cinque anni a pedali

6 maggio 2014

Esattamente cinque anni fa usciva “L'uomo a pedali”: il mio primo romanzo completo, dopo i racconti di “Tutto passa invano”, e la prima esperienza con un vero editore e con una grandissima distribuzione, ma soprattutto, per quanto mi riguarda, il mio lavoro a cui continuo a essere più legato e in cui sento di essere riuscito a condensare tutta una serie di cose che avevo dentro da una vita.

Ogni volta che mi capita di riparlare di quel libro mi rendo conto che c'è ancora molto di me, del mio mondo e del mio immaginario, nella storia di Sergio, nella sua lunga pedalata notturna, nei suoi tentativi di fuga da se stesso o dal mondo intero, nei suoi sogni, nelle sue disillusioni, nei suoi ricordi, nelle sue malinconie e nei suoi amori eternamente incompiuti.

Mi piacerebbe, prima o poi, una volta scaduti i vari vincoli contrattuali che lo legano, riprendere in mano quella storia e dargli, in qualche modo, una nuova vita. Anche se per poterlo fare davvero bisognerà aspettare ancora qualche anno.