sera di vigilia

Cara Elisabetta,
    domani mattina, all’alba, i furgoni di RCS partiranno come ogni giorno dai loro magazzini ma, per la prima volta, insieme alle ristampe degli Adelphi, ai nuovi best-seller di casa Rizzoli o Bompiani e a chissà cos’altro, porteranno con sé, nel loro giro fra le librerie di tutta Italia, anche qualche copia di “In fondo ai tuoi occhi”.
    Da domani, insomma, quella storia non sarà più solo nostra e chiunque potrà leggerla, respirarne l’atmosfera e, in un modo o nell’altro, farla propria. Ammetto di essere piuttosto curioso di vedere quali reazioni susciterà, nonostante si tratti del mio libro più “puro”, scritto con la sola urgenza di mantenere la promessa e, al tempo stesso, raccontando la tua storia, cercare di mettere a fuoco tutta una serie di sensazioni convulse che avevo nelle ossa. Per questo vivo questa uscita senza ansie, con grande orgoglio e soddisfazione, ma anche con una certa curiosità.
    Ovviamente, quando ripasserai da queste parti, ci sarà una copia ad aspettarti. Come dedica, credo che ci scriverò una citazione di Vecchioni:
    “A te che mi hai ascoltato, tentando ci capire
    uno che parla al buio e non sa cosa dire.
    A te che mi hai truccato il mazzo delle carte
    perché vincessi ancora, da qualche parte.

    Curioso che, io che sulle dediche non so mai cosa scrivere, quella per te la abbia già pronta, vero? Ma è così: quella dedica la ho in mente già da parecchio tempo. Credo non ci possa essere nulla di più adatto.
        un abbraccio
            Rob

diario "In fondo ai suoi occhi"