pedalando sotto le stelle
Sabato ho passato tutta la notte in sella alla mia bicicletta partecipando a una bellissima randonnée chiamata “Sotto le stelle al centro del mondo”, fra il pavese, la vetta del monte Penice e l’Oltrepò.
Pedalare per una nottata intera, vedendo il tramonto, il buio e infine l’alba, attraversando borghi e paesi addormentati, arrivando ad ammirare dall’alto le luci lontane della civiltà e ritrovandosi spesso nell’oscurità più assoluta, illuminati solo dalla torcia sul manubrio che ti costringe a mantenere sempre alta la concentrazione e a limitare la velocità anche nei tratti in discesa, è un’esperienza incredibilmente affascinante: qualcosa che ti porta a fare i conti con i tuoi limiti mentali e fisici ma anche a elaborare i pensieri in modo diverso, quasi come una forma catartica di meditazione.
In genere mi piace arrivare alla pausa estiva facendo un punto della situazione su ciò che ho vissuto nella prima parte dell’anno in corso ma questa volta, per quanto di cose in questi mesi ne siano successe (dalla chiusura del ciclo di “Alla deriva” con il video de “La Gioconda” alla serata di “Legami Artistici” dedicata a “La prima ultima volta” passando per un paio di eventi accanto a GianCarlo Onorato, senza contare il lavoro silenzioso per il futuro), mi sembra giusto chiudere con questo ricordo.



























