quel ragazzo come l'ultimo discendente della famiglia Buendìa di “Cent’anni di solitudine” improvvisamente sradicato da una Macondo contemporanea. Ma ancora di più mi premeva sottolineare qualcosa che nelle parole del diretto interessato era già evidentissimo: il senso dolente di straniamento che si prova nel ritrovarsi privati delle proprie radici.
Leggere tutti i racconti dell'antologia uno dopo l’altro mi ha fatto un’ottima impressione. Credo che Marco Ambrosi sia riuscito a mettere insieme un bel mosaico di storie, stili ed emozioni. E sono molto orgoglioso di esserci.

antologia "l'altro allo specchio"

11 novembre 2020

Oggi è uscita un’importante antologia intitolata “L’altro allo specchio”. Si tratta di un progetto curato e ideato da Marco Ambrosi che ha intervistato una serie di adolescenti originari di ogni angolo del mondo che stanno cercando di integrarsi nel nostro Paese e ha poi inviato ogni intervista a uno scrittore diverso chiedendogli di prenderne libera ispirazione per un racconto.
Fra gli autori coinvolti ci sono anche io con un racconto intitolato “Ritratti a memoria”. Il libro è pubblicato da Compagnia Editoriale Aliberti, il ricavato andrà a supportare dei corsi di italiano L2 all’interno dell'IIS L.Nobili di Reggio Emilia e a impreziosire il tutto c’è una prefazione firmata da Dacia Maraini.
Credo che il risultato sia un interessantissimo spaccato, lontano dai cliché, di quella che è la realtà di questi ragazzi, dei loro sogni e delle loro paure.

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gli ascolti di novembre 2020

5 novembre 2020

Nonostante il mondo continui a scivolare sempre più verso la follia totale, proviamo comunque a parlare di musica. A volte mi domando: il problema è davvero che in Italia escono troppi dischi, come sento spesso dire a molti addetti del settore, oppure il fatto che non ci sono più riferimenti critici credibili che abbiano voglia di ascoltare tutto quel materiale sonoro e segnalare al pubblico ciò che davvero merita attenzione?
Sul sito di Rock Targato Italia è appena uscito il mio articolo mensile dedicato ai consigli musicali. Questa volta poi parlo di cinque artisti che, per motivi diversi, mi stanno piuttosto a cuore: Pino Marino, Marco Parente, Kokura, gli Zidima e Lory Muratti.

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10 anni "in fondo ai suoi occhi"

3 novembre 2020

Dieci anni fa usciva “In fondo ai suoi occhi”: il mio romanzo di cui nessuno -io per primo- si ricorda mai.
Non so che effetto potrebbe farmi rileggerlo oggi, però è stato sicuramente un tentativo di uscire dalla mia zona di comfort e provare a mettermi in gioco in modo diverso. Credo sia una storia che viaggia su due binari, affiancando il ritratto sfuggente della protagonista alla trasposizione del suo sguardo critico su molte dinamiche umane e sociali.
È stato anche l’ultimo mio libro a godere di una distribuzione importante e di conseguenza l’ultimo che mi è capitato, a ridosso della pubblicazione, di vedere esposto in qualche grande libreria, ma questo non so se conti molto. Penso sia comunque un buon romanzo, forse un po' spigoloso e forse penalizzato dall’essere uscito solo un anno e mezzo dopo “L’uomo a pedali” mentre, col senno di poi, sarebbe stato giusto dare maggiore respiro a entrambi i lavori. Però evidentemente doveva andare così.


 

italia, autunno 2020

29 ottobre 2020

Sono giorni che cerco di scrivere qualcosa di razionale su ciò che sta accadendo in questo Paese ma non ce la faccio proprio. Sono troppo arrabbiato e frustrato. Stiamo vivendo la pagina più nera della nostra storia democratica e abbiamo perso di vista quelli che sono i valori fondanti della nostra società. Siamo nelle mani di un branco di delinquenti arroganti e continuiamo a sbattere la testa su percorsi cervellotici, anacronistici e liberticidi dimenticandoci quella che dovrebbe essere la più semplice e naturale parola chiave del nostro presente: curare (in ogni sua possibile accezione, dal fidarci di quelle cure che a marzo sembravano lontanissime mentre ora sono ormai rodate, fino al prenderci cura sotto ogni punto di vista di noi stessi e di chi ci sta vicino).
Io non so che futuro ci aspetti. Mi fa molta paura il fatto che, fra i politicanti, ormai nessuno parli più di ritorno alla normalità ma solo di instaurare una “nuova normalità”. Viste le premesse, mi sembra una prospettiva a cui è doveroso opporci con tutte le nostre forze. Non so come, ma so che è vitale farlo.

due chiacchiere necessarie con pieralberto valli

22 ottobre 2020

So bene che “necessario” è uno degli aggettivi più abusati quando si tratta di descrivere un’opera di qualunque tipo, però è proprio il termine che mi è venuto in mente leggendo “Trilogia della distanza” di Pieralberto Valli: una raccolta di tre racconti distopici che riescono nell’impresa di riflettere in modo profondo, dolente e per nulla didascalico sul tragico periodo che stiamo vivendo. Dopo aver letto il libro e averci riflettuto a lungo mi è venuta voglia di fare due chiacchiere con l’autore, che stimo già da parecchio tempo per i suoi lavori in ambito musicale, e ne è uscita un’intervista pubblicata oggi sul sito di Rock Targato Italia. La lettura sia del libro che dell’intervista è vivamente consigliata.

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granfondo alassio

20 ottobre 2020

Ritrovarmi al via della Granfondo Alassio, in una domenica di metà ottobre dal sapore magnificamente primaverile, è stata un’ottima esperienza, un po’ perché avevo molta curiosità di provare a confrontarmi con un contesto più duro e competitivo di quanto fatto finora e un po’ perché, di questi tempi, ogni possibile finestra di normalità ha un sapore più che mai necessario.
E’ stata una bella corsa, con un percorso nervoso ed estremamente panoramico iniziato con i “capi” della via Aurelia per poi snodarsi fra le salite dell’entroterra contornate di ulivi e concludersi con la dura ascesa al santuario della Madonna della Guardia con una vista splendida a picco sul mare.
Finisce così questa stagione a pedali tanto breve e strana quanto per me inaspettata, e mi tornano in mente le parole del protagonista di un mio vecchio romanzo: “Chissà. Forse è davvero così. Quando sei in sella il mondo assume contorni diversi: sui pedali sembra tutto più facile. Sarà che alla strada non si può mentire. Sarà che la bicicletta funziona da sempre nello stesso modo e difficilmente cambierà mai. Sarà che quando pedali da solo in salita ti trovi automaticamente a guardare fisso negli occhi ciò che sei veramente.”


 

i colori dell'autunno 2020

8 ottobre 2020

Continuiamo a parlare di musica  e continuiamo a portare avanti quelle che sono ormai le nostre sane consuetudini. E' uscita su Spotify "I colori dell'autunno 2020": il nuovo capitolo delle playlist stagionali realizzate insieme ai ragazzi di Divinazione Milano e patrocinate da Rock Targato Italia. In questo capitolo abbiamo vagato fra cantautori coraggiosi, rocker tenaci, artisti fuori da ogni schema e talentuosi autori pop proponendo canzoni di: Lucio Leoni, Gran Zebrù, Giovanni Lindo Ferretti, Charles Muda, Francesco BellucciRoberto Casanovi, Stefania Tasca, Francesco Sacco, Rumo, Le Rose E Il Deserto, L’avvocato Dei Santi, Rota Carnivora, Emma Nolde, Mastice, Emiliano Mazzoni, De Mian, Umberto Palazzo, Laser, Riccardo Inge e Leanò.

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