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tre mesi a pedali

10 giugno 2021

Alla strada non si può mentire”, diceva un personaggio de “L’uomo a pedali”.
Sono passati tre mesi dall’uscita del romanzo, anche se a me sembrano almeno tre anni. Sono stati mesi molto più ricchi di soddisfazioni di quanto avrei immaginato con tante persone che sembrano essersi lasciate toccare dalle vicende del mio protagonista però, come è normale che sia, dopo un periodo così intenso un po’ di stanchezza mentale inizia a farsi sentire. Ma forse è proprio in questi momenti che la strada ti restituisce il senso di quello che stai facendo.
Domenica (13 giugno), per celebrare questi tre mesi ricchi di cose belle, con la mia maglia marchiata col titolo del romanzo sarò al via della Berghem #MolaMia, la manifestazione ciclistica delle valli bergamasche. Ci sarà da divertirsi e soprattutto parecchio da soffrire, con tanti chilometri da fare e diverse salite da scalare.
 

iscrizioni a Rock Targato Italia 2021

7 giugno 2021
 
Per gli amici musicisti, non posso non segnalare che c'è tempo fino alla fine di giugno per iscriversi alla nuova edizione di Rock Targato Italia. La novità di quest'anno è che l'iscrizione è completamente gratuita e che per accedere alla prima selezione è sufficiente inviare un video con due vostre canzoni suonate dal vivo (anche semplicemente in sala prove o in salotto). Tutte le indicazioni si possono trovare sul sito: www.rocktargatoitalia.eu
 
Il mio profondo legame con Rock Targato Italia, che quest'anno arriva alla 33^ edizione, credo sia noto da sempre, un po' perché ho trascorso l'adolescenza ad ascoltare musica che ha avuto a che fare con quel palco e un po' perché sono passati ormai vent'anni dalla prima volta in cui mi sono seduto al tavolo della giuria del concorso e i ragazzi dello staff sono ormai per me una seconda famiglia. Credo sia una delle poche cose genuine rimaste nel mondo della musica odierna.
 
Approfitto per ricordare anche che sul canale YouTube della stessa Rock Targato Italia si possono trovare sempre i video delle mie chiacchierate con Francesco Caprini per ascoltare dalla voce di Francesco i suoi ricordi e il suo punto di vista da protagonista su tutto ciò che è accaduto nel rock italiano dagli anni '80 a oggi (siamo giunti all'undicesima puntata ma ne arriveranno altre).
 

"L'uomo a pedali" su "Un calice di"

5 giugno 2021

Ci sono momenti in cui spingere a testa bassa in salita e altri in cui è si sente il bisogno di rifiatare un po', magari fermandosi in riva al lago per bere un paio di bicchieri mentre si ripensa alla strada fatta e a quella da fare.
Il blog eno-letterario "Un calice di" ha recensito in modo lusinghiero "L'uomo a pedali", definendolo "poetico" e soprattutto associandolo a una buona bottiglia di vino bianco spagnolo.
"In questo libro il ciclismo si presenta come metafora di vita", dice giustamente la recensione.
 

gli ascolti di giugno 2021

4 giugno 2021

Si avvicina l'estate, ben presto torneranno anche le zanzare e il mondo continua a galleggiare su promesse palesemente false a cui tutti ormai sembrano voler fingere di credere. Al di là di tutto, sul sito di Rock Targato Italia è uscito il mio articolo mensile dedicato ai consigli musicali. Questa volta parlo di Bachi Da Pietra, Vasco Brondi, Motta e Piume (il nuovo progetto di Giuliano Dottori e Paolo Marrone).

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quarant'anni senza Rino Gaetano

2 giugno 2021
 
Esattamente quarant’anni fa, con uno schianto all’alba contro un camion, se ne andava Rino Gaetano.
Qualche anno fa, mentre ero di passaggio a Roma, sono stato “a trovarlo” al cimitero del Verano e ricordo di essere rimasto spiazzato da quanta vita continui a ruotare attorno alla sua tomba. Ci vorrebbe una sua canzone, per raccontare gli incontri surreali di quella breve visita.
Al di là di tutto, a distanza di quarant’anni, le sue canzoni restano ancora vivissime con la loro freschezza, la loro irriverenza verso il potere, la loro capacità di raccontare la realtà quasi prendendosene gioco e il loro sguardo attentissimo sulla società, con quella capacità di cogliere l’importanza di episodi apparentemente secondari e quei versi dalle mille sfumature che forse in alcuni casi non siamo mai nemmeno riusciti a decifrare del tutto. Ciò che per fortuna è invece volato via col vento sono le etichette che per tutta la vita hanno provato ad appiccicargli addosso, perché in questo Paese le cose sono sempre andate così: se sei una mente davvero libera, qualcuno deve per forza cercare di castrarti con qualche “ismo” buttato lì a casaccio.
 

"L'uomo a pedali" su "Ancora un altro libro"

30 maggio 2021
 
Non ci si ferma. Si continua a salire mettendo un colpo di pedali dietro l'altro. Così ieri è uscita una nuova bella recensione de "L'uomo a pedali" sul blog "Ancora un altro libro". "La storia di Sergio colpisce e ti entra dentro", dice l'autrice.
 

una fiaba: il serpentone e il gelato al pistacchio

27 maggio 2021
 
Una fiaba:
C'era una volta un paese incantato su cui regnava un serpentone mitologico dalle idee piuttosto bizzarre.
Un giorno il serpentone decise che tutti i sudditi del regno avrebbero dovuto vestirsi sempre con tutine aderenti color verde pistacchio e andare in giro saltellando su un piede solo.
«Ma questo è impazzito!» pensarono i sudditi. «Che senso ha? Perché mai dovremmo sottoporci a qualcosa di così bislacco e umiliante?»
Allora il serpentone, dopo essersi consultato con gli stregoni di corte, prese una decisione: stabilì che per i sudditi non sarebbe stato obbligatorio né vestirsi con le tutine color verde pistacchio né saltellare su un piede, ma che comunque chiunque si fosse vestito in qualsiasi altro modo o avesse continuato a camminare su due gambe non avrebbe più potuto entrare nelle gelaterie.
Siccome nel regno tutti erano molto golosi di gelato, i sudditi iniziarono a dirsi: «Beh... se non è un obbligo ma serve per poter mangiare il gelato, tanto vale farlo. Io di certo non rinuncio al gelato per seguire capricci inutili come quello di vestirmi come mi pare o camminare su due gambe. Dopotutto che differenza può fare, vestirsi in un modo piuttosto che di un altro? Oltretutto gli stregoni dicono che saltellare su un piede fa bene».
Da quel giorno il serpentone continuò a imporre regole sempre più strambe, ripristinò lo ius primae noctis e sancì che l'unico gusto di gelato consentito sarebbe stato quello al pistacchio. Ma anche quella volta i sudditi si dissero: «Meglio il gelato al pistacchio che nessun gelato. Poi, se gli stregoni dicono che gli altri gusti fanno male, ci dobbiamo fidare.»
E dire che sarebbe bastato rinunciare subito al gelato per qualche settimana, per far capire al serpentone che i sudditi non erano disposti ad accettare alcun ricatto e continuare così a vivere felici e contenti…
 

"L'uomo a pedali" alla Granfondo Laigueglia

25 maggio 2021
 
La Liguria ha sempre uno splendido sapore, fra il fascino del mare e la bellezza dei paesaggi aspri dell'entroterra contornati di ulivi e piccoli borghi.
La Granfondo Laigueglia è stata un'esperienza affascinante: probabilmente, sia sul piano ciclistico che su quello simbolico, proprio l'ideale per pedalare per la prima volta con un numero attaccato alla schiena con la maglia marchiata "L'uomo a pedali".
In questo video si può trovare una piccola testimonianza di ciò che è accaduto nei miei due giorni liguri, dalla vigilia della granfondo alla fine della gara.

"L'uomo a pedali" su "Tutti i racconti"

24 maggio 2021

"Anche se ho odiato il personaggio, la lettura l'ho trovata scorrevole e ben fatta, un assaggio di vita quotidiana che affronta la realtà senza fronzoli e ti ricorda che vivere non è una fantasia": Si conclude così la recensione de "L'uomo a pedali" pubblicata oggi dal blog "Tutti i racconti". Una recensione che offre un punto di vista interessante sul romanzo, sottolineando come si tratti di "una storia di vita comune, una storia di un uomo che lotta con gli eventi della vita, un uomo che si trascina giorno dopo giorno, ponendosi molte domande."

[clicca qui per leggere la recensione]

un pensiero per Battiato

21 maggio 2021
 
Arrivo spesso in ritardo, lo so, e soprattutto non riesco a raccontare le cose in tempo reale come quest’epoca velocissima sembra imporre di dover fare, però un pensiero a Battiato non posso non dedicarlo.
L'ho visto dal vivo diverse volte, nel corso della mia vita. Dell’ultimo suo concerto visto mi è rimasto impresso il momento in cui, dopo una serie di brani intensissimi, appena prima di aprire la parentesi dedicata alle canzoni più nazionalpopolari, guardò verso la band sospirando quasi rassegnato: “eh, vabbè, facciamolo”. Ma ricordo anche, qualche anno prima, un momento in cui, proprio durante uno dei suoi brani più famosi, mentre la security stava trascinando via un ragazzo che aveva lasciato la sua poltroncina per mettersi a ballare sotto al palco, lui smise di cantare per prendere le difese del giovane.
Qualche anno fa ho tenuto una serie di incontri nel carcere di San Vittore per raccontare ai detenuti la storia della musica d’autore italiana. Dopo avere ascoltato qualche sua canzone, un ragazzo di origine straniera che non conosceva nulla di lui mi ha detto: “Questo è un gran paraculo. Scrive testi complicatissimi ma ci mette sotto la cassa in quattro”. Ho sempre pensato che lo stesso Battiato avrebbe sorriso bonario a quel commento e ho provato a spiegare al ragazzo che è anche lì la sua grandezza: mischiare linguaggi diversi senza però mai accontentarsi della banalità. Lanciare un’esca e provare poi a portare l’ascoltatore da tutt’altra parte. O semplicemente andarci, da tutt’altra parte, incurante di chi si fermerà a mangiare l’esca e di chi invece sceglierà di compiere qualche passo in più. Andare avanti con la propria ricerca nei suoni, nelle parole e nell’anima. E lasciarsi dietro enormi lampi di bellezza.