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vent'anni senza vento

21 novembre 2013

Mi ritrovo per caso, dopo un oceano di tempo, a riascoltare "Viaggio senza vento" dei Timoria, e mi rendo conto che sono passati esattamente vent'anni dall'uscita di quel disco (era l'ottobre del '93).
Ricordo che, la prima volta che mi imbattei in quelle canzoni, l'album era uscito da circa un anno e mezzo e io di anni ne avevo una quindicina. E fu una vera folgorazione. Fu come ritrovarsi sbattute in faccia, in modo tremendamente nitido e diretto, mille sensazioni e mille pensieri che avevano iniziato a ronzarmi in testa già da un po' ma che io non ero mai riuscito a mettere a fuoco. Fu come ritrovarsi spalancate le porte di un nuovo universo (musicale e non) di cui avevo assoluto bisogno.
Chissà se, senza quell'incontro musicale, io oggi sarei ciò che sono e tutta la mia vita sarebbe poi andata esattamente come è andata. Forse sì. Però quel cd è stato sicuramente una delle cose che, in quegli anni e a quell'età, mi ha segnato maggiormente e, di conseguenza, ha influenzato tutto il mio percorso da lì in avanti.
A distanza di tanto tempo mi rendo conto che le canzoni le ricordo ancora tutte a memoria. E fa un certo effetto pensare che fra oggi e quei giorni c'è esattamente la stessa differenza di tempo che può esserci, per esempio, fra quell'album e "Storia di un impiegato" di De André (che ai tempi sembrava qualcosa proveniente da un'epoca lontanissima). Soprattutto considerando che, in tutto questo tempo, il mondo non mi sembra essere cambiato poi molto, in fondo. E, a dire il vero, io ancora meno.

facendo pulizia col napalm

26 settembre 2013

Alla fine l'estate è arrivata nonostante tutto e, proseguendo dritta per la propria strada, come è ovvio, è anche finita, portandosi via ciò che era naturale che dovesse portare via. Tutto nella norma, dunque, a suo modo.
Se è tanto che non scrivo qualcosa qui è perché negli ultimi mesi mi sono dedicato soprattutto a cercare di fare un po' di pulizia nei miei pensieri e attorno a me. Anche se, non riuscendo a trovare il prodotto giusto, ho preferito usare il Napalm.
Ora attendo solo che la polvere finisca di posarsi, per capire cosa è rimasto e cosa potrà esserci nel prossimo futuro.

intervista su rete oro

5 giugno 2013

In occasione del reading dello scorso 15 maggio a Roma, la tv capitolina Rete Oro mi ha fatto qualche domanda su "Suonando pezi di vetro".
L'intervista, andata poi in onda all'interno della trasmissione ZTL, è ora disponibile anche su Youtube e visibile qui:

"suonando pezzi di vetro" su emagazine

4 giugno 2013

"Parla dell’irrisolutezza di una generazione nel guado fra la riva dell’infanzia e quella dell’età adulta, con la corrente che spinge verso quest’ultima e la nostalgia che ti tiene legato alla prima. Parla di amori che non riescono. Parla del palco di una rock band come il posto in cui ballare con i propri demoni per riuscire ad allontanarli almeno per un pò."
La rivista digitale Emagazine ha dedicato ben tre pagine a una lunga recensione di "Suonando pezzi di vetro" firmata da Gianluca Comuniello.
Clicca qui
per sfogliare il magazine on line e leggere la recensione (a pagina 18).

oppure ci si traveste da messicani

20 maggio 2013

Fra i vicoli del centro di Roma, a metà maggio di questo strano 2013, vendono le caldarroste (giuro!). Mi piace pensare che sia colpa mia. Mi piace credere che questo inverno abbia voluto continuare resistere, come l'ultimo eroe di Alamo, ignorando il fatto che non può certo bastare qualche settimana in più di pioggia a far sfumare l'inevitabile arrivo dell'estate, anche per tenermi un po' di compagnia. Perché questa sua disperata cocciutaggine si accompagna bene alle storie che ho letto in questi ultimi reading, che forse vivono anche loro, ostinatamente e ottusamente, in una sorta di Fort Alamo emotiva.

Insieme ai venditori di caldarroste, di questi giorni passati fra Roma e Torino mi restano una serie confusa di immagini: una corsa in taxi, appena sceso dal treno, per arrivare puntuale a un'intervista per una tv locale; un reading calato in un clima fra l'ultimo giorno di scuola e l'ultima giornata di campionato; qualche incomprensione inutile ed evitabile; la pioggia fine sulla mia testa; altra pioggia, grossa, sul parabrezza; le bottiglie di vino aperte allo stand di Edizioni Del Faro; i discorsi spesso surreali con i visitatori della fiera di Torino e le tante mani strette.

Un ringraziamento di cuore a questo inverno ostinato che almeno ha provato a farmi compagnia ed illudersi di poterci credere, anche se poi sappiamo che l'estate arriverà comunque. E un 'fanculo speciale al generale Santana (che sarà stato pure messicano, ma io me lo immagino sempre come il Custer di De André: “occhi turchini e giacca uguale”).

sei mesi dopo

6 maggio 2013

Sei mesi fa usciva “Suonando pezzi di vetro”. Solo sei mesi. E' strano: a me sembra sia passato molto più tempo. Sarà che sono stati mesi intensi e instabili. Sarà che è stato un periodo in cui mi sono ritrovato a fare i conti con me stesso, a chiudere cerchi importanti e imparare cose nuove su di me. O sarà che, già prima della pubblicazione, il percorso questo libro è stato condizionato da parecchie vicissitudini, tanto proprio all'ultimo ha rischiato anche di essere "sostituito" da un altro lavoro. Non lo so. Però penso di poter essere contento e soddisfatto.

Prima di chiudere questo capitolo promozionale restano ancora un paio di impegni:
Mercoledì 15 maggio, alle 21.00, sarò a Roma, alla libreria Il Mattone (via Bresadola 12/14) per un reading particolare in cui le mie storie si mischieranno con quelle di Giovanna Astori e Vincenzo Di Pietro (entrambi già parte di “Schegge di vetro”) e con la musica dei giovanissimi Acquavite.
Sabato 18 maggio invece, dalle 18.00 alle 20.00, festeggeremo in compagnia dello staff di Edizioni Del Faro con un piccolo aperitivo-incontro al loro stand al Salone del Libro di Torino (stand J01).

verranno a chiederti di r|zero

15 aprile 2013

A Cremona, per R|Zero, ci ha accolto un'atmosfera incredibilmente solare: molto giovane, densa di entusiasmo e sana ingenuità. Spiazzante, per molti versi, vista la carica di disillusione della scaletta che avevo preparato per il reading, eppure tremendamente genuina e piacevole. Fa piacere, ogni tanto, respirare un'aria così positiva e vedere un insieme di ragazzi giovanissimi con tanta voglia di fare, di confrontarsi e di comunicare in mille modi diversi.

Il reading credo sia stato uno dei miei più "estremi" e diretti, con anche una reinterpretazione di De André inserita in chiusura del mio brano più denso (spero che Fabrizio, ovunque si trovi ora, non mi abbia odiato troppo). E devo dire che anche il connubio con Àlia ha funzionato molto bene: le sue canzoni affascinano sempre di più ascolto dopo ascolto, con la loro delicatezza di fondo e quel tocco di malinconia che ti si insinua sotto pelle.

intervista su succoacido

9 aprile 2013

"La sensazione che ho in questo momento è quella di avere, con i romanzi scritti finora, espresso tutto ciò che avevo da dire per cui, quando tornerò a posare la penna sul foglio, sarà per forza di cose per comunicare qualcosa di completamente diverso e nuovo. Ma ovviamente non so quando e come sarà. Vedremo...": si chiude così una lunga intervista al sottoscritto che il magazine SuccoAcido ha da poco pubblicato.

Clicca qui per leggere l'intervista on-line

errezero

8 aprile 2013

Quando, nel 2007, ho iniziato a frugare fra i miei vecchi appunti per mettere insieme "Tutto passa invano", non avrei mai pensato di salire poi su un palco a leggere e raccontare direttamente le mie storie a un pubblico. Se ho iniziato a farlo è stato solo per via di una lettera, ricevuta proprio all'indomani dell'uscita di quel libro, che mi ha illuminato su quanta vita ci fosse in quelle storie e quanto prezioso (per me) potesse essere ridargli corpo e respiro rileggendole e raccontandole di nuovo. E così, dopo cinque anni e mezzo contornati da altri tre libri e una cinquantina fra reading e presentazioni varie, sono ancora qui, con lo stesso spirito, a dispetto di un filo di stanchezza emotiva e del mondo che cambia velocissimo attorno a me. Almeno per ora.

Sabato (13 aprile) sarò a Cremona, al circolo Luogocomune (via Speciano 4), dove i ragazzi dell'associazione Winter Beach organizzano un festival chiamato ErreZero: si tratta di una lunga giornata che, fin dal primo pomeriggio, sarà piena di incontri, reading, workshop, concerti ed eventi artistici di ogni genere. Con me ci sarà Àlia, cantautore raffinato fresco d'esordio (il suo ep, "Ària", si può scaricare gratuitamente su Bandcamp) che ha già accompagnato la presentazione di "Schegge di vetro", ed insieme, verso le ore 16:30, metteremo in scena un piccolo reading-concerto mischiando le mie storie e la sua musica. Subito dopo di noi, in rappresentanza di Neverlab, suonerà anche l'ex Hogwash Enrico Ruggeri con il progetto “Musteri Hinna Föllnu Steina”.

rileggendo "schegge di vetro"

18 marzo 2013

Ultima settimana d'inverno. E oltre il vetro della finestra c'è ancora la neve fresca. Bella ironia, no? Ha nevicato tutta la mattina, oggi. Ha nevicato anche sulla Milano-Sanremo, ieri. Ha nevicato a dispetto di tutto quanto, compreso me. Ha nevicato e basta.

In questi giorni ho avuto modo di rileggere “Schegge di vetro” con un'ottica più rilassata, una volta uscito dal caos della pubblicazione e della presentazione, e devo dire che sono proprio contento del risultato finale e del modo in cui ogni partecipante ha saputo catturare una diversa sfumatura e lasciare una propria impronta umana ancor prima che letteraria.
Inizialmente, con i ragazzi di Neverlab, si era pensato di chiudere il progetto con un mio contributo, ma in questi mesi sento di avere davvero poco di nuovo da dire, così ho preferito chiamarmi fuori e limitarmi a invitare a scrivere per noi alcuni degli autori -e soprattutto delle persone- con cui la mia strada si è incrociata in questi ultimi anni e che, in qualche modo, hanno lasciato una qualche impronta in me o nel mio lavoro. E credo che la scelta sia stata più che mai azzeccata: qualcuno è riuscito ad ampliare gli orizzonti di ciò che io avrei potuto dire andando a suggerire strade inaspettate, mentre altri hanno affondato a sangue le unghie esattamente dove anche io sentivo che era necessario farlo. Davvero, non avrei potuto e saputo fare di meglio.

Insomma, sono contento dei frutti di questo progetto e di tutti i colori che lascia emergere. Per quando mi riguarda, credo possa essere anche una sorta di bella epigrafe per un capitolo molto lungo del mio percorso personale. Ma intanto fuori la neve è ancora fresca e oggi ha nevicato tutta la mattina, anche a dispetto dei miei pensieri. Ed è l'ultima settimana d'inverno.

p.s.: in ogni caso, casomai qualcuno non lo avesse ancora letto, "Schegge di vetro" è sempre disponibile in download gratuito qui