• “Il mondo dentro” di Marco Ambrosi

    Tanto tempo fa ho avuto modo, per un paio di anni, di occuparmi di un progetto culturale all’interno del carcere di San Vittore. In quei due anni ho avuto occasione di confrontarmi con i detenuti almeno una volta al mese, parlando a lungo con loro e imparando moltissimo dalle loro storie e dalla loro visione delle cose, tanto che ancora oggi continuo a considerare quell’esperienza come uno dei passaggi più preziosi di tutto il mio percorso.
    Ricordo questo fatto perché “Il mondo dentro“, il nuovo romanzo di Marco V. Ambrosi, è incentrato proprio sul rapporto fra un giovane detenuto e un professore di lettere che lo incontra durante un’esperienza di insegnamento all’interno della scuola del carcere e resta poi in contatto con lui per tutta la durata della storia che copre un arco di quattordici anni. La lettura di questo libro mi ha emozionato parecchio perché mi ha riportato alla mente le sensazioni che ho provato in prima persona durante quell’esperienza, ma ovviamente non solo: Marco è un autore sensibile e anche questa volta, col suo stile scorrevole e genuino, ha saputo regalarci un libro piacevolissimo e pieno di importanti spunti di riflessione sul ruolo degli insegnanti all’interno della società, sul valore salvifico di determinate opere letterarie, sulla tragica situazione delle carceri italiane e soprattutto sulla natura più profonda dell’essere umano e su come spesso, a fare la differenza fra un destino da stimato professore e uno da detenuto, non siano tanto le scelte consapevoli quanto la fortuna di imbattersi, in determinati snodi cruciali della propria esistenza, nei giusti riferimenti, nei giusti insegnanti e nei giusti condizionamenti ambientali.
    Ne ho parlato in modo più preciso sul sito di Rock Targato Italia.

    “Il mondo dentro” di Marco Ambrosi
  • gli ascolti di dicembre 2025

    Arriviamo all’ultimo giro di giostra del 2025 e, aspettando i panettoni, i brindisi e i regali, sul sito di Rock Targato Italia, nella mia abituale rassegna dedicata ai consigli musicali del mese, ci concediamo un’abbondante infornata di musica per niente natalizia raccontando i nuovi lavori di Stefano Attuario, Polistirene, Alessandro Grazian, Kozminski, Ludmilla Spleen, The Niro, Mexico86, John Strada e The Rootworkers.

    gli ascolti di dicembre 2025
  • A proposito di Rock Targato Italia 2025

    Le finali di Rock Targato Italia vissute dal tavolo della giuria sono sempre un meraviglioso giro di giostra, oltre che una responsabilità che mi assumo ogni anno con grande entusiasmo, e quest’annata non ha certo fatto eccezione. Le due serate trascorse al Rock’n’roll di Milano sono state un bel concentrato di scoperte interessanti, discussioni costruttive, brindisi e imprevisti. Probabilmente, fra le ormai tante finali che ho avuto modo di vivere, quelle di quest’anno sono state fra le più intense e movimentate.
    Come avevo detto già nelle giornate che hanno preceduto l’evento, avevo davvero bisogno di due serate simili. E in realtà ne avrei ancora.
    Parlando del concorso in sé, la vittoria dei Polistirene credo sia più che meritata: sono una band capace di esprimersi con un linguaggio davvero personale e affascinante. Nel corso delle due serate comunque si sono viste anche altre proposte interessanti, dalla canzone d’autore inquieta di Leone Montenduro alla freschezza dark degli Anforsyn o l’ironia trascinante di Leo Lem, tanto per fare solo qualche nome.

    A proposito di Rock Targato Italia 2025
  • Aspettando Rock Targato Italia 2025

    Venerdì e Sabato (21 e 22 novembre), al Rock’n’roll di Milano, si terranno le finali nazionali di Rock Targato Italia e anche questa volta, come ormai da parecchi anni, avrò il piacere di fare parte della giuria. Saranno due serate decisamente vivaci, con otto artisti finalisti tutti da scoprire, ma per quanto mi riguarda sarà anche l’occasione per riassaporare un’atmosfera di cui in questo periodo credo di avere parecchio bisogno. Sarà più che mai bello esserci.

    Aspettando Rock Targato Italia 2025
  • “Poi il tempo” a Firenze

    Ieri (15 novembre) ho avuto occasione di tornare a Firenze per partecipare, sul palco del Teatro Di Cestello, al nuovo incontro artistico organizzato dalla sempre attivissima Marzia Carocci.
    Ormai queste trasferte fiorentine iniziano ad assumere una certa ritualità e la cosa mi piace molto. Anche questa volta è stato davvero un piacere esserci e passare un pomeriggio abbracciato da un gran desiderio di condivisione. In questo video c’è il mio intervento con una versione ridotta e grezza di “Poi il tempo“.

    “Poi il tempo” a Firenze

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