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un ricordo di Franco Ballerini

7 febbraio 2020

Sono già passati dieci anni dalla scomparsa di Franco Ballerini, grande campione di ciclismo degli anni '90 che, per chi ha amato la bicicletta in quegli anni, resta ancora oggi l'uomo del pavé per antonomasia.
Di lui mi piace sempre ricordare soprattutto la Parigi-Roubaix del '93: si racconta che, nel momento in cui rimasero al comando della corsa solo lui e Duclos-Lassalle, il francese, prendendo atto che Ballerini quel giorno era nettamente più forte, gli chiese di non attaccarlo e di portarlo con sé fino al traguardo promettendogli che non avrebbe poi fatto la volata perché un secondo posto quel giorno gli sembrava già un grandissimo risultato. Giunti all'ultima curva però Duclos-Lassalle non riuscì a resistere e infranse la promessa bruciando l'italiano proprio a pochi centimetri dal traguardo. Un secondo posto che grida vendetta tutt'oggi ma che lui incassò senza fare una piega e che segnò probabilmente l'esplosione definitiva del grande amore reciproco fra Ballerini e il popolo della Roubaix.
La vinse poi due volte, negli anni successivi, quella corsa, ma ancora più memorabile dei successi rimane il giorno della sua ultima gara da professionista, ovviamente proprio alla Parigi-Roubaix, con lui che arriva al traguardo lontano dai primi ma acclamato dal pubblico come un trionfatore e percorre gli ultimi metri con la maglia da gara aperta per mostrare una canottiera con la scritta “Merci Roubaix”. Difficilissimo, per un italiano, creare un legame così forte con il pubblico francese e con una corsa affascinante e particolare come la Roubaix. Solo un uomo di quella pasta d'altri tempi poteva riuscirci.

gli ascolti di febbraio 2020

4 febbraio 2020

Torna anche in questo mese bisesto la mia rubrica con i consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia. Stanco di vedere artisti pronti a salire su qualunque carrozzone pur di elemosinare qualche briciola di visibilità, questa volta ho raccontato cinque progetti di artisti dal percorso più che mai coerente e fuori dagli schemi: Gianni Maroccolo, i Mariposa, Il Buio, Lucio Corsi e gli Osaka Flu.

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piani d'azione

27 gennaio 2020

«Cosa stai facendo? Stai scrivendo? Quando si potrà leggere qualcosa di nuovo?» Ogni tanto capita che qualcuno me lo chieda, dunque provo a dare qualche risposta.
Di un nuovo romanzo non se ne parlerà ancora per un  bel po': già da qualche mese ho nel cassetto la prima stesura di un lavoro che mi sembra molto valido ma, per svariate ragioni, i tempi per ragionare su una possibile pubblicazione non credo saranno maturi ancora per parecchio e di certo non ci si inizierà a pensare in questo 2020. Al momento va bene così.
In primavera, in compenso, usciranno due miei racconti inediti in altrettante antologie, di cui una piuttosto importante, di cui ci sarà spazio e modo per parlare a tempo debito quando tutti i dettagli saranno definiti. Si tratta di due progetti molto diversi fra loro a cui sono molto contento di partecipare.
Per concludere la panoramica, posso anticipare che nelle prossime settimane pubblicherò, come sempre gratis su queste pagine, un nuovo racconto della serie “Storie Contromano”.
Insomma, nonostante la calma apparente e gli ormai quasi cinque anni trascorsi dall'uscita del mio ultimo libro, le cose non sono mai completamente ferme e, tra l'altro, con molta calma sto iniziando a valutare anche delle possibili nuove sfide per il futuro.

i colori dell'inverno 2020

13 gennaio 2020

Con un pizzico di ritardo per evitare sovrapposizioni con l'uscita della compilation ufficiale di Rock Targato Italia e con le Feste, ancora una volta insieme ai ragazzi di Divinazione e Rock Targato Italia abbiamo voluto accompagnare il cambio di stagione con una playlist su Spotify che fotografi ciò che di buono si muove in questi mesi nel sottobosco musicale italiano: “I colori dell'inverno 2020”.
Dentro ci trovate canzoni di : Ettore Giuradei, Max Zanotti, Lenin!, Unoauno, Lorenzo Del Pero, Yuri Beretta, Francesco Setta, Barracano, Antonio Pignatiello, Pieralberto Valli, Cesare Basile, Il Buio, L.E.D., detto Ferrante Aguissola e Bunnyblack.

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gli ascolti di gennaio 2020

8 gennaio 2020

Archiviate le Feste, si torna alla vita di sempre con la mia abituale rubrica mensile sul sito di Rock Targato Italia in cui consiglio quattro bei dischi recenti. Per iniziare bene il 2020 mi sono divertito a spaziare fra rock d'autore, rap, pop ed elettronica parlando delle nuove uscite di Lorenzo Del Pero, Barracano, Yuri Beretta e Bunnyblack.

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2020 speedball

2 gennaio 2020

Quando uscì “2020 Speedball” dei Timoria avevo 15 anni e il 2020 a cui l'album faceva riferimento come un romanzo distopico pareva qualcosa di lontanissimo. Sembrava davvero fantascienza, pensare al 2020. Invece eccolo qui.
C'è da dire che su molte cose Omar Pedrini e i suoi compagni sono stati profetici: nell'aria sembra aleggiare proprio il senso di straniamento che loro cantavano venticinque anni fa e molti dei temi trattati in quelle canzoni sono drammaticamente attuali.
Se guardo fuori dalla finestra all'alba di questo nuovo decennio sembra che nel mondo domini -per citare un grande maestro- “uno strano godimento nel sentirsi inutili”. I grandi mezzi d'informazione, per esempio, ci anestetizzano i pensieri riempiendo pagine di argomenti vuoti o lotte innocue, e intanto le battaglie davvero importanti come quelle per i diritti sociali, il lavoro e le vere istanze di libertà vengono sempre più dimenticate.
Comunque, al di là di tutto, a distanza di venticinque anni, “2020 Speedball” è ancora un gran disco. Siamo noi che forse non siamo invecchiati altrettanto bene. Io per primo.

Diceva una frase del disco: “...quel vecchio che sputa rabbia e verità non è pazzo ma è il tempo reale: dice che qui moriremo in schiavitù in velocità artificiale.” Già...

salutando il 2019

29 dicembre 2019

Mi ero ripromesso di evitarla, questa volta, la classica riflessione inutile di fine anno, ma evidentamente non ne sono capace.
Il 2019 è stato un anno lento in cui, per svariate ragioni, credo di essermi spesso rintanato a osservare il mondo da una certa distanza. Il che non è necessariamente un male: a volte è necessario anche questo. Fra una fuga e l'altra da tutto, poi, i piccoli progetti non sono mancati (penso soprattutto al coinvolgimento nello spettacolo “Leonardo in cinque voci” in primavera, ma anche alle cose fatte insieme a Rock Targato Italia e ai due racconti che hanno dato continuità al percorso di "Storie Contromano"), per cui non è stato certo un anno vuoto.
Dal 2020 ho meno che mai idea di cosa aspettarmi. Mi auguro che possa essere un anno di valichi da scavalcare e chilometri più o meno metaforici da percorrere.

Buon Natale!

25 dicembre 2019
 

12 dicembre 1969-2019

12 dicembre 2019

12 dicembre 2019. Cinquant'anni fa la strage di piazza Fontana seguita, quattro giorni dopo, dall'omicidio di Giuseppe Pinelli nel palazzo della Questura di Milano. Una delle pagine più vergognose della nostra Storia.
Non credo che si possa scrivere qualcosa sull'argomento che in questi cinquant'anni non sia ancora stato detto, di certo però è bene mantenere sempre viva la memoria di quei fatti, soprattutto in quest'epoca in cui anche la classe “intellettuale” sembra più che mai arroccata a difesa del potere e delle risposte di comodo. Siamo un Paese in cui lo Stato, in più occasioni, non si è fatto scrupoli a usare anche i mezzi più raccapriccianti per screditare ogni forma di reale dissenso e in cui le grandi verità sono state sempre sotterrate sotto tonnellate di bugie da parte dei massimi esponenti delle istituzioni. Mi sembra un dettaglio da non dimenticare, in questi anni di dibattiti volutamente vacui e politica basata sulle distrazioni di massa.

99 Magni

7 dicembre 2019

Oggi Fiorenzo Magni avrebbe compiuto 99 anni. Un personaggio enorme: il primo italiano a vincere il Giro delle Fiandre (“la corsa più bella del mondo”, per citare il protagonista di un mio romanzo) e tutt'ora l'unico al mondo ad averlo conquistato per tre volte di fila, ma soprattutto un uomo dallo spirito oltre l'immaginabile.
Di lui è impossibile non ricordare l'ultimo Giro d'Italia della carriera, concluso al secondo posto dopo aver affrontato diverse tappe con la clavicola fratturata, stringendo fra i denti un pezzo di tubolare legato al manubrio per cercare di alleviare lo sforzo della spalla infortunata.
L'ultimo suo regalo al mondo è stato il museo del ciclismo al Ghisallo, da lui fortemente voluto e finanziato. Un luogo intriso di storia e di magia da cui chiunque ami la bicicletta non può che rimanare affascinato.