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Dazio 5 e Johnny DalBasso
Da poche settimane a Milano, proprio all’interno di uno dei due edifici storici ai lati di Piazza Cinque Giornate, ha aperto un nuovo locale chiamato Dazio 5 che si come uno snodo potenzialmente cruciale all’interno del panorama culturale della città. In questo primo scampolo d’estate, questo nuovo spazio ha già proposto diverse mostre, concerti e incontri interessanti, ma speriamo che possa essere solo l’inizio.
Venerdì scorso sono stato lì per il concerto di Johnny DalBasso ed è stata una serata davvero piacevole, baciata da uno spirito genuinamente punk nonostante la veste acustica dell’esibizione.
Ne ho parlato sulle pagine del sito di Rock Targato Italia.
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Dove ascoltare “Come George Gray”
Le celebrazioni dei dieci anni dall’uscita dell’album “Ogni sorso un ricordo” si sono concluse con la ripubblicazione del singolo “Come George Gray” su tutte le piattaforme dedicate alla musica. Dunque, se qualcuno si stesse chiedendo dove è possibile ascoltare il brano, ecco i riferimenti più importanti.

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“Come George Gray” (altri) dieci anni dopo
È già tempo di chiudere la parentesi dedicata al ricordo del decennale di “Ogni sorso un ricordo“, l’album che ho realizzato nel 2016 insieme a Miky Marrocco, e ovviamente questo viaggio non può che terminare con la ripubblicazione di “Come George Gray“, il terzo e ultimo singolo che venne estratto dal disco e che da oggi è nuovamente disponibile su tutte le piattaforme dedicate alla musica. Il decennale, in questo caso, per me è anche un venticinquennale perché il nucleo centrale di questo brano riprende un testo che ho scritto da giovanissimo nel gennaio del 2001. Si tratta di un racconto che mi ha accompagnato per tutta la vita e che ha segnato in modo indelebile tutto il mio percorso anche perché credo sia stata la scrittura di quel testo, più di venticinque anni fa, a consentirmi di trovare quella che è stata la strada che ho poi seguito fino a oggi e a fissare alcuni paletti che hanno rappresentato le basi di molti miei lavori.
“Come George Gray” è anche l’unico brano del disco di cui all’epoca venne realizzato un videoclip. Un video molto suggestivo curato dal mio amico Andrea Bonfanti che in precedenza si era già occupato dei booktrailer di “Alice” da cui tutto è partito. Insomma, si tratta di qualcosa che ha sempre aperto e chiuso diversi cerchi.
Infine il 7 luglio del 2017, più un anno dopo l’uscita dell’album e due anni e mezzo dopo la pubblicazione di “Alice”, si chiudeva ufficialmente il percorso del disco, del libro e dello spettacolo con un’ultima esibizione fantastica a Biassono, in Brianza, nella piazza del paese. Portare uno spettacolo come il mio in una piazza fu qualcosa di incredibile. Oltretutto quell’esibizione fu organizzata e fortemente voluta dagli amici del Baretto di Biassono (un luogo magico che purtroppo ora non esiste più) che è stato proprio il posto dove nel marzo del 2015 questo cammino aveva avuto inizio, con la prima presentazione di “Alice” e la prima data di quel lunghissimo tour. Quindi fu proprio la chiusura perfetta di un periodo meraviglioso che ancora oggi porto nel cuore.
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gli ascolti di luglio 2026
C’è una contraddizione spiazzante oggi in ciò che ruota attorno alla musica: da un lato le canzoni sono diventate assolutamente irrilevanti, come mai lo sono state in passato, all’interno del tessuto della nostra società, tanto che ormai da qualche anno sembra non riuscire più a prendere piede nemmeno un vero tormentone estivo; dall’altro le città si stanno riempiendo di concerti dalle dimensioni mastodontiche come mai hanno fatto nel corso della nostra storia, aprendo a chiunque si trovi in ambito mainstream le porte di spazi enormi che fino a un paio di stagioni fa erano preclusi anche ai giganti del pop. Insomma, si continuano a gonfiare sempre di più gigantesche bolle piene di nulla. Forse anche per questo è più che mai necessario guardare sempre nella direzione opposta. Così, nella mia abituale rubrica dedicata ai consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia, in questo torrido luglio racconto i nuovi lavori di Lamante, Tommaso Imperiali, Alessandro Serra, Olden, Fiesta Alba e Violent Scenes.

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A proposito della serata a Monza con Onorato e Andy
Credo sia una fortuna che esistano ancora persone umili e aperte al confronto come Andy dei Bluvertigo: un artista che ha vissuto momenti di popolarità che pochissimi in Italia possono dire di avere conosciuto ma che, nonostante questo, non ha mai perso il desiderio di esplorare e di collaborare alla pari anche con colleghi infinitamente meno noti.
L’evento monzese dedicato a “Le beatitudini” di GianCarlo Onorato è stato, oltre che un modo per tornare ad approfondire l’opera di Onorato del cui spessore non mi stancherò mai di parlare, un’importante occasione di dialogo con due menti acute, profonde e costantemente controcorrente. Il tutto vissuto, grazie all’ospitalità meravigliosamente familiare della galleria Villa Contemporanea, all’interno di una serata piena di sorrisi, di volti amici e di chiacchierate costruttive.
È stato un privilegio poter vivere una simile opportunità da protagonista. Grazie davvero a Onorato per l’artista enorme che continua a dimostrare di essere e per avermi voluto al suo fianco anche questa volta. Grazie a Andy per la grandissima disponibilità e simpatia. Grazie alla Galleria Villa Contemporanea per l’accoglienza. E grazie a tutti i presenti.
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a Monza con Giancarlo Onorato e Andy (Bluvertigo)
Venerdì (26 giugno), alle 18.30, a Monza avrò il piacere di affiancare due grandi artisti: GianCarlo Onorato e Andy (Bluvertigo).
L’occasione è data dalla presentazione del nuovo album di Onorato che si terrà alla Galleria Villa Contemporanea (Monza – via Bergamo, 20), di cui Andy sarà padrino e a cui io farò da presentatore. Sarà un appuntamento molto particolare in cui ascolteremo qualche canzone del disco e, insieme ad Andy, avremo modo di parlare direttamente con Giancarlo dei contenuti del suo lavoro e di tutto ciò che ci verrà in mente.
In attesa di questo splendido evento, ho pensato che fosse finalmente giunto il momento di scrivere anche due righe sull’album di Onorato: un lavoro importante e stratificato che unisce con grande eleganza rock acido, new wave e canzone d’autore ma che soprattutto esplora in modo profondo ed evocativo, fondendo spiritualità e carnalità, il concetto di femminile come forza creatrice primordiale. L’articolo in cui ne parlo si può leggere sul sito di Rock Targato Italia. Per chi invece si trova in zona, ci vediamo venerdì alle 18.30 a Monza.

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Dove ascoltare “Io non mi faccio mai male”
Ecco qualche link dove è possibile ascoltare il singolo “Io non mi faccio mai male” che, in occasione dei dieci anni dall’uscita dell’album “Ogni sorso un ricordo“, è da poco tornato disponibile su tutte le piattaforme dedicate alla musica.

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“Io non mi faccio mai male” dieci anni dopo
Dieci anni di “Ogni sorso un ricordo”, l’album ho realizzato nel 2016 insieme a Miky Marrocco. E, per continuare a ricordare questa ricorrenza, oggi è stato ripubblicato su tutte le piattaforme “Io non mi faccio mai male”, il secondo singolo che fu estratto dal disco.
A distanza di tanto tempo trovo ancora sempre affascinante l’immagine portante del racconto che anima quel brano: la storia di un ragazzino che cade in bicicletta, si rialza sanguinante, ma allontana bruscamente tutti quelli che cercano di aiutarlo e, come per autoconvincersi di essere indistruttibile, scappa via urlando “Io non mi faccio mai male. Io non mi faccio mai male. Io non mi faccio mai male”. Trovo sia qualcosa di catartico e meravigliosamente punk nello spirito.
Negli spettacoli dell’epoca questo brano rappresentava una sorta di mantra iniziale. Come ho già avuto occasione di dire, lo spettacolo da cui è nato il disco per me fu qualcosa di emotivamente intensissimo e ogni volta sul palco avevo l’impressione di mettermi totalmente a nudo (a volte anche fisicamente) e di fare a pugni con me stesso senza risparmiare nessun tipo di colpo. Così quel brano, che era spesso il primo in scaletta come lo è nel disco, finì col diventare un modo per dirmi ogni volta “Ok. Ce la posso fare anche oggi” e forse anche per segnare il distacco fra la vita vera e quella in scena.
Quel mantra è stato uno dei pilastri di tanti viaggi lungo mezza Italia fatti in quei due anni e mezzo, diversi dei quali organizzati grazie ai ragazzi di Rock Targato Italia che in quel periodo mi hanno supportato tantissimo e alcuni particolarmente significativi condivisi con Vincenzo Di Pietro che in quel periodo aveva pubblicato un libro molto bello intitolato “Dal Margine” che sembrava sposarsi molto bene con le storie che io raccontavo. Ma in realtà ci sono anche tante altre persone che in quel periodo mi hanno sostenuto o che ho avuto la fortuna di incontrare che meriterebbero di essere menzionate. Fra questi mi fa piacere citare gli SFigher e i loro amici di Parma che mi hanno sempre seguito con grandissimo affetto, oltre a tutti i locali, le librerie e gli spazi che mi hanno ospitato, però davvero non basterebbe un romanzo per raccontare tutti gli incontri, i viaggi e le avventure di quel periodo. Magari però prima o poi racconterò di quella mattinata in cui, con Vincenzo Di Pietro, ci siamo trovati a cercare asparagi nel celebre pineto di cui scrisse Gabriele D’annunzio.
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Iscrizioni a Rock Targato Italia 2026
Per tutte le band e i musicisti emergenti: c’è tempo fino al 10 luglio per iscriversi alla nuova edizione di Rock Targato Italia.
Non credo ci sia bisogno di spiegare cosa ha rappresentato Rock Targato Italia nella storia degli ultimi quattro decenni di musica del nostro Paese. E chi mi segue sa bene che il mio legame con il concorso è sempre stato fortissimo e sono sempre stato più che lieto di poter, nel mio piccolo, continuare a far parte di questa grande famiglia.
Dunque cosa posso dire? Se siete musicisti emergenti e volete provare a mettervi in gioco con le vostre canzoni, credo che Rock Targato Italia possa essere una splendida esperienza sia sul piano artistico che su quello umano. Sul sito del concorso trovate tutte le informazioni per partecipare. Poi con i finalisti ci si vedrà in autunno a Milano.
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A proposito di istruzione parentale
Ci sono tante piccole realtà, in ogni ambito, che cercano di costruirsi un proprio percorso con coerenza continuando a mettere al centro delle proprie priorità l’essere umano e dei valori diversi rispetto alla direzione verso cui sembra andare il mondo. È così nel mondo nell’arte, nella musica e nella letteratura, ma evidentemente anche nell’istruzione.
La tavola rotonda organizzata da Istruzione Parentale Superiore Il Ponte che ho avuto la fortuna di presentare a Paderno D’Adda (MI) è stata qualcosa di davvero interessante: un incontro fra otto realtà parentali provenienti da angoli diversi del nostro Paese che hanno portato ognuno la propria esperienza, la propria sensibilità e la propria visione delle cose. Raramente mi è capitato di prendere parte a dibattiti così vivaci, pieni di desiderio di ascoltarsi e partecipare anche da parte del pubblico in sala, ed è stato bello poter raccogliere le esperienze degli insegnanti ma anche quelle degli studenti e dei loro genitori.
L’incontro ha sollevato molti temi che meriterebbero ognuno un approfondimento a sé, ma è stato soprattutto un importante modo per aprire gli occhi su come, per fortuna, esistano tante persone sensibili desiderose di costruire e percorrere strade alternative anche in ambito educativo, creando così un microcosmo che meriterebbe decisamente più attenzione da parte di tutti quanti.
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parlando di istruzione parentale
Sabato (6 giugno) sarò a Paderno d’Adda per fare da presentatore a una tavola rotonda dedicata al tema dell’istruzione parentale. Si tratta di qualcosa di totalmente diverso rispetto a ciò di cui mi occupo abitualmente ma è un’occasione che mi incuriosisce molto. L’incontro è organizzato da Istruzione Parentale Superiore Il Ponte con il supporto della rete Con.Cre.Ta. e coinvolgerà otto realtà provenienti da tutta Italia che avranno modo di spiegare i loro approcci educativi, la loro visione di ciò che può essere l’istruzione parentale e i vantaggi che può avere rispetto alla scuola tradizionale. Il tutto avrà inizio alle ore 15 e si terrà alla Cascina Maria di Paderno d’Adda.


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Gli ascolti di giugno 2026
Il rumore di fondo di questi giorni sembra dirci ancora una volta che l’intellighenzia italiana tollera poco il pensiero complesso e ama schierarsi compatta sugli slogan più facili. Non sorprende, ovviamente. Sappiamo da tempo che le cose girano in questo modo. Ma crea comunque un certa amarezza vedere l’assolutismo con cui certe dinamiche si innescano a comando nei confronti di chi esce dal seminato.
Lasciando da parte le chiacchiere inutili, però, è giusto tornare anche in questo mese di giugno a segnalare qualche disco recente meritevole di attenzione. Così, nella mia abituale rubrica sul sito di Rock Targato Italia, racconto i nuovi lavori di Frosio Montmasson, Dimartino, Ferretti, Roberto Casanovi, Nick The Freak ed Elle.
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“Il bar sotto il mare” al Teatro Menotti
Poi, in una domenica qualunque, mi capita praticamente per caso di ritrovarmi sul palco del teatro Menotti di Milano a fare da comparsa estemporanea a una replica dello spettacolo ispirato a “Il bar sotto il mare” di Benni, travolto dalla verve degli splendidi attori e baciato dal privilegio di assistere alla loro performance da un punto di vista privilegiato.
Che dire? Mi sono divertito parecchio. La rappresentazione portata in scena da Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli, Lorenzo Degli Innocenti e Cosimo Zanna Zannelli è uno splendido tourbillon di narrazioni surreali, slanci giocosi e momenti dal retrogusto agrodolce raccontati con le giuste dosi di leggerezza e sensibilità.
Credo sia qualcosa che merita assolutamente di essere gustato.
Lo spettacolo sarà in cartellone al Teatro Menotti ancora fino al 7 giugno per cui, se qualcuno si trova a Milano e vuole passare una bella serata a teatro, lo consiglio assolutamente.
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Dove ascoltare “Speriamo che nevichi”
Il singolo “Speriamo che nevichi“, a dieci anni dall’uscita dell’album “Ogni sorso un ricordo“, è da un paio di giorni nuovamente disponibile su tutte le principali piattaforme dedicate alla musica. Ma dove è possibile ascoltarlo dunque? Ecco qualche link.

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“Speriamo che nevichi” ancora
Eccoci qui! Come annunciato, a dieci anni esatti di distanza dall’uscita di “Ogni sorso un ricordo“, oggi viene ripubblicato su tutte le piattaforme “Speriamo che nevichi”, il singolo che all’epoca anticipò il disco.
Ricordo che, quando si trattò di scegliere il primo singolo da proporre, praticamente tutte le persone che avevo attorno e con cui collaboravo diedero quasi per scontato che la scelta naturale dovesse essere quella. E in effetti fu la scelta giusta, non solo perché è qualcosa a cui resto tuttora molto affezionato: si tratta di un brano molto intimo, molto delicato ma anche estremamente rappresentativo dello spirito e dei contenuti di tutto il progetto e forse anche della mia scrittura in senso assoluto.
Sul piano musicale Miky Marrocco l’ha reso magico grazie a un giro splendido di chitarra acustica e a un’atmosfera trasognata, quasi nebbiosa, che mi piace moltissimo. In generale, a dieci anni di distanza, devo dire che in tutto il disco Miky è stato bravissimo nel calarsi alla perfezione in ciò che volevo esprimere, creando sempre il clima perfetto e andando a mettere ordine dove era necessario, ma trovando anche i giusti modi per fare emergere la sua firma musicale dando così un bel valore aggiunto. Quindi, dopo tanto tempo, mi sento ancora di ringraziare Miky Marrocco e rendergli merito per tutto ciò che ha fatto per questo progetto
Il testo di “Speriamo che nevichi” nasce da un frammento molto rielaborato di un passaggio “Suonando pezzi di vetro“, un mio romanzo che purtroppo, per diverse ragioni, non sono stato in grado di valorizzare come avrei voluto all’epoca della sua pubblicazione ma che sicuramente conteneva tanti spunti molto validi che hanno continuato (e continuano tuttora) ad avere un ruolo importante del mio percorso. Oltretutto “Speriamo che nevichi” è anche uno di quei brani su cui, durante gli spettacoli, mi è sempre piaciuto improvvisare un po’, aggiungendo ogni volta pensieri o sensazioni diverse. E, come ho già detto, è qualcosa che ancora oggi mi emoziona molto interpretare e riascoltare.
Dunque cosa posso dire? Speriamo che nevichi. Ancora.
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“Tra carne e corteccia” di Emanuel Gavioli
Ho conosciuto Emanuel Gavioli nel 2007, quando entrambi abbiamo pubblicato i rispettivi libri d’esordio e per caso abbiamo scoperto di avere scritto delle storie che, a livello emotivo, avevano dei tratti in comune. Da allora i nostri percorsi hanno preso traiettorie diverse e si sono incrociati raramente, ma abbiamo continuato ad annusarci da lontano e non ho mai smesso di nutrire una grande stima nei suoi confronti.
Nel corso degli anni lui è diventato anche un magnifico intagliatore del legno capace di realizzare opere davvero suggestive ispirate alle creature del bosco e di recente ha pubblicato un libro di poesie intitolato “Tra carne e corteccia“: una lettura che mi ha toccato parecchio. Si tratta di una raccolta di liriche in cui immagini legate al bosco e al legno si intrecciano con riflessioni chirurgiche sulla vita, sui sentimenti più intimi di ogni essere umano e sul dolore fisico della malattia. Un lavoro che conferma il grande spessore umano di Gavioli e la sua capacità di guardare le cose nel profondo e di raccontarsi, anche in ambito poetico, in modo dolorosamente autentico e vivo.
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Anniversari in radio
Nel mondo della musica è ormai diventata una consuetudine, quella di festeggiare in qualche modo gli anniversari dei dischi importanti o di altri eventi significativi, così oggi sono stato ospite in diretta su Radio Libertà all’interno di una puntata della trasmissione Musica Indipendente dedicata proprio a questo tema. Abbiamo parlato di alcune di queste celebrazioni (partendo naturalmente dal tour dei Litfiba per i quarant’anni di “17 re”) e abbiamo pescato qualche bella memoria dagli ultimi quarant’anni di musica alternativa italiana, ma c’è stato modo di dedicare anche una bellissima parentesi ai dieci anni del mio “Ogni sorso un ricordo“. Credo sia stato un bel tuffo fra tanti ricordi, musicali e non.

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“Ogni sorso un ricordo” 10 anni dopo
Fra poche settimane “Ogni sorso un ricordo“, l’album che ho realizzato insieme a Miky Marrocco, compirà dieci anni e, per questa ricorrenza, fra la fine di maggio e i primi di luglio ho pensato di rilanciare sulle piattaforme dedicate alla musica i tre singoli che hanno accompagnato la vita del disco.
L’intento non è quello di celebrare qualcosa (anche perché non c’è nulla da celebrare) ma semplicemente di ricordare un’avventura che, per quanto mi riguarda, è stata davvero splendida e probabilmente irripetibile sia sul piano umano che su quello artistico. L’uscita dell’album fu il fulcro di un percorso più ampio, iniziato nel marzo del 2015 con la pubblicazione di “Alice” (il romanzo da cui prendono spunto buona parte dei brani del disco) e conclusa nel luglio 2017 con la fine del lungo tour che ha segnato quel viaggio. In quei quasi due anni e mezzo ho avuto modo di girare buona parte dell’Italia portando in giro uno spettacolo che nel corso del tempo si è evoluto costantemente e ha preso sempre più le connotazioni di una sorta di rituale la cui essenza è ciò che, grazie al grandissimo lavoro fatto da Miky Marrocco, si può sentire all’interno del disco. È stato un periodo davvero intenso e stracolmo di momenti belli, di energie positive, di incontri e di emozioni profonde. Dunque mi faceva piacere provare in qualche modo a ravvivare la memoria di quell’esperienza, oltre che regalarmi (e spero regalarvi) l’occasione per tornare ad ascoltare alcuni brani a cui resto legatissimo e che credo continuino a rappresentare qualcosa di importante. Così il 25 maggio, in occasione di questo decennale, rilancerò su tutte e piattaforme “Speriamo che nevichi”, il singolo che nel 2016 ha anticipato l’album, poi a giugno sarà la volta di “Io non mi faccio mai male” e a luglio toccherà a “Come George Gray”.
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“Le Beatitudini” di Giancarlo Onorato a Brescia
Credo che con “Le Beatitudini” Giancarlo Onorato sia riuscito a condensare in sole sette canzoni molto della sua poetica e della sua ricerca umana e artistica.
Ieri, nella breve intervista che ho avuto modo di fargli prima del suo concerto al Beatles Museum Club di Brescia, abbiamo parlato degli aspetti musicali dell’album ma anche del rapporto fra spiritualità e carnalità, della sua incessante ricerca della bellezza nel senso salvifico del termine e di quel concetto di femminile come forza creatrice che è fra i concetti portanti di questo disco. È stata una serata decisamente piacevole e ricca di spunti.
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gli ascolti di maggio 2026
A volte, ormai da qualche tempo, ho l’impressione che la mia rubrica sul sito di Rock Targato Italia dedicata ai consigli musicali del mese stia ampiamente mostrando la corda. Non saprei dire se è per la mole di uscite discografiche che rende complesso gestirla con la cura che vorrei oppure se semplicemente perché, da persona che scrive scrive di musica da oltre un quarto di secolo e che si è formata nel millennio scorso, mi rendo conto di faticare a trovare le giuste dinamiche per adattare il mio approccio alle logiche del mondo contemporaneo. Insomma, servirebbe qualche novità ma ancora non riesco a individuare quali possano essere. Dunque, nell’attesa, andiamo avanti come sempre. Così, nel mio spazio abituale, in questo mese di maggio, ho raccontato i nuovi lavori di Dish-Is-Nein, Pontecorvo, Ottodix, Palmer Generator e Nel Traffico Gli Sguardi.







