-
“Faceva freddo, quel giorno”
“Faceva freddo, quel giorno…”
Sono passati esattamente venticinque anni dal pomeriggio in cui, mentre guardavo un qualche punto indefinito oltre i finestrini di un treno, dentro di me hanno iniziato a prendere forma una serie di sensazioni che sono subito diventate le parole di un racconto che mi ha accompagnato per tutta la vita e che soprattutto ha iniziato a segnare in modo indelebile i confini dell’immaginario che è stato poi alla base tutti i miei lavori più importanti. Probabilmente, senza quella storia e quel racconto (che nel corso del tempo ha avuto diverse vite prima di trovare la sua collocazione ultima, anni dopo, al centro del brano “Come George Gray” incluso nel mio primo progetto musicale), oggi non sarei qui a cercare di spargere parole per il mondo, o forse lo starei facendo comunque ma in modo totalmente diverso e di certo non sarebbe la stessa cosa e non sarei la stessa persona.
A volte mi domando cosa avrebbe pensato quel me stesso ventenne se gli avessero detto che, nel corso degli anni successivi, le parole a cui lui stava dando corpo in quell’istante avrebbero fatto tutta questa strada e che a, distanza di un quarto di secolo, qualcuno le avrebbe ancora ascoltate e ricordate, ma sono abbastanza sicuro che, se avesse davvero avuto modo di vedere il futuro, lui avrebbe solo abbozzato un sorriso sfuggente e risolto tutto con un’evasiva scrollata di spalle.
-
Premio Letterario Ponte Vecchio 2026
Anche quest’anno, per la seconda volta consecutiva, avrò l’onore di fare parte della giuria del Premio Artistico Letterario Ponte Vecchio.
Il concorso, organizzato da Marzia Carocci, è ormai giunto all’undicesima edizione e credo sia una bella opportunità per chiunque voglia provare a mettersi in gioco con la propria arte. Scrittori, ma anche poeti, fotografi, pittori e quant’altro: c’è spazio per tutti e c’è tempo fino al 10 giugno per presentare il proprio lavoro. La premiazione si terrà poi, come da tradizione, a ottobre in una splendida cornice nel cuore di Firenze, il che è sempre un valore aggiunto non indifferente.
-
strade, numeri e strisce pedonali
Solo pochi mesi fa avevo pubblicato su questa pagina una riflessione sulla giungla che sono diventate le strade italiane. A conferma di quanto scrivevo, i dati dicono che nell’anno appena concluso sono state 656 le persone uccise sulla strada da qualcuno alla guida di un mezzo a motore: per la precisione 434 pedoni (di cui 200 sulle strisce pedonali, il che rende tutto ancora più inquietante ma spiega anche molto bene la situazione) e 222 ciclisti. Siamo di fronte a una situazione drammatica e tristemente sottovalutata, le cui radici sono prima di tutto culturali come credo rimarchi anche il dato gravissimo riguardo le strisce pedonali, con cui tutti dobbiamo inevitabilmente fare i conti. Sarebbe importante ricordarsene ogni volta che ci si mette al volante.

-
gli ascolti di gennaio 2026
Il 2026 sembra essersi aperto camminando lungo la stessa deriva imboccata dagli anni precedenti, con l’arroganza dei potenti che giocano a Risiko sopra le nostre teste pretendendo anche, oltre vent’anni dopo le ampolline di Powell, di raccontarci ancora le favole sui supereroi. Ma riprendiamo anche noi da dove avevamo interrotto: provando a sopravvivere e continuando a consigliare qualche bel disco recente. Così, in questo gelido gennaio, nella mia consueta rubrica sul sito di Rock Targato Italia, racconto i nuovi lavori di Filippo Gatti, Santamante, I Professori, Giorgio Ciccarelli, Hotel Monroe e Nick The Freak, ma parlo anche del particolare progetto che celebra i vent’anni della Ribéss Records.

-
“Paolo” e “Il pesce siluro”
Sbirciando fra le statistiche delle piattaforme di streaming ho saputo che il mio brano più ascoltato nel corso del 2025 è stato “Paolo”, che è proprio uno dei momenti di “Alla deriva” a cui sono più legato e che trovo più rappresentativi dello spirito del disco: una specie di “non racconto” che prende un qualunque pezzetto di vita e lo trasforma nell’innesco per far deflagrare una serie di pensieri e sensazioni che mi sembravano piuttosto urgenti. Mi fa davvero piacere trovarlo in vetta a questa specie di classifica.
Il dato che mi ha realmente stupito però è che, sempre girovagando fra le stesse statistiche, ho scoperto che il mio brano più ascoltato da sempre risulta essere, a fine 2025, “Il pesce siluro”: uno dei miei racconti più anomali e delicati, registrato proprio in coda alle lavorazioni di “Ogni sorso un ricordo” e inserito in quel disco come una tremolante appendice conclusiva poco più che sussurrata, quasi come una traccia fantasma dei vecchi cd. Chissà come ha fatto quel brano, nel corso degli anni, a ottenere più ascolti di tutti gli altri. Evidentemente è proprio vero che certe storie, in un modo o nell’altro, sono destinate a sorprenderti.
-
l’anno che è passato
…e così è già finito un altro anno. Che dire? Il 2025 resterà sicuramente nella mia memoria per la pubblicazione di “Alla deriva“: un progetto nato davvero come un’esplosione che per me continuerà sempre a rappresentare qualcosa di importante sia per i contenuti che mi ha consentito di sviscerare sia per il fatto di avere avuto la possibilità di lavorare con un artista enorme come Max Zanotti. Forse l’unica cosa che è mancata a questa fase del mio cammino è stata la dimensione degli spettacoli dal vivo, che era stata invece vitale nelle mie esperienze precedenti, ma il fatto di averla lasciata da parte è stata una scelta consapevole dovuta a diversi fattori, dunque probabilmente è stato giusto così.
Per i primi mesi del 2026 ho già un’idea su come chiudere nel migliore dei modi questa avventura, dopodiché si vedrà. Nell’anno nuovo, tra le altre cose, ricorrerà il decennale di “Ogni sorso un ricordo” (il mio primo progetto musicale) e, per quanto io non abbia mai amato le autocelebrazioni, credo sia qualcosa che mi piacerebbe in qualche modo almeno ricordare.
Buon 2026 a tutti! Che possa essere un anno di sorprese inattese, di istanti necessari e di quotidiana opposizione alla disumanizzazione e ai deliri bellici verso cui i potenti continuano a spingerci.
-
Buon Natale!
Da tempo mi ripeto che prima o poi mi piacerebbe scrivere un racconto natalizio ma ovviamente non l’ho fatto nemmeno questa volta. Chissà, magari sarà per il prossimo anno.
Un sereno Natale a tutti!
-
essere artisti oggi: un pensiero
Credo che un artista debba sempre abitare il proprio tempo, ma anche saperlo fare con coerenza a modo proprio.
Ultimamente, discutendo con diverse persone, mi pare che spesso ci si divida fra chi, pur di non rischiare di perdere qualche briciola di visibilità, si piega a inseguire passivamente, sia ideologicamente che a livello di modelli comunicativi, tutto ciò il vento del presente impone e chi invece, sull’onda dello “si stava meglio quando si stava peggio”, si rifugia dietro l’orgoglio del “non fare” o del chiamarsi fuori da tutto sputando anche su quegli strumenti che, se ben indirizzati, possono essere preziosi. Due atteggiamenti opposti solamente in apparenza e comunque entrambi controproducenti.
Certo, esistono anche i gesti artistici radicali fini a sé stessi, ma sono un discorso a parte che va in ogni caso integrato in una visione più ampia che richiede grande consapevolezza di quali sono i propri obbiettivi e qual è la realtà in cui si è immersi.
Credo sia chiaro che, in mezzo al caos di un mondo in continuo vorticoso cambiamento, anche il ruolo dell’artista e il modo in cui potersi esprimere è qualcosa in continua mutazione, ma proprio per questo credo sia fondamentale, per chi ritiene di avere qualcosa da comunicare, saper affrontare con coerenza, senza alibi e senza inutili paure le sfide di questa epoca. C’è un enorme bisogno di artisti veri che sappiano comportarsi da tali.
-
“Il mondo dentro” di Marco Ambrosi
Tanto tempo fa ho avuto modo, per un paio di anni, di occuparmi di un progetto culturale all’interno del carcere di San Vittore. In quei due anni ho avuto occasione di confrontarmi con i detenuti almeno una volta al mese, parlando a lungo con loro e imparando moltissimo dalle loro storie e dalla loro visione delle cose, tanto che ancora oggi continuo a considerare quell’esperienza come uno dei passaggi più preziosi di tutto il mio percorso.
Ricordo questo fatto perché “Il mondo dentro“, il nuovo romanzo di Marco V. Ambrosi, è incentrato proprio sul rapporto fra un giovane detenuto e un professore di lettere che lo incontra durante un’esperienza di insegnamento all’interno della scuola del carcere e resta poi in contatto con lui per tutta la durata della storia che copre un arco di quattordici anni. La lettura di questo libro mi ha emozionato parecchio perché mi ha riportato alla mente le sensazioni che ho provato in prima persona durante quell’esperienza, ma ovviamente non solo: Marco è un autore sensibile e anche questa volta, col suo stile scorrevole e genuino, ha saputo regalarci un libro piacevolissimo e pieno di importanti spunti di riflessione sul ruolo degli insegnanti all’interno della società, sul valore salvifico di determinate opere letterarie, sulla tragica situazione delle carceri italiane e soprattutto sulla natura più profonda dell’essere umano e su come spesso, a fare la differenza fra un destino da stimato professore e uno da detenuto, non siano tanto le scelte consapevoli quanto la fortuna di imbattersi, in determinati snodi cruciali della propria esistenza, nei giusti riferimenti, nei giusti insegnanti e nei giusti condizionamenti ambientali.
Ne ho parlato in modo più preciso sul sito di Rock Targato Italia.
-
gli ascolti di dicembre 2025
Arriviamo all’ultimo giro di giostra del 2025 e, aspettando i panettoni, i brindisi e i regali, sul sito di Rock Targato Italia, nella mia abituale rassegna dedicata ai consigli musicali del mese, ci concediamo un’abbondante infornata di musica per niente natalizia raccontando i nuovi lavori di Stefano Attuario, Polistirene, Alessandro Grazian, Kozminski, Ludmilla Spleen, The Niro, Mexico86, John Strada e The Rootworkers.

-
A proposito di Rock Targato Italia 2025
Le finali di Rock Targato Italia vissute dal tavolo della giuria sono sempre un meraviglioso giro di giostra, oltre che una responsabilità che mi assumo ogni anno con grande entusiasmo, e quest’annata non ha certo fatto eccezione. Le due serate trascorse al Rock’n’roll di Milano sono state un bel concentrato di scoperte interessanti, discussioni costruttive, brindisi e imprevisti. Probabilmente, fra le ormai tante finali che ho avuto modo di vivere, quelle di quest’anno sono state fra le più intense e movimentate.
Come avevo detto già nelle giornate che hanno preceduto l’evento, avevo davvero bisogno di due serate simili. E in realtà ne avrei ancora.
Parlando del concorso in sé, la vittoria dei Polistirene credo sia più che meritata: sono una band capace di esprimersi con un linguaggio davvero personale e affascinante. Nel corso delle due serate comunque si sono viste anche altre proposte interessanti, dalla canzone d’autore inquieta di Leone Montenduro alla freschezza dark degli Anforsyn o l’ironia trascinante di Leo Lem, tanto per fare solo qualche nome.
-
Aspettando Rock Targato Italia 2025
Venerdì e Sabato (21 e 22 novembre), al Rock’n’roll di Milano, si terranno le finali nazionali di Rock Targato Italia e anche questa volta, come ormai da parecchi anni, avrò il piacere di fare parte della giuria. Saranno due serate decisamente vivaci, con otto artisti finalisti tutti da scoprire, ma per quanto mi riguarda sarà anche l’occasione per riassaporare un’atmosfera di cui in questo periodo credo di avere parecchio bisogno. Sarà più che mai bello esserci.

-
“Poi il tempo” a Firenze
Ieri (15 novembre) ho avuto occasione di tornare a Firenze per partecipare, sul palco del Teatro Di Cestello, al nuovo incontro artistico organizzato dalla sempre attivissima Marzia Carocci.
Ormai queste trasferte fiorentine iniziano ad assumere una certa ritualità e la cosa mi piace molto. Anche questa volta è stato davvero un piacere esserci e passare un pomeriggio abbracciato da un gran desiderio di condivisione. In questo video c’è il mio intervento con una versione ridotta e grezza di “Poi il tempo“.
-
gli ascolti di novembre 2025
In molti contesti sembra già tutto pronto per il Natale. Credo sia una delle contraddizioni di quest’epoca in cui tutto corre sempre più veloce ma ogni cosa sembra farsi divorare dall’ansia di dover arrivare sempre più in anticipo. Un po’ come i biglietti dei concerti, per esempio: possiamo acquistarli comodamente in una frazione di secondo dal divano di casa ma quasi tutti, presi dal terrore di “perdersi l’evento”, finiscono col farsi ingabbiare nella logica grottesca del prenderli con un anno di anticipo. In ogni caso, anche in questo mese di novembre, sulle pagine di Rock Targato Italia, torno a parlare di musica recente. Questa volta racconto i nuovi album di Delta V, Nodo Prusik, Ilaria Graziano, Veronica Marchi, Emanuele De Francesco, Rondò della forca, Not Moving e DePookan.

-
Pier Paolo Pasolini
Esattamente cinquant’anni fa Pier Paolo Pasolini veniva brutalmente strappato via da questa terra. Chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi, lui che tante derive aveva saputo leggerle in modo spietato con larghissimo anticipo e che non ha mai cercato in alcun modo di risultare accomodante o consolatorio. L’unica cosa di cui sono sicuro è che, se potesse parlare oggi, molti gli darebbero del complottista o del folle. D’altra parte è così che vanno le cose in questo Paese: si amano i grandi pensatori solo da morti, quando ognuno è libero di piegarne l’aura a proprio piacimento.
Un brindisi a Pier Paolo.
-
a proposito di “Contromano”
Quello di “Contromano” non è un videoclip canonico. È una sorta di suggestione digitale che accompagna il brano giocando su un’idea che mi intrigava: quella di rappresentare il protagonista del racconto come se fosse l’eroe di un videogioco degli anni ’90 il cui scopo è chiaramente quello di permettergli di fuggire dalle sue ansie. In questo video racconto un po’ meglio come è nato.

-
Contromano – il video
È da oggi disponibile il video digitale di “Contromano“, il secondo singolo estratto dal progetto musicale che ho realizzato grazie al supporto di Max Zanotti.
Insieme ad Amaro, il videomaker che mi aveva già affiancato in “Poi il tempo“, abbiamo pensato a un video realizzato come un videogioco degli anni ’90. Ci sembrava un buon modo per accompagnare la musica ipnotica confezionata da Max e soprattutto per dare simbolicamente corpo al desiderio di fuga del protagonista. Il racconto, d’altra parte, è la fotografia di un momento catartico che lancia però un interrogativo cruciale: siamo contromano quando, a dispetto del buonsenso, proviamo a mollare tutto quanto per inseguire qualcosa che ci faccia stare davvero bene oppure quando, in nome del senso di responsabilità, ci lasciamo assorbire completamente dalla quotidianità? Una domanda la cui risposta è decisamente meno scontata di quanto possa apparire.
Il singolo, come tutto il resto dell’album “Alla deriva“, si può trovare anche su tutte le piattaforme dedicate alla musica.
-
due chiacchiere con i finalisti di Rock Targato Italia 2025
Il 21 e 22 novembre al Rock’n’roll di Milano si terranno le finali nazionali di Rock Targato Italia e, per prepararci all’evento, ho avuto modo di fare due chiacchiere con tutti gli otto artisti finalisti. Oggi, sul sito della stessa Rock Targato Italia, è uscita la prima di queste interviste: quella a Leo Lem. Nei prossimi giorni sulle stesse pagine arriveranno anche quelle a Anførsyn, Freja, Naked Run, Noble Sin, Oplà, Polistirene e Leone Monteduro.

-
15 ottobre, quattro anni dopo
Quindici ottobre. Anche se oggi si sta chiaramente cercando di cancellare quel periodo dalla memoria collettiva, è importante ricordare che solo quattro anni fa, con l’entrata in vigore dell’obbligo della “tessera verde” per l’accesso ai luoghi di lavoro, questa data diventava il simbolo di uno dei capitoli più vergognosi della nostra storia recente.
Credo sia fondamentale non dimenticarlo, lo scempio che abbiamo vissuto in quei mesi con l’arroganza del potere scatenata in ogni sua forma contro chi cercava di portare un pizzico di umanità e razionalità nel marasma della follia imperante. Ma, a quattro anni di distanza, a me piace ricordare anche come la risposta a quel momento buio sia stata una fioritura di piazze vitali, piene di persone pronte a stringersi fra loro in una marea pacifica che abbracciava ogni tipo di cultura, sensibilità e credo nonostante l’odio seminato dai tromboni di regime e una repressione sempre più cattiva. Anche se purtroppo, alla fine di tutto, resta anche la profonda amarezza per come l’energia positiva di quelle piazze si sia poi dispersa a causa dei troppi pifferai magici che hanno provato a piegarla ai loro interessi personali o a indirizzarla verso qualche ingenua chimera. Ed è importante non dimenticare nemmeno questo, insieme a tutte le cose che quei giorni dovrebbero averci insegnato.
-
gli ascolti di ottobre 2025
Arriva con qualche giorno di ritardo rispetto al consueto, l’abituale appuntamento con la mia rubrica sul sito di Rock Targato Italia dedicata all’ascolto di qualche bel disco recente. E, in questo mese dominato da slogan urlati ignorandone il significato e le potenziali conseguenze, ho preferito anche andare dritto al sodo saltando i preamboli. Dunque, sulle pagine consuete, è appena uscito un articolo in cui racconto i nuovi album di Sanlevigo, Lele Battista, Zen Circus, Saverio Lanza, Cobol Pongide, Mars Era e The Elephant Man.







