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due chiacchiere con i finalisti di Rock Targato Italia 2025
Il 21 e 22 novembre al Rock’n’roll di Milano si terranno le finali nazionali di Rock Targato Italia e, per prepararci all’evento, ho avuto modo di fare due chiacchiere con tutti gli otto artisti finalisti. Oggi, sul sito della stessa Rock Targato Italia, è uscita la prima di queste interviste: quella a Leo Lem. Nei prossimi giorni sulle stesse pagine arriveranno anche quelle a Anførsyn, Freja, Naked Run, Noble Sin, Oplà, Polistirene e Leone Monteduro.

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15 ottobre, quattro anni dopo
Quindici ottobre. Anche se oggi si sta chiaramente cercando di cancellare quel periodo dalla memoria collettiva, è importante ricordare che solo quattro anni fa, con l’entrata in vigore dell’obbligo della “tessera verde” per l’accesso ai luoghi di lavoro, questa data diventava il simbolo di uno dei capitoli più vergognosi della nostra storia recente.
Credo sia fondamentale non dimenticarlo, lo scempio che abbiamo vissuto in quei mesi con l’arroganza del potere scatenata in ogni sua forma contro chi cercava di portare un pizzico di umanità e razionalità nel marasma della follia imperante. Ma, a quattro anni di distanza, a me piace ricordare anche come la risposta a quel momento buio sia stata una fioritura di piazze vitali, piene di persone pronte a stringersi fra loro in una marea pacifica che abbracciava ogni tipo di cultura, sensibilità e credo nonostante l’odio seminato dai tromboni di regime e una repressione sempre più cattiva. Anche se purtroppo, alla fine di tutto, resta anche la profonda amarezza per come l’energia positiva di quelle piazze si sia poi dispersa a causa dei troppi pifferai magici che hanno provato a piegarla ai loro interessi personali o a indirizzarla verso qualche ingenua chimera. Ed è importante non dimenticare nemmeno questo, insieme a tutte le cose che quei giorni dovrebbero averci insegnato.
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gli ascolti di ottobre 2025
Arriva con qualche giorno di ritardo rispetto al consueto, l’abituale appuntamento con la mia rubrica sul sito di Rock Targato Italia dedicata all’ascolto di qualche bel disco recente. E, in questo mese dominato da slogan urlati ignorandone il significato e le potenziali conseguenze, ho preferito anche andare dritto al sodo saltando i preamboli. Dunque, sulle pagine consuete, è appena uscito un articolo in cui racconto i nuovi album di Sanlevigo, Lele Battista, Zen Circus, Saverio Lanza, Cobol Pongide, Mars Era e The Elephant Man.

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18 anni di “Tutto passa invano”
In questi giorni “Tutto passa invano“, il mio primo libro, diventa maggiorenne. Credo sia ormai introvabile e anche io ne conservo solo una copia sgualcita che peraltro non so più dove sia finita, però mi piace pensare che quello sghembo insieme di storie che scrissi fra i venti e i ventisette anni in modo totalmente istintivo, senza nessun tipo di progettualità e senza nemmeno immaginare una futura pubblicazione, contenesse già una sintesi, per quanto grezza e inconsapevole, di tutto ciò che ho poi sviluppato in tutti i miei lavori successivi.
Pare che Muhammad Alì disse che “un uomo che osserva il mondo a cinquant’anni allo stesso modo in cui l’ha fatto a venti ha sprecato trent’anni della sua vita”. Io continuo a pensare che sia l’esatto contrario e che a fotterci realmente sia il momento in cui perdiamo lo sguardo dei vent’anni.
“Tu resti quel bimbo che gioca col Lego: smonti e rimonti pezzetti di vita in cui solo tu vedi navi o castelli”, diceva uno dei brani dell’appendice conclusiva del libro.
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…o un’intera popolazione
“…mentre le folle erano impegnate a inveire contro un qualche nuovo nemico di Stato: poco importa se fosse un uomo qualunque che correva da solo su una spiaggia, il vicino di casa di qualcuno che «comunque salutava sempre» o un’intera popolazione a chissà quante migliaia di chilometri di distanza”, dicevo in “Poi il tempo” e, se provo a guardarmi attorno, purtroppo non posso che riconfermarlo anche oggi.
Continua a tirare un’aria inquietante, là fuori, e soprattutto continuiamo a venire tempestati da una marea di informazioni contraddittorie che sembrano avere il solo scopo di aizzare le masse e rendere impossibile individuare i contorni di ciò che sta realmente accadendo del mondo. In mezzo a tutto questo, fatico a capire come sia possibile che tante persone, anche generalmente degne di grande stima, continuino a cadere nelle trame di propagande basate su narrative grottesche che azzerano ogni complessità e confondono la realtà con un brutto cartone animato. Non riesco a capacitarmi di come non ci si renda conto della pericolosità dei tanti focolai su cui si sta continuando maldestramente a soffiare.
Credo che in un momento come questo si possa solo fare il possibile per evitare di prestarsi alle cacce alle streghe, cercare di informarsi in modo ampio ascoltando anche le voci verso cui non si ha simpatia, rifuggire gli slogan facili e soprattutto provare a ragionare con la propria testa facendo i conti con ogni possibile scenario a cui stiamo andando incontro. Non è decisamente tempo per il tifo da stadio o per credere ai pifferai magici.
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“L’ora delle distanze” di Lory Muratti e Andy
“Qui nella controcorrente ci sentiamo quelli di prima, ma siamo danneggiati” dice “L’ora delle distanze”, il nuovo progetto letterario-artistico-musicale di Lory Muratti e Andy dei Bluvertigo, che peraltro si apre con un’altra frase parecchio emblematica: “Un mondo annoiato dai sogni è un mondo da far saltar per aria”.
In queste ultime settimane ho avuto modo di leggere il romanzo in questione e di vedere lo spettacolo con cui i due artisti ne stanno reincarnando le suggestioni miscelando letteratura, teatro e arte multimediale, e devo dire che entrambi i lavori sono davvero affascinanti e si completano a vicenda dando vita a un viaggio apparentemente surreale in una sorta di moderno Paese Delle Meraviglie dalle tinte pop che riesce a stupire ma anche a lanciare tanti spunti di riflessione importanti, primo fra tutti quello sul valore salvifico che può avere un atto creativo. Ne ho parlato in modo più approfondito sul sito di Rock Targato Italia.
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a proposito del Premio Letterario Ponte Vecchio
Quest’anno ho avuto l’onore di fare parte della giuria del Premio Letterario Ponte Vecchio. Nel corso della mia vita mi è capitato tante volte di fare il giurato in concorsi musicali e l’ho sempre trovato stimolante, ma in ambito letterario è tutto ancora più complesso e credo occorra un’attenzione ancora maggiore per riuscire a esprimere un giudizio equilibrato cogliendo tutte le sfumature che spesso fanno la differenza all’interno di un racconto. Ritrovarmi a leggere opere di ogni tipo e di ogni livello, essendo un concorso a tema libero aperto a tutti, è stata un’esperienza davvero interessante sotto diversi punti di vista, per quanto impegnativa per via del gran numero di iscrizioni ricevute, dunque non posso che ringraziare Marzia Carocci che mi ha voluto all’interno della giuria. Oltretutto sono emersi anche dei vincitori meritevoli, il che è sempre un valore aggiunto.
Sabato (20 settembre) a Firenze, al Teatro Di Cestello, ci sarà la cerimonia di premiazione. Credo che sarà bello dare un volto agli autori che hanno partecipato e ritrovarsi tutti insieme.
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“La prima ultima volta” secondo Mme Rose
Era da un po’ di tempo che non mi capitava di sentir parlare de “La prima ultima volta“, il romanzo pubblicato nel 2023 che ho scritto a quattro mani con Vanna Mazzei. Ieri la brava blogger letteraria Mme Rose, che ringrazio, ha pubblicato sulla sua pagina una bella recensione del libro ed è stato un piacere tornare per un attimo ad assaporare le atmosfere di quel progetto.
“Un dialogo teatrale in tre atti, in cui il protagonista – un anziano arrivato al capolinea, seduto su una poltrona di pelle, con la pipa in mano e lo sguardo fisso – risponde alle domande di due spettatori accompagnandoci in un percorso introspettivo attraverso la recita della sua vita a rovescio”, dice fra le altre cose l’articolo.
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gli ascolti di settembre 2025
È un’estate anomala che sta scivolando via senza nemmeno un vero tormentone musicale. Non so se sia un bene o un male ma, per quanto su queste pagine non ci sia mai occupati di tormentoni, così è. Sul sito di Rock Targato Italia torno anche in quest’ultimo scampolo d’estate a parlare di musica raccontando i nuovi lavori di Filippo Gatti, Blitz Company, Mariano Deidda, Gaia Banfi, Hora Prima e Veider Bre.

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un pensiero sulle strade
Nell’ultimo anno, per svariati motivi, ho pedalato molto poco ma purtroppo l’esiguo numero di chilometri che ho percorso è già più che sufficiente per farmi prendere atto di quanto sulle strade del nostro Paese ci si senta drammaticamente sempre meno al sicuro. I dati che parlano di oltre 130 ciclisti morti investiti dall’inizio del 2025 in Italia (praticamente più di uno ogni due giorni) non mi stupiscono affatto, visto ciò che a cui si assiste di continuo.
C’è sempre meno consapevolezza, da parte della gran parte degli automobilisti, di essere alla guida di qualcosa che può facilmente uccidere delle persone, sempre meno rispetto verso gli utenti più fragili, sempre più aggressività e sempre meno coscienza del fatto che la strada non appartiene solo ai veicoli a motore (perché evidentemente il problema riguarda, per esempio, anche i pedoni oltre che i ciclisti).
Più di ogni altra cosa c’è evidentemente una totale incoscienza del fatto che il pericolo maggiore per chi pedala è l’eccessiva vicinanza delle automobili durante i sorpassi. Chi non è mai davvero salito in bicicletta sembra non riuscire proprio nemmeno a immaginare il dramma che rischia di creare sfrecciando a pochi centimetri da un ciclista credendo di avere il pieno controllo della situazione. La legge che dovrebbe garantire il metro e mezzo di distanza di sicurezza è da qualche mese finalmente una realtà ma purtroppo, finché non ci sarà una seria sensibilizzazione in tal senso, resterà solo materia per periti e tribunali dopo gli incidenti.
Servirebbe una svolta culturale importante ma purtroppo, anche in questo, si continua ad andare nella direzione opposta a quella che si dovrebbe seguire. E la cosa triste è che, per quanto possa sembrare un luogo comune, basta mettere il naso fuori dai confini del nostro Paese per rendersi conto che si tratta di un problema tutto italiano (provate semplicemente, da pedoni, a usare le strisce pedonali in Svizzera, per capire la differenza di mentalità).
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gli ascolti di agosto 2025
“Pensa che bello se esistesse una specie di libreria on line dove poter ascoltare tutta la musica del mondo, scoprendo anche artisti nuovi o cose impossibili da trovare nei negozi” si diceva tanti anni fa, all’alba dell’esplosione popolare del web. Oggi questi servizi sono ormai una realtà ma, in determinati ambienti, la moda dell’estate 2025 sembra essere quella di sputarci autolesionisticamente contro. Certo, è ovvio che, anche al netto di certe informazioni chiaramente manipolate e di tutto ciò di cui si può discutere, ci sia molta strada da fare per diffondere un uso consapevole di tecnologie ancora giovani e per reinquadrare il ruolo dell’artista in un mondo che sta inesorabilmente cambiando a velocità supersonica ma, come diceva un vecchio proverbio, tagliarsi gli attributi per fare dispetto alla propria moglie non è mai una grande idea.
Chiusa la parentesi che meriterebbe in realtà un approfondimento molto più ampio e ragionato (così come lo meriterebbe il prendere atto di trovarsi di fronte a una generazione di artisti capace di indignarsi solo a comando su tematiche spinte dal mainstream e sempre meno in grado di ampliare gli orizzonti e spostare i punti di vista), anche in questo mese di agosto torno a consigliare qualche bel disco recente sul sito di Rock Targato Italia parlando dei nuovi lavori di 66Cl, Elena Romano, La Classe Dirigente, Risorse Umane, rOMA, Compagnia Daltrocanto, Anførsyn e Pale Blue Dot.
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“La Gioconda” nel giardino
Un piccolo video estratto dalla serata del 12 ottobre prima del concerto di GianCarlo Onorato. Un’interpretazione del finale de “La Gioconda” praticamente punk, molto istintiva, ma sempre parecchio sentita. Un bel ricordo di una serata davvero splendida.

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Intervista su Real Team TV
Sui canali di Real Team TV è uscita questa mia breve intervista\presentazione registrata pochi giorni dopo l’uscita di “Alla deriva“.
Si tratta di un breve riepilogo di ciò che sono, ciò che ho fatto finora e delle ragioni che hanno portato alla realizzazione del nuovo album.
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una riflessione di GianCarlo Onorato
Con GianCarlo Onorato ho avuto occasione di condividere un palco solo pochi giorni fa ma in realtà si tratta di un artista che stimo da sempre. Oggi sul sito di Rock Targato Italia è stato pubblicato un articolo molto importante firmato da lui. Si tratta di una lettera aperta indirizzata a Massimo Zamboni che è in realtà una riflessione profondissima su quello che dovrebbe essere il ruolo dell’artista nel mondo contemporaneo.
“[…] il tuo posto non dovrebbe invece essere, come il mio e come quello di tanti altri attori realmente responsabili, in prima fila per sputare in faccia a chi di dovere, ad ogni costo, a prezzo dell’esclusione, come avviene al sottoscritto e ad altri che osano dire, tutte le storture che abbiamo sopra elencato e che non si possono ignorare o peggio dichiarare false?” dice fra le altre cose l’articolo, che merita di essere letto con attenzione per intero.
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nel giardino con GianCarlo Onorato
Sabato, in un giardino privato nella Brianza lecchese, ho avuto il piacere di portare in scena un mio brano e soprattutto di dire due parole di presentazione al concerto segreto di un grandissimo artista: GanCarlo Onorato.
Confrontarsi con un uomo dalla mente libera e profonda come GianCarlo è sempre un’esperienza preziosa e, anche al di là di questo, la serata si è rivelata davvero piacevole, immersa in un contesto pieno di fascino con un pubblico curioso e attento.
Probabilmente è vero che il futuro dell’arte può essere solo nel ritrovarsi in piccoli contesti in cui cercare un autentico contatto umano.
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“Alla deriva” su Bravo!
Il webmagazine Bravo! ha pubblicato oggi un bellissimo articolo a firma di Paolo Tocco che analizza in modo molto personale e accurato “Alla deriva” dandone un giudizio estremamente positivo. “La rabbia e la rinascita, contro l’omologazione e contro quella necessità di resa che i suoi personaggi (chissà quanto aderenti al suo vissuto personale) spesso scelgono per il loro tempo” dice fra le altre cose l’articolo.

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Un pensiero sul concerto dei CCCP
“Anacronistici” ho letto in un commento all’annuncio della data legnanese di questo ultimo tour dei CCCP. Chissà cosa significa, nel 2025, essere anacronistici. In quest’epoca in cui l’Europa si “riarma” e si continuano a riesumare i peggiori fantasmi del secolo scorso, dopo cinque anni in cui abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il coprifuoco e le tessere per poter lavorare o salire sui mezzi pubblici, cosa può esserci di più anacronistico dell’attualità? O, meglio, cosa può esserci di più attuale dell’essere anacronistici?
In ogni caso, da eterno “ferrettiano” quale sono, non potevo resistere al richiamo di rivedere sul palco i CCCP al completo e devo dire che il concerto di giovedì 3 luglio a Legnano (MI) è stato davvero intenso: un condensato di energia, rabbia, disincanto, sacralità, ironia, provocazione, rievocazione e attualità che non tradisce minimamente lo spirito della band. Ne ho parlato sul sito di Rock Targato Italia.
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Dall’emergenza permanente alla guerra “imminente”
Sono ormai diversi mesi che i media e la politica stanno facendo di tutto per “normalizzare” il concetto di guerra da parte del nostro Paese e convincerci della necessità di prepararci a “difenderci” da chissà quale minaccia. Ormai siamo arrivati a livelli di propaganda grotteschi e la cosa dovrebbe preoccuparci parecchio, non tanto per li rischio concreto che possano da un giorno all’altro spedirci tutti quanti al fronte quanto semplicemente per il fatto che evidentemente si sta ripetendo il giochetto dell’instaurare un clima di tensione per poter manipolare più agevolmente i nostri comportamenti e dirottare importanti somme di denaro dove più fa comodo al potere. D’altra parte dovremmo avere imparato già da tempo come funziona questa triste era dell’emergenza permanente.
Opporsi ai ridicoli “piani di riarmo”, agli “incrementi della spesa bellica” e ai tentativi di alzare le tensioni dovrebbe essere, al giorno d’oggi, la priorità oggi per chiunque. Invece ciò che accade sotto il nostro sedere è proprio ciò che stiamo ignorando tutti quanti con la maggior determinazione.
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scoprendo “La Gioconda”
Siamo arrivati alla fine della serie di video dedicati al racconto di “Alla deriva“. Resta da affrontare solo l’ultimo brano della scaletta: “La Gioconda”.

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gli ascolti di luglio 2025
Prima ancora che questa calda estate nascesse, come è ormai cattiva abitudine da qualche tempo, moltissime agenzie avevano già iniziato a vendere biglietti per concerti previsti per l’estate del 2026. Nei giorni scorsi si sono letti oceani di parole sul segreto di Pulcinella dei “finti sold out”, come se la cosa non fosse nota da sempre. Chissà se qualcuno arriverà mai a farsi qualche domanda anche sul fatto (a mio avviso decisamente più impattante sia sugli interessi delle agenzie che su quelli degli appassionati, per quanto molto meno “gossippabile”) che, in questi ultimi anni, molti promoter hanno iniziato a lavorare come autentiche società finanziarie, sfruttando le ansie da grande evento del pubblico per anticipare in modo grottesco le prevendite e quindi, di fatto, incassare con un anno di anticipo capitali importanti da far fruttare per lungo tempo prima dell’effettiva erogazione del servizio. Chissà se, in mancanza di insperati interventi lungimiranti da parte di qualcuno, almeno noi banali esseri umani post-moderni impareremo mai a domare le nostre nevrosi e non prestare il fianco a questi giochetti. Nel frattempo comunque, sul sito di Rock Targato Italia, torno anche in questo mese a consigliare qualche bel disco recente raccontando i nuovi lavori di Le Schiene Di Schiele, Niccolò Fabi, Enrico Bosio, Simona Norato, Selenia, Curù, Māyā e Nel Traffico Gli Sguardi .







