Autore: rob

  • due chiacchiere con i Leda

    Era da un bel po’ che non intervistavo qualcuno. Però, quando Alessandro di Il Piccio Booking mi ha parlato del concerto che i Leda hanno da poco tenuto in Kosovo, ho pensato che una meritevole band italiana che, cantando nella nostra lingua, si lancia in un’avventura così particolare, potesse essere qualcosa che merita di essere approfondito ascoltandone il racconto direttamente dai protagonisti. Così oggi, sul sito di Rock Targato Italia, è uscita una mia breve intervista ai Leda.

    due chiacchiere con i Leda
  • “Nocturna” di Lorenzo Del Pero

    Non sono mai stato un grandissimo lettore di poesia ma, amando molto le canzoni di Lorenzo Del Pero, non potevo non essere incuriosito dalla sua prima silloge poetica. “Nocturna” è un libretto piccolo nella forma ma stracolmo di sostanza in cui è possibile ritrovare tutta l’autenticità di un artista che non si è mai fatto il minimo scrupolo a  guardare negli occhi i propri demoni, versare sale sulle proprie ferite e raccontare la propria visione del mondo in modo viscerale e disincantato. Un libro che, con uno stile che riesce a essere estremamente evocativo ma al tempo stesso tremendamente concreto, si tuffa a capofitto, senza reti di protezione, fra momenti di solitudine, sentimenti irrisolti, malinconie che non lasciano scampo, legami familiari profondissimi e riflessioni amare sulla natura umana.
    Ne ho scritto anche sul sito di Rock Targato Italia.

    “Nocturna” di Lorenzo Del Pero
  • a proposito delle premiazioni del Ponte Vecchio

    È stato un lungo pomeriggio stracolmo di parole e di incontri, quello trascorso sabato a Firenze per il Premio Ponte Vecchio. Ma, d’altra parte, gli eventi in cui mette lo zampino Marzia Carocci sono sempre così: un bel tourbillon di poesia e scambi umani che alla lunga diventa quasi inebriante.
    Mi ha fatto davvero piacere essere presente anche quest’anno e poter dare il mio contributo alla giuria del concorso, anche perché, come ho già avuto modo di dire, fra i tantissimi racconti ricevuti ho trovato alcuni autori capaci di esprimere spunti davvero notevoli. Dunque complimenti di cuore a tutti i premiati e grazie a Marzia Carocci che ha voluto coinvolgermi nuovamente in questa bella avventura.

    a proposito delle premiazioni del Ponte Vecchio
  • gli ascolti di ottobre 2026

    C’è stato un tempo in cui acquistare un disco che non fosse uno degli ultimi bestseller mainstream significava, specie per chi non viveva in una metropoli, avventurarsi in una specie di caccia al tesoro che in alcuni casi poteva anche durare anni (non in senso metaforico) o non finire mai. Oggi, per fortuna, la distribuzione digitale ha risolto almeno quel problema ma in tempi più recenti sono esplose una serie di correnti di pensiero divergenti (“solo formato fisico”, “no piattaforme”, “solo la tal piattaforma”, ecc…) che, senza voler entrare nel merito di ogni scelta, hanno complicato il discorso. Dunque cosa significa nel 2026 pubblicare un disco? Quando un album si può dire pubblicato al giorno d’oggi? Può sembrare un sofisma ma, per chi vive quotidianamente il mondo della musica, credo sia una domanda da farsi. Anche per questo, pur nutrendo il massimo rispetto per chi sceglie di rimanere chiuso nella propria nicchia, nella mia rubrica dedicata agli ascolti del mese sul sito di Rock Targato Italia ho scelto da tempo di parlare solo di progetti disponibili sulle principali piattaforme musicali. Così in questo mese di ottobre racconto i nuovi lavori di Forse Danzica, Alberto Moscone, Allume, Il Peso Del Corpo,  Elias Caruso, Fabrizio Testa e Bunnyblack

    gli ascolti di ottobre 2026
  • Premio Letterario Ponte Vecchio 2026

    Sabato (3 ottobre) tornerò a Firenze per assistere alle premiazioni del Premio Letterario Ponte Vecchio, della cui giuria ho avuto il piacere di fare parte per il secondo anno consecutivo.
    Per quanto giudicare il lavoro altrui, specie in ambito letterario, non sia mai una faccenda banale, confrontarsi con la marea di racconti ricevuti è stata un’esperienza davvero interessante. Fa sempre piacere prendere atto che ci siano tante persone che hanno voglia di esprimersi in modo costruttivo e devo dire che fra le proposte in gara ho trovato diversi ottimi lavori e alcuni spunti davvero interessanti.
    Sarà un grande piacere essere presente alla cerimonia di premiazione, che si terrà a partire dalle ore 15.00 al Teatro di Cestello (praticamente nel cuore di Firenze), anche per dare un volto agli autori degli scritti che più mi hanno colpito.

    Premio Letterario Ponte Vecchio 2026
  • “…e non lasciano l’erba”

    Finisce l’estate e forse per un po’ (ma non troppo) potremo evitare di sentir parlare di ondate di caldo, temperature record e tutto quanto il resto.
    La cosa a mio avviso grave è che, quando si trattano argomenti simili, partono sempre slogan sterili, teorie quasi fantascientifiche a lunghissimo termine oppure invettive catastrofistiche contro ogni singolo essere umano ma nel frattempo in ogni parte del mondo si continua a cementificare, a tagliare alberi e a ridurre le aree verdi. Sembra che si voglia costantemente spostare l’attenzione dal fatto che, in una fase transitoria e oggettivamente incerta come quella che stiamo vivendo, la sola vera ancora di salvezza per cercare quanto meno di sopravvivere nel migliore dei modi sarebbe ridare più spazio al verde, restituire alle acque compresse nel sottosuolo la libertà di fluire e liberare il più possibile il terreno naturale per consentirgli di assorbire l’acqua e il calore. Invece, esattamente come accade in molti altri ambiti, la tendenza resta quella di aizzare le folle con grandi slogan di facile presa mentre nel concreto si continua ad andare esattamente nella direzione opposta a quella che sarebbe realmente necessaria.

    “…e non lasciano l’erba”
  • “Alla deriva”, “Paolo” e ciò che verrà…

    Il percorso di “Alla deriva” è ormai concluso da qualche mese e presto, in modo abbastanza inaspettato anche per me stesso, potrò iniziare a parlare di nuovi progetti che arriveranno decisamente prima di quanto avrei potuto immaginare. In questi ultimi mesi apparentemente tranquilli si sono mosse molte cose e altre giungeranno a compimento nelle prossime settimane per preparare quello che sarà, credo, un bel regalo di Natale che farà da aperitivo per ciò che accadrà nel 2027.
    Se, in attesa del futuro, provo a guardarmi alle spalle, penso di poter essere pienamente soddisfatto di ciò che “Alla deriva” ha rappresentato: sono convinto che continui a essere un disco emotivamente potente che mi ha permesso di sviscerare dei pensieri che ritengo ancora oggi importanti, dunque credo che continuerà a essere un tassello parecchio significativo della mia storia. L’unico piccolo rimpianto, pensandoci a posteriori, oltre al fatto di non aver provato a portarlo più spesso su un palco, è forse quello di non aver dato un posto di rilievo a un brano come “Paolo”, che credo sia il momento che meglio di ogni altro sintetizza l’essenza e le inquietudini dell’album. Ho sempre pensato che il cammino del disco si sarebbe concluso con la pubblicazione di “Paolo” come singolo, magari con un video, ma evidentemente le cose hanno poi preso una piega diversa. In fondo però quel racconto parla, fra le altre cose, proprio di attese tradite e aspirazioni incompiute, quindi probabilmente era giusto così: è stato tutto perfettamente nello spirito della narrazione.
    “Ma sì, Paolo, brindiamo. Brindiamo a noi. Brindiamo a quello che siamo diventati anche se forse avremmo voluto essere tutt’altro. Brindiamo alle battaglie che non abbiamo avuto il coraggio di combattere e a quelle che non saremo mai stanchi di perdere. Brindiamo alla mediocrità che ci circonda là fuori. Brindiamo alla deriva. Brindiamo ancora questa maledetta deriva.”

    “Alla deriva”, “Paolo” e ciò che verrà…
  • “Nuju è nessuno” di Marco V. Ambrosi e Fabrizio Cariati

    Era il 2010 quando i Nuju pubblicavano il loro album d’esordio e, sulle pagine del loro sito, ne accompagnavano il lancio con una serie di racconti, firmati da diversi autori, ispirati alle canzoni del disco. Lo ricordo bene perché, fra questi, c’era anche un mio lavoro.
    Dopo sedici anni, diverse pubblicazioni discografiche e una marea di concerti, sono gli stessi Marco V.Ambrosi e Fabrizio Cariati (rispettivamente chitarra e voce della band, nonché fondatori del gruppo) a riabbracciare alcune delle canzoni che hanno segnato il loro cammino musicale e trasformarle in racconti all’interno della raccolta “Nuju è nessuno. Storie cantate”.
    Il libro si presenta come un insieme di storie scritte in modo estremamente pulito e lineare che fotografano con grande naturalezza quello che è l’immaginario di cui sono da sempre intrise le canzoni dei Nuju.
    Ne ho parlato in un articolo sul sito di Rock Targato Italia.

    “Nuju è nessuno” di Marco V. Ambrosi e Fabrizio Cariati
  • “Non si teme il proprio tempo” – un pensiero sulla reunion dei CSI

    “Non si teme il proprio tempo”. Fare i conti, lunedì a Villafranca (VR), con la reunion dei C.S.I. e con la loro granitica coerenza priva di compromessi o ammiccamenti è stato un meraviglioso pugno nello stomaco. È stato splendido tornare a perdersi in quella poetica, quei suoni sporchi, quell’atmosfera sacrale e quelle canzoni stracolme di poesia e di pensieri in eterno doloroso fermento che, a distanza di una trentina d’anni, continuano a suonare tragicamente attuali.
    Credo che quella che stanno portando in scena i C.S.I. in queste settimane sia ben più di una reunion. Non si tratta di effetto nostalgia: si tratta di provare, almeno per una sera, a guardare il mondo di oggi attraverso l’etica e lo sguardo intransigente che avevamo all’epoca. Ed è davvero una gran botta.
    Ne ho parlato in modo più approfondito sul sito di Rock Targato Italia.

    “Non si teme il proprio tempo” – un pensiero sulla reunion dei CSI
  • gli ascolti di settembre 2026

    In queste settimane mi sono trovato a riflettere su come le canzoni del pop contemporaneo e quelle di una qualunque baby dance di un qualsiasi villaggio turistico o campeggio si somiglino sempre di più. Qualcuno parla di “precocizzazione” dell’infanzia ma io ho il sentore che il problema sia invece l’infantilizzazione del mondo adulto. 
    Lasciandoci alle spalle i pensieri balneari, è tempo di riannodare i fili della quotidianità tornando a consigliare qualche bel disco sul sito di Rock Targato Italia. Questa volta racconto i nuovi lavori di Golconda, Viadellironia, Candra, Anèdone, Menura, Cowards e Delta V.

    gli ascolti di settembre 2026
  • “La gioconda” al mare

    Un piccolo ricordo estivo. Un frammento di un’esibizione estemporanea de “La gioconda”, per gioco in una serata di disimpegno in un camping sul mare.

    “La gioconda” al mare
  • pedalando sotto le stelle

    Sabato ho passato tutta la notte in sella alla mia bicicletta partecipando a una bellissima randonnée chiamata “Sotto le stelle al centro del mondo”, fra il pavese, la vetta del monte Penice e l’Oltrepò.
    Pedalare per una nottata intera, vedendo il tramonto, il buio e infine l’alba, attraversando borghi e paesi addormentati, arrivando ad ammirare dall’alto le luci lontane della civiltà e ritrovandosi spesso nell’oscurità più assoluta, illuminati solo dalla torcia sul manubrio che ti costringe a mantenere sempre alta la concentrazione e a limitare la velocità anche nei tratti in discesa, è un’esperienza incredibilmente affascinante: qualcosa che ti porta a fare i conti con i tuoi limiti mentali e fisici ma anche a elaborare i pensieri in modo diverso, quasi come una forma catartica di meditazione.
    In genere mi piace arrivare alla pausa estiva facendo un punto della situazione su ciò che ho vissuto nella prima parte dell’anno in corso ma questa volta, per quanto di cose in questi mesi ne siano successe (dalla chiusura del ciclo di “Alla deriva” con il video de “La Gioconda” alla serata di “Legami Artistici” dedicata a “La prima ultima volta” passando per un paio di eventi accanto a GianCarlo Onorato, senza contare il lavoro silenzioso per il futuro), mi sembra giusto chiudere con questo ricordo.

    pedalando sotto le stelle
  • in morte di F.G.

    Nel mio primo libro c’era un racconto intitolato “Lettera quasi d’amore”. Non credo ci sia bisogno di spiegare cosa volesse richiamare quel titolo.
    Dedicare un pensiero a Francesco Guccini oggi è praticamente d’obbligo. Non ho mai avuto occasione di incontrarlo di persona ma, quasi ogni volta in cui sono passato da Bologna, un giro in via Fabbri è stato un appuntamento immancabile insieme a una cena nella trattoria “Da Vito” per respirare l’atmosfera e la magica malinconia delle sue storie. E di certo continuerà a esserlo anche in futuro.
    D’altra parte credo che Guccini sia stato prima di ogni altra cosa questo: uno splendido navigatore delle pieghe più malinconiche dell’animo umano, oltre che un finissimo tessitore di parole.

    in morte di F.G.
  • gli ascolti di agosto 2026

    “Agosto è il mese più freddo dell’anno” cantavano qualche anno fa i Perturbazione. Dunque, saltando per una volta i preamboli, fra l’ennesimo ghiacciolo e qualche impegno da espletare pensando al futuro prima di staccare per qualche giorno la spina dalla quotidianità, anche in questo mese transitorio torno a consigliare qualche bel disco recente sul sito di Rock Targato Italia. Questa volta racconto i nuovi lavori di Lenore, Edda, Don Antonio, Le Pietre Dei Giganti, Taxology e Masnadero.

    gli ascolti di agosto 2026
  • Mi è sempre piaciuto…

    “Mi è sempre piaciuto, l’odore dell’asfalto impregnato di pioggia in una giornata afosa. Mi ha sempre ricordato i pomeriggi d’infanzia spesi a rincorrere un pallone su un campetto completamente asfaltato che nei mesi più caldi diventava praticamente un’enorme griglia su cui i nostri corpi cuocevano sotto il sole battente senza smettere mai di correre e sudare. Partite in cui vincere o perdere forse era davvero un dettaglio assolutamente insignificante, ma in compenso ogni singola azione, ogni singolo tiro e ogni singolo dribbling poteva racchiudere in sé il senso dell’intero universo. Partite che credo siano durate anni. Anni interi. Anni sereni. Anni in cui tutto sembrava avere un senso ben definito e regole precise. Anni in cui la vita, come una spettatrice decisamente poco interessata, sembra essersi limitata a scorrere attorno a quel campo da calcio senza mai osare disturbarci.” (da “Speriamo che nevichi“)

    Solo un piccolo pensiero estivo per ricordare, fra le altre cose, che “Speriamo che nevichi”, insieme a tutto l’album “Ogni sorso un ricordo“ e al successivo “Alla deriva“, è sempre disponibile su tutte le piattaforme musicali.

    Mi è sempre piaciuto…
  • Dazio 5 e Johnny DalBasso

    Da poche settimane a Milano, proprio all’interno di uno dei due edifici storici ai lati di Piazza Cinque Giornate, ha aperto un nuovo locale chiamato Dazio 5 che si come uno snodo potenzialmente cruciale all’interno del panorama culturale della città. In questo primo scampolo d’estate, questo nuovo spazio ha già proposto diverse mostre, concerti e incontri interessanti, ma speriamo che possa essere solo l’inizio.
    Venerdì scorso sono stato lì per il concerto di Johnny DalBasso ed è stata una serata davvero piacevole, baciata da uno spirito genuinamente punk nonostante la veste acustica dell’esibizione.
    Ne ho parlato sulle pagine del sito di Rock Targato Italia.

    Dazio 5 e Johnny DalBasso
  • Dove ascoltare “Come George Gray”

    Le celebrazioni dei dieci anni dall’uscita dell’album “Ogni sorso un ricordo” si sono concluse con la ripubblicazione del singolo “Come George Gray” su tutte le piattaforme dedicate alla musica. Dunque, se qualcuno si stesse chiedendo dove è possibile ascoltare il brano, ecco i riferimenti più importanti.

    Dove ascoltare “Come George Gray”
  • “Come George Gray” (altri) dieci anni dopo

    È già tempo di chiudere la parentesi dedicata al ricordo del decennale di “Ogni sorso un ricordo“, l’album che ho realizzato nel 2016 insieme a Miky Marrocco, e ovviamente questo viaggio non può che terminare con la ripubblicazione di “Come George Gray“, il terzo e ultimo singolo che venne estratto dal disco e che da oggi è nuovamente disponibile su tutte le piattaforme dedicate alla musica. Il decennale, in questo caso, per me è anche un venticinquennale perché il nucleo centrale di questo brano riprende un testo che ho scritto da giovanissimo nel gennaio del 2001. Si tratta di un racconto che mi ha accompagnato per tutta la vita e che ha segnato in modo indelebile tutto il mio percorso anche perché credo sia stata la scrittura di quel testo, più di venticinque anni fa, a consentirmi di trovare quella che è stata la strada che ho poi seguito fino a oggi e a fissare alcuni paletti che hanno rappresentato le basi di molti miei lavori. 
    “Come George Gray” è anche l’unico brano del disco di cui all’epoca venne realizzato un videoclip. Un video molto suggestivo curato dal mio amico Andrea Bonfanti che in precedenza si era già occupato dei booktrailer di “Alice” da cui tutto è partito. Insomma, si tratta di qualcosa che ha sempre aperto e chiuso diversi cerchi.
    Infine il 7 luglio del 2017, più un anno dopo l’uscita dell’album e due anni e mezzo dopo la pubblicazione di “Alice”, si chiudeva ufficialmente il percorso del disco, del libro e dello spettacolo con un’ultima esibizione fantastica a Biassono, in Brianza, nella piazza del paese. Portare uno spettacolo come il mio in una piazza fu qualcosa di incredibile. Oltretutto quell’esibizione fu organizzata e fortemente voluta dagli amici del Baretto di Biassono (un luogo magico che purtroppo ora non esiste più) che è stato proprio il posto dove nel marzo del 2015 questo cammino aveva avuto inizio, con la prima presentazione di “Alice” e la prima data di quel lunghissimo tour. Quindi fu proprio la chiusura perfetta di un periodo meraviglioso che ancora oggi porto nel cuore.

    “Come George Gray” (altri) dieci anni dopo
  • gli ascolti di luglio 2026

    C’è una contraddizione spiazzante oggi in ciò che ruota attorno alla musica: da un lato le canzoni sono diventate assolutamente irrilevanti, come mai lo sono state in passato, all’interno del tessuto della nostra società, tanto che ormai da qualche anno sembra non riuscire più a prendere piede nemmeno un vero tormentone estivo; dall’altro le città si stanno riempiendo di concerti dalle dimensioni mastodontiche come mai hanno fatto nel corso della nostra storia, aprendo a chiunque si trovi in ambito mainstream le porte di spazi enormi che fino a un paio di stagioni fa erano preclusi anche ai giganti del pop. Insomma, si continuano a gonfiare sempre di più gigantesche bolle piene di nulla. Forse anche per questo è più che mai necessario guardare sempre nella direzione opposta. Così, nella mia abituale rubrica dedicata ai consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia, in questo torrido luglio racconto i nuovi lavori di Lamante, Tommaso Imperiali, Alessandro Serra, Olden, Fiesta Alba e Violent Scenes.

    gli ascolti di luglio 2026
  • A proposito della serata a Monza con Onorato e Andy

    Credo sia una fortuna che esistano ancora persone umili e aperte al confronto come Andy dei Bluvertigo: un artista che ha vissuto momenti di popolarità che pochissimi in Italia possono dire di avere conosciuto ma che, nonostante questo, non ha mai perso il desiderio di esplorare e di collaborare alla pari anche con colleghi infinitamente meno noti.
    L’evento monzese dedicato a “Le beatitudini” di GianCarlo Onorato è stato, oltre che un modo per tornare ad approfondire l’opera di Onorato del cui spessore non mi stancherò mai di parlare, un’importante occasione di dialogo con due menti acute, profonde e costantemente controcorrente. Il tutto vissuto, grazie all’ospitalità meravigliosamente familiare della galleria Villa Contemporanea, all’interno di una serata piena di sorrisi, di volti amici e di chiacchierate costruttive.
    È stato un privilegio poter vivere una simile opportunità da protagonista. Grazie davvero a Onorato per l’artista enorme che continua a dimostrare di essere e per avermi voluto al suo fianco anche questa volta. Grazie a Andy per la grandissima disponibilità e simpatia. Grazie alla Galleria Villa Contemporanea per l’accoglienza. E grazie a tutti i presenti.

    A proposito della serata a Monza con Onorato e Andy

Archivio:

I miei libri:

Contattami: