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ma tu esisti davvero?

11 dicembre 2013

Dall'uscita di "Tutto passa invano" a oggi, sono stato presente a sei delle ultime sette edizioni di "Più libri più liberi". Il caos della fiera romana mi è dunque ormai familiare: è un caos sempre vivo. Sempre piacevole. Un caos che ti frulla in un'infinità di spunti, stimoli e incontri in un lasso brevissimo di tempo e ti risputa poi fuori frastornato ma con la sensazione che qualcosa hai lasciato e qualcosa hai colto. E anche quest'anno non ha fatto eccezione.
Anche quest'anno ne avevo davvero bisogno, del caos della fiera, dell'aria di Roma, del mercatino di piazza Navona e di tutto ciò che mi ha aspettava nella lunga notte romana con le sue sorprese e i suoi incontri inaspettati. Ne avevo bisogno per cambiare aria e staccare la spina da me stesso per un po'. O forse, nel bel mezzo di questi mesi interlocutori, ne avevo bisogno per provare a riattaccarla, questa benedetta spina con me stesso, e vedere l'effetto che fa.

p.s. Volevo scrivere anche due parole su "Nicovid" di Miky Marrocco, che uscirà il 16 gennaio e sarà il secondo passo della collana Neverlab Libri (avviata proprio con il mio "Suonando pezzi di vetro"), ma preferisco farlo più avanti con tutta la calma e l'attenzione che merita. Tanto c'è tempo.

tornando a roma

4 dicembre 2013

Respirare l'aria di Roma nel periodo dell'anno in cui si inizia a pensare al Natale è ormai diventata una necessità, per quanto mi riguarda: pochi altri luoghi hanno quell'atmosfera e riescono a trasmettermi quel tipo di strana serenità. I libri, la fiera, gli eventi e tutto il resto sono, come quasi sempre, solo un alibi.
Così anche quest'anno un passaggio alla fiera di Roma per l'ormai tradizionale incontro informale con i lettori non posso farmelo mancare. Anzi, quest'anno forse ne sento ancora di più il bisogno. E anche il passaggio in sé ha un valore un po' diverso dal solito visto che sul banchetto, oltre alle copie di "Suonando pezzi di vetro", avrò anche dei volantini che annunciano in anteprima assoluta il titolo e la data d'uscita della prossima pubblicazione marchiata Neverlab Libri (il nuovo libro del bravo Miky Marrocco, su cui avrò modo di dire molte più cose nelle prossime settimane), per cui sarà una sorta di ideale passaggio di testimone fra il mio lavoro e quello di Miky.
L'appuntamento è sabato (7 dicembre), dalle 14.00 alle 16.00, allo stand di Edizioni Del Faro (stand B20) presso la fiera "Più libri più liberi" (Roma – Palazzo dei Congressi – Zona EUR)

Per ulteriori informazioni vedi l'articolo sul sito di Neverlab.

la prima neve

1 dicembre 2013

La prima neve quest'anno non porta niente di nuovo:
qualche goccia fugace di anestetica pace
e altre ondate insensate di nostalgie fuori tempo.
Nulla di più.

Questa cosa l'ho ritrovata qualche mese fa, facendo pulizia fra i miei vecchi appunti, su un'agenda di qualche anno fa. Mi è tornata prepotentemente in mente ieri, guardando cadere i primi timidissimi fiocchi di neve affacciato alla mia finestra. La data era dell'inverno 2004.

vent'anni senza vento

21 novembre 2013

Mi ritrovo per caso, dopo un oceano di tempo, a riascoltare "Viaggio senza vento" dei Timoria, e mi rendo conto che sono passati esattamente vent'anni dall'uscita di quel disco (era l'ottobre del '93).
Ricordo che, la prima volta che mi imbattei in quelle canzoni, l'album era uscito da circa un anno e mezzo e io di anni ne avevo una quindicina. E fu una vera folgorazione. Fu come ritrovarsi sbattute in faccia, in modo tremendamente nitido e diretto, mille sensazioni e mille pensieri che avevano iniziato a ronzarmi in testa già da un po' ma che io non ero mai riuscito a mettere a fuoco. Fu come ritrovarsi spalancate le porte di un nuovo universo (musicale e non) di cui avevo assoluto bisogno.
Chissà se, senza quell'incontro musicale, io oggi sarei ciò che sono e tutta la mia vita sarebbe poi andata esattamente come è andata. Forse sì. Però quel cd è stato sicuramente una delle cose che, in quegli anni e a quell'età, mi ha segnato maggiormente e, di conseguenza, ha influenzato tutto il mio percorso da lì in avanti.
A distanza di tanto tempo mi rendo conto che le canzoni le ricordo ancora tutte a memoria. E fa un certo effetto pensare che fra oggi e quei giorni c'è esattamente la stessa differenza di tempo che può esserci, per esempio, fra quell'album e "Storia di un impiegato" di De André (che ai tempi sembrava qualcosa proveniente da un'epoca lontanissima). Soprattutto considerando che, in tutto questo tempo, il mondo non mi sembra essere cambiato poi molto, in fondo. E, a dire il vero, io ancora meno.

facendo pulizia col napalm

26 settembre 2013

Alla fine l'estate è arrivata nonostante tutto e, proseguendo dritta per la propria strada, come è ovvio, è anche finita, portandosi via ciò che era naturale che dovesse portare via. Tutto nella norma, dunque, a suo modo.
Se è tanto che non scrivo qualcosa qui è perché negli ultimi mesi mi sono dedicato soprattutto a cercare di fare un po' di pulizia nei miei pensieri e attorno a me. Anche se, non riuscendo a trovare il prodotto giusto, ho preferito usare il Napalm.
Ora attendo solo che la polvere finisca di posarsi, per capire cosa è rimasto e cosa potrà esserci nel prossimo futuro.

intervista su rete oro

5 giugno 2013

In occasione del reading dello scorso 15 maggio a Roma, la tv capitolina Rete Oro mi ha fatto qualche domanda su "Suonando pezi di vetro".
L'intervista, andata poi in onda all'interno della trasmissione ZTL, è ora disponibile anche su Youtube e visibile qui:

"suonando pezzi di vetro" su emagazine

4 giugno 2013

"Parla dell’irrisolutezza di una generazione nel guado fra la riva dell’infanzia e quella dell’età adulta, con la corrente che spinge verso quest’ultima e la nostalgia che ti tiene legato alla prima. Parla di amori che non riescono. Parla del palco di una rock band come il posto in cui ballare con i propri demoni per riuscire ad allontanarli almeno per un pò."
La rivista digitale Emagazine ha dedicato ben tre pagine a una lunga recensione di "Suonando pezzi di vetro" firmata da Gianluca Comuniello.
Clicca qui
per sfogliare il magazine on line e leggere la recensione (a pagina 18).

oppure ci si traveste da messicani

20 maggio 2013

Fra i vicoli del centro di Roma, a metà maggio di questo strano 2013, vendono le caldarroste (giuro!). Mi piace pensare che sia colpa mia. Mi piace credere che questo inverno abbia voluto continuare resistere, come l'ultimo eroe di Alamo, ignorando il fatto che non può certo bastare qualche settimana in più di pioggia a far sfumare l'inevitabile arrivo dell'estate, anche per tenermi un po' di compagnia. Perché questa sua disperata cocciutaggine si accompagna bene alle storie che ho letto in questi ultimi reading, che forse vivono anche loro, ostinatamente e ottusamente, in una sorta di Fort Alamo emotiva.

Insieme ai venditori di caldarroste, di questi giorni passati fra Roma e Torino mi restano una serie confusa di immagini: una corsa in taxi, appena sceso dal treno, per arrivare puntuale a un'intervista per una tv locale; un reading calato in un clima fra l'ultimo giorno di scuola e l'ultima giornata di campionato; qualche incomprensione inutile ed evitabile; la pioggia fine sulla mia testa; altra pioggia, grossa, sul parabrezza; le bottiglie di vino aperte allo stand di Edizioni Del Faro; i discorsi spesso surreali con i visitatori della fiera di Torino e le tante mani strette.

Un ringraziamento di cuore a questo inverno ostinato che almeno ha provato a farmi compagnia ed illudersi di poterci credere, anche se poi sappiamo che l'estate arriverà comunque. E un 'fanculo speciale al generale Santana (che sarà stato pure messicano, ma io me lo immagino sempre come il Custer di De André: “occhi turchini e giacca uguale”).

sei mesi dopo

6 maggio 2013

Sei mesi fa usciva “Suonando pezzi di vetro”. Solo sei mesi. E' strano: a me sembra sia passato molto più tempo. Sarà che sono stati mesi intensi e instabili. Sarà che è stato un periodo in cui mi sono ritrovato a fare i conti con me stesso, a chiudere cerchi importanti e imparare cose nuove su di me. O sarà che, già prima della pubblicazione, il percorso questo libro è stato condizionato da parecchie vicissitudini, tanto proprio all'ultimo ha rischiato anche di essere "sostituito" da un altro lavoro. Non lo so. Però penso di poter essere contento e soddisfatto.

Prima di chiudere questo capitolo promozionale restano ancora un paio di impegni:
Mercoledì 15 maggio, alle 21.00, sarò a Roma, alla libreria Il Mattone (via Bresadola 12/14) per un reading particolare in cui le mie storie si mischieranno con quelle di Giovanna Astori e Vincenzo Di Pietro (entrambi già parte di “Schegge di vetro”) e con la musica dei giovanissimi Acquavite.
Sabato 18 maggio invece, dalle 18.00 alle 20.00, festeggeremo in compagnia dello staff di Edizioni Del Faro con un piccolo aperitivo-incontro al loro stand al Salone del Libro di Torino (stand J01).

verranno a chiederti di r|zero

15 aprile 2013

A Cremona, per R|Zero, ci ha accolto un'atmosfera incredibilmente solare: molto giovane, densa di entusiasmo e sana ingenuità. Spiazzante, per molti versi, vista la carica di disillusione della scaletta che avevo preparato per il reading, eppure tremendamente genuina e piacevole. Fa piacere, ogni tanto, respirare un'aria così positiva e vedere un insieme di ragazzi giovanissimi con tanta voglia di fare, di confrontarsi e di comunicare in mille modi diversi.

Il reading credo sia stato uno dei miei più "estremi" e diretti, con anche una reinterpretazione di De André inserita in chiusura del mio brano più denso (spero che Fabrizio, ovunque si trovi ora, non mi abbia odiato troppo). E devo dire che anche il connubio con Àlia ha funzionato molto bene: le sue canzoni affascinano sempre di più ascolto dopo ascolto, con la loro delicatezza di fondo e quel tocco di malinconia che ti si insinua sotto pelle.