italia, autunno 2020

29 ottobre 2020

Sono giorni che cerco di scrivere qualcosa di razionale su ciò che sta accadendo in questo Paese ma non ce la faccio proprio. Sono troppo arrabbiato e frustrato. Stiamo vivendo la pagina più nera della nostra storia democratica e abbiamo perso di vista quelli che sono i valori fondanti della nostra società. Siamo nelle mani di un branco di delinquenti arroganti e continuiamo a sbattere la testa su percorsi cervellotici, anacronistici e liberticidi dimenticandoci quella che dovrebbe essere la più semplice e naturale parola chiave del nostro presente: curare (in ogni sua possibile accezione, dal fidarci di quelle cure che a marzo sembravano lontanissime mentre ora sono ormai rodate, fino al prenderci cura sotto ogni punto di vista di noi stessi e di chi ci sta vicino).
Io non so che futuro ci aspetti. Mi fa molta paura il fatto che, fra i politicanti, ormai nessuno parli più di ritorno alla normalità ma solo di instaurare una “nuova normalità”. Viste le premesse, mi sembra una prospettiva a cui è doveroso opporci con tutte le nostre forze. Non so come, ma so che è vitale farlo.