“Tra carne e corteccia” di Emanuel Gavioli

Ho conosciuto Emanuel Gavioli nel 2007, quando entrambi abbiamo pubblicato i rispettivi libri d’esordio e per caso abbiamo scoperto di avere scritto delle storie che, a livello emotivo, avevano dei tratti in comune. Da allora i nostri percorsi hanno preso traiettorie diverse e si sono incrociati raramente, ma abbiamo continuato ad annusarci da lontano e non ho mai smesso di nutrire una grande stima nei suoi confronti.
Nel corso degli anni lui è diventato anche un magnifico intagliatore del legno capace di realizzare opere davvero suggestive ispirate alle creature del bosco e di recente ha pubblicato un libro di poesie intitolato “Tra carne e corteccia“: una lettura che mi ha toccato parecchio. Si tratta di una raccolta di liriche in cui immagini legate al bosco e al legno si intrecciano con riflessioni chirurgiche sulla vita, sui sentimenti più intimi di ogni essere umano e sul dolore fisico della malattia. Un lavoro che conferma il grande spessore umano di Gavioli e la sua capacità di guardare le cose nel profondo e di raccontarsi, anche in ambito poetico, in modo dolorosamente autentico e vivo.