Autore: rob

  • “Alla deriva”, “Paolo” e ciò che verrà…

    Il percorso di “Alla deriva” è ormai concluso da qualche mese e presto, in modo abbastanza inaspettato anche per me stesso, potrò iniziare a parlare di nuovi progetti che arriveranno decisamente prima di quanto avrei potuto immaginare. In questi ultimi mesi apparentemente tranquilli si sono mosse molte cose e altre giungeranno a compimento nelle prossime settimane per preparare quello che sarà, credo, un bel regalo di Natale che farà da aperitivo per ciò che accadrà nel 2027.
    Se, in attesa del futuro, provo a guardarmi alle spalle, penso di poter essere pienamente soddisfatto di ciò che “Alla deriva” ha rappresentato: sono convinto che continui a essere un disco emotivamente potente che mi ha permesso di sviscerare dei pensieri che ritengo ancora oggi importanti, dunque credo che continuerà a essere un tassello parecchio significativo della mia storia. L’unico piccolo rimpianto, pensandoci a posteriori, oltre al fatto di non aver provato a portarlo più spesso su un palco, è forse quello di non aver dato un posto di rilievo a un brano come “Paolo”, che credo sia il momento che meglio di ogni altro sintetizza l’essenza e le inquietudini dell’album. Ho sempre pensato che il cammino del disco si sarebbe concluso con la pubblicazione di “Paolo” come singolo, magari con un video, ma evidentemente le cose hanno poi preso una piega diversa. In fondo però quel racconto parla, fra le altre cose, proprio di attese tradite e aspirazioni incompiute, quindi probabilmente era giusto così: è stato tutto perfettamente nello spirito della narrazione.
    “Ma sì, Paolo, brindiamo. Brindiamo a noi. Brindiamo a quello che siamo diventati anche se forse avremmo voluto essere tutt’altro. Brindiamo alle battaglie che non abbiamo avuto il coraggio di combattere e a quelle che non saremo mai stanchi di perdere. Brindiamo alla mediocrità che ci circonda là fuori. Brindiamo alla deriva. Brindiamo ancora questa maledetta deriva.”

    “Alla deriva”, “Paolo” e ciò che verrà…
  • “Nuju è nessuno” di Marco V. Ambrosi e Fabrizio Cariati

    Era il 2010 quando i Nuju pubblicavano il loro album d’esordio e, sulle pagine del loro sito, ne accompagnavano il lancio con una serie di racconti, firmati da diversi autori, ispirati alle canzoni del disco. Lo ricordo bene perché, fra questi, c’era anche un mio lavoro.
    Dopo sedici anni, diverse pubblicazioni discografiche e una marea di concerti, sono gli stessi Marco V.Ambrosi e Fabrizio Cariati (rispettivamente chitarra e voce della band, nonché fondatori del gruppo) a riabbracciare alcune delle canzoni che hanno segnato il loro cammino musicale e trasformarle in racconti all’interno della raccolta “Nuju è nessuno. Storie cantate”.
    Il libro si presenta come un insieme di storie scritte in modo estremamente pulito e lineare che fotografano con grande naturalezza quello che è l’immaginario di cui sono da sempre intrise le canzoni dei Nuju.
    Ne ho parlato in un articolo sul sito di Rock Targato Italia.

    “Nuju è nessuno” di Marco V. Ambrosi e Fabrizio Cariati
  • “Non si teme il proprio tempo” – un pensiero sulla reunion dei CSI

    “Non si teme il proprio tempo”. Fare i conti, lunedì a Villafranca (VR), con la reunion dei C.S.I. e con la loro granitica coerenza priva di compromessi o ammiccamenti è stato un meraviglioso pugno nello stomaco. È stato splendido tornare a perdersi in quella poetica, quei suoni sporchi, quell’atmosfera sacrale e quelle canzoni stracolme di poesia e di pensieri in eterno doloroso fermento che, a distanza di una trentina d’anni, continuano a suonare tragicamente attuali.
    Credo che quella che stanno portando in scena i C.S.I. in queste settimane sia ben più di una reunion. Non si tratta di effetto nostalgia: si tratta di provare, almeno per una sera, a guardare il mondo di oggi attraverso l’etica e lo sguardo intransigente che avevamo all’epoca. Ed è davvero una gran botta.
    Ne ho parlato in modo più approfondito sul sito di Rock Targato Italia.

    “Non si teme il proprio tempo” – un pensiero sulla reunion dei CSI
  • gli ascolti di settembre 2026

    In queste settimane mi sono trovato a riflettere su come le canzoni del pop contemporaneo e quelle di una qualunque baby dance di un qualsiasi villaggio turistico o campeggio si somiglino sempre di più. Qualcuno parla di “precocizzazione” dell’infanzia ma io ho il sentore che il problema sia invece l’infantilizzazione del mondo adulto. 
    Lasciandoci alle spalle i pensieri balneari, è tempo di riannodare i fili della quotidianità tornando a consigliare qualche bel disco sul sito di Rock Targato Italia. Questa volta racconto i nuovi lavori di GolcondaViadellironiaCandraAnèdoneMenuraCowards Delta V.

    gli ascolti di settembre 2026
  • “La gioconda” al mare

    Un piccolo ricordo estivo. Un frammento di un’esibizione estemporanea de “La gioconda”, per gioco in una serata di disimpegno in un camping sul mare.

    “La gioconda” al mare
  • pedalando sotto le stelle

    Sabato ho passato tutta la notte in sella alla mia bicicletta partecipando a una bellissima randonnée chiamata “Sotto le stelle al centro del mondo”, fra il pavese, la vetta del monte Penice e l’Oltrepò.
    Pedalare per una nottata intera, vedendo il tramonto, il buio e infine l’alba, attraversando borghi e paesi addormentati, arrivando ad ammirare dall’alto le luci lontane della civiltà e ritrovandosi spesso nell’oscurità più assoluta, illuminati solo dalla torcia sul manubrio che ti costringe a mantenere sempre alta la concentrazione e a limitare la velocità anche nei tratti in discesa, è un’esperienza incredibilmente affascinante: qualcosa che ti porta a fare i conti con i tuoi limiti mentali e fisici ma anche a elaborare i pensieri in modo diverso, quasi come una forma catartica di meditazione.
    In genere mi piace arrivare alla pausa estiva facendo un punto della situazione su ciò che ho vissuto nella prima parte dell’anno in corso ma questa volta, per quanto di cose in questi mesi ne siano successe (dalla chiusura del ciclo di “Alla deriva” con il video de “La Gioconda” alla serata di “Legami Artistici” dedicata a “La prima ultima volta” passando per un paio di eventi accanto a GianCarlo Onorato, senza contare il lavoro silenzioso per il futuro), mi sembra giusto chiudere con questo ricordo.

    pedalando sotto le stelle
  • in morte di F.G.

    Nel mio primo libro c’era un racconto intitolato “Lettera quasi d’amore”. Non credo ci sia bisogno di spiegare cosa volesse richiamare quel titolo.
    Dedicare un pensiero a Francesco Guccini oggi è praticamente d’obbligo. Non ho mai avuto occasione di incontrarlo di persona ma, quasi ogni volta in cui sono passato da Bologna, un giro in via Fabbri è stato un appuntamento immancabile insieme a una cena nella trattoria “Da Vito” per respirare l’atmosfera e la magica malinconia delle sue storie. E di certo continuerà a esserlo anche in futuro.
    D’altra parte credo che Guccini sia stato prima di ogni altra cosa questo: uno splendido navigatore delle pieghe più malinconiche dell’animo umano, oltre che un finissimo tessitore di parole.

    in morte di F.G.
  • gli ascolti di agosto 2026

    Agosto è il mese più freddo dell’anno” cantavano qualche anno fa i Perturbazione. Dunque, saltando per una volta i preamboli, fra l’ennesimo ghiacciolo e qualche impegno da espletare pensando al futuro prima di staccare per qualche giorno la spina dalla quotidianità, anche in questo mese transitorio torno a consigliare qualche bel disco recente sul sito di Rock Targato Italia. Questa volta racconto i nuovi lavori di LenoreEddaDon AntonioLe Pietre Dei GigantiTaxology e Masnadero.

    gli ascolti di agosto 2026
  • Mi è sempre piaciuto…

    “Mi è sempre piaciuto, l’odore dell’asfalto impregnato di pioggia in una giornata afosa. Mi ha sempre ricordato i pomeriggi d’infanzia spesi a rincorrere un pallone su un campetto completamente asfaltato che nei mesi più caldi diventava praticamente un’enorme griglia su cui i nostri corpi cuocevano sotto il sole battente senza smettere mai di correre e sudare. Partite in cui vincere o perdere forse era davvero un dettaglio assolutamente insignificante, ma in compenso ogni singola azione, ogni singolo tiro e ogni singolo dribbling poteva racchiudere in sé il senso dell’intero universo. Partite che credo siano durate anni. Anni interi. Anni sereni. Anni in cui tutto sembrava avere un senso ben definito e regole precise. Anni in cui la vita, come una spettatrice decisamente poco interessata, sembra essersi limitata a scorrere attorno a quel campo da calcio senza mai osare disturbarci.” (da Speriamo che nevichi)

    Solo un piccolo pensiero estivo per ricordare, fra le altre cose, che “Speriamo che nevichi”, insieme a tutto l’album Ogni sorso un ricordo e al successivo Alla deriva, è sempre disponibile su tutte le piattaforme musicali.

    Mi è sempre piaciuto…
  • Dazio 5 e Johnny DalBasso

    Da poche settimane a Milano, proprio all’interno di uno dei due edifici storici ai lati di Piazza Cinque Giornate, ha aperto un nuovo locale chiamato Dazio 5 che si come uno snodo potenzialmente cruciale all’interno del panorama culturale della città. In questo primo scampolo d’estate, questo nuovo spazio ha già proposto diverse mostre, concerti e incontri interessanti, ma speriamo che possa essere solo l’inizio.
    Venerdì scorso sono stato lì per il concerto di Johnny DalBasso ed è stata una serata davvero piacevole, baciata da uno spirito genuinamente punk nonostante la veste acustica dell’esibizione.
    Ne ho parlato sulle pagine del sito di Rock Targato Italia.

    Dazio 5 e Johnny DalBasso
  • Dove ascoltare “Come George Gray”

    Le celebrazioni dei dieci anni dall’uscita dell’album “Ogni sorso un ricordo” si sono concluse con la ripubblicazione del singolo “Come George Gray” su tutte le piattaforme dedicate alla musica. Dunque, se qualcuno si stesse chiedendo dove è possibile ascoltare il brano, ecco i riferimenti più importanti.

    Dove ascoltare “Come George Gray”
  • “Come George Gray” (altri) dieci anni dopo

    È già tempo di chiudere la parentesi dedicata al ricordo del decennale di “Ogni sorso un ricordo“, l’album che ho realizzato nel 2016 insieme a Miky Marrocco, e ovviamente questo viaggio non può che terminare con la ripubblicazione di “Come George Gray“, il terzo e ultimo singolo che venne estratto dal disco e che da oggi è nuovamente disponibile su tutte le piattaforme dedicate alla musica. Il decennale, in questo caso, per me è anche un venticinquennale perché il nucleo centrale di questo brano riprende un testo che ho scritto da giovanissimo nel gennaio del 2001. Si tratta di un racconto che mi ha accompagnato per tutta la vita e che ha segnato in modo indelebile tutto il mio percorso anche perché credo sia stata la scrittura di quel testo, più di venticinque anni fa, a consentirmi di trovare quella che è stata la strada che ho poi seguito fino a oggi e a fissare alcuni paletti che hanno rappresentato le basi di molti miei lavori. 
    “Come George Gray” è anche l’unico brano del disco di cui all’epoca venne realizzato un videoclip. Un video molto suggestivo curato dal mio amico Andrea Bonfanti che in precedenza si era già occupato dei booktrailer di “Alice” da cui tutto è partito. Insomma, si tratta di qualcosa che ha sempre aperto e chiuso diversi cerchi.
    Infine il 7 luglio del 2017, più un anno dopo l’uscita dell’album e due anni e mezzo dopo la pubblicazione di “Alice”, si chiudeva ufficialmente il percorso del disco, del libro e dello spettacolo con un’ultima esibizione fantastica a Biassono, in Brianza, nella piazza del paese. Portare uno spettacolo come il mio in una piazza fu qualcosa di incredibile. Oltretutto quell’esibizione fu organizzata e fortemente voluta dagli amici del Baretto di Biassono (un luogo magico che purtroppo ora non esiste più) che è stato proprio il posto dove nel marzo del 2015 questo cammino aveva avuto inizio, con la prima presentazione di “Alice” e la prima data di quel lunghissimo tour. Quindi fu proprio la chiusura perfetta di un periodo meraviglioso che ancora oggi porto nel cuore.

    “Come George Gray” (altri) dieci anni dopo
  • gli ascolti di luglio 2026

    C’è una contraddizione spiazzante oggi in ciò che ruota attorno alla musica: da un lato le canzoni sono diventate assolutamente irrilevanti, come mai lo sono state in passato, all’interno del tessuto della nostra società, tanto che ormai da qualche anno sembra non riuscire più a prendere piede nemmeno un vero tormentone estivo; dall’altro le città si stanno riempiendo di concerti dalle dimensioni mastodontiche come mai hanno fatto nel corso della nostra storia, aprendo a chiunque si trovi in ambito mainstream le porte di spazi enormi che fino a un paio di stagioni fa erano preclusi anche ai giganti del pop. Insomma, si continuano a gonfiare sempre di più gigantesche bolle piene di nulla. Forse anche per questo è più che mai necessario guardare sempre nella direzione opposta. Così, nella mia abituale rubrica dedicata ai consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia, in questo torrido luglio racconto i nuovi lavori di LamanteTommaso ImperialiAlessandro SerraOlden, Fiesta Alba e Violent Scenes.

    gli ascolti di luglio 2026
  • A proposito della serata a Monza con Onorato e Andy

    Credo sia una fortuna che esistano ancora persone umili e aperte al confronto come Andy dei Bluvertigo: un artista che ha vissuto momenti di popolarità che pochissimi in Italia possono dire di avere conosciuto ma che, nonostante questo, non ha mai perso il desiderio di esplorare e di collaborare alla pari anche con colleghi infinitamente meno noti.
    L’evento monzese dedicato a “Le beatitudini” di GianCarlo Onorato è stato, oltre che un modo per tornare ad approfondire l’opera di Onorato del cui spessore non mi stancherò mai di parlare, un’importante occasione di dialogo con due menti acute, profonde e costantemente controcorrente. Il tutto vissuto, grazie all’ospitalità meravigliosamente familiare della galleria Villa Contemporanea, all’interno di una serata piena di sorrisi, di volti amici e di chiacchierate costruttive.
    È stato un privilegio poter vivere una simile opportunità da protagonista. Grazie davvero a Onorato per l’artista enorme che continua a dimostrare di essere e per avermi voluto al suo fianco anche questa volta. Grazie a Andy per la grandissima disponibilità e simpatia. Grazie alla Galleria Villa Contemporanea per l’accoglienza. E grazie a tutti i presenti.

    A proposito della serata a Monza con Onorato e Andy
  • a Monza con Giancarlo Onorato e Andy (Bluvertigo)

    Venerdì (26 giugno), alle 18.30, a Monza avrò il piacere di affiancare due grandi artisti: GianCarlo Onorato e Andy (Bluvertigo). 
    L’occasione è data dalla presentazione del nuovo album di Onorato che si terrà alla Galleria Villa Contemporanea (Monza – via Bergamo, 20), di cui Andy sarà padrino e a cui io farò da presentatore. Sarà un appuntamento molto particolare in cui ascolteremo qualche canzone del disco e, insieme ad Andy, avremo modo di parlare direttamente con Giancarlo dei contenuti del suo lavoro e di tutto ciò che ci verrà in mente.
    In attesa di questo splendido evento, ho pensato che fosse finalmente giunto il momento di scrivere anche due righe sull’album di Onorato: un lavoro importante e stratificato che unisce con grande eleganza rock acido, new wave e canzone d’autore ma che soprattutto esplora in modo profondo ed evocativo, fondendo spiritualità e carnalità, il concetto di femminile come forza creatrice primordiale. L’articolo in cui ne parlo si può leggere sul sito di Rock Targato Italia. Per chi invece si trova in zona, ci vediamo venerdì alle 18.30 a Monza.

    a Monza con Giancarlo Onorato e Andy (Bluvertigo)
  • Dove ascoltare “Io non mi faccio mai male”

    Ecco qualche link dove è possibile ascoltare il singolo “Io non mi faccio mai male” che, in occasione dei dieci anni dall’uscita dell’album “Ogni sorso un ricordo“, è da poco tornato disponibile su tutte le piattaforme dedicate alla musica.

    Dove ascoltare “Io non mi faccio mai male”
  • “Io non mi faccio mai male” dieci anni dopo

    Dieci anni di “Ogni sorso un ricordo”, l’album ho realizzato nel 2016 insieme a Miky Marrocco. E, per continuare a ricordare questa ricorrenza, oggi è stato ripubblicato su tutte le piattaforme “Io non mi faccio mai male”, il secondo singolo che fu estratto dal disco.
    A distanza di tanto tempo trovo ancora sempre affascinante l’immagine portante del racconto che anima quel brano: la storia di un ragazzino che cade in bicicletta, si rialza sanguinante, ma allontana bruscamente tutti quelli che cercano di aiutarlo e, come per autoconvincersi di essere indistruttibile, scappa via urlando “Io non mi faccio mai male. Io non mi faccio mai male. Io non mi faccio mai male”. Trovo sia qualcosa di catartico e meravigliosamente punk nello spirito.
    Negli spettacoli dell’epoca questo brano rappresentava una sorta di mantra iniziale. Come ho già avuto occasione di dire, lo spettacolo da cui è nato il disco per me fu qualcosa di emotivamente intensissimo e ogni volta sul palco avevo l’impressione di mettermi totalmente a nudo (a volte anche fisicamente) e di fare a pugni con me stesso senza risparmiare nessun tipo di colpo. Così quel brano, che era spesso il primo in scaletta come lo è nel disco, finì col diventare un modo per dirmi ogni volta “Ok. Ce la posso fare anche oggi” e forse anche per segnare il distacco fra la vita vera e quella in scena.
    Quel mantra è stato uno dei pilastri di tanti viaggi lungo mezza Italia fatti in quei due anni e mezzo, diversi dei quali organizzati grazie ai ragazzi di Rock Targato Italia che in quel periodo mi hanno supportato tantissimo e alcuni particolarmente significativi condivisi con Vincenzo Di Pietro che in quel periodo aveva pubblicato un libro molto bello intitolato “Dal Margine” che sembrava sposarsi molto bene con le storie che io raccontavo. Ma in realtà ci sono anche tante altre persone che in quel periodo mi hanno sostenuto o che ho avuto la fortuna di incontrare che meriterebbero di essere menzionate. Fra questi mi fa piacere citare gli SFigher e i loro amici di Parma che mi hanno sempre seguito con grandissimo affetto, oltre a tutti i locali, le librerie e gli spazi che mi hanno ospitato, però davvero non basterebbe un romanzo per raccontare tutti gli incontri, i viaggi e le avventure di quel periodo. Magari però prima o poi racconterò di quella mattinata in cui, con Vincenzo Di Pietro, ci siamo trovati a cercare asparagi nel celebre pineto di cui scrisse Gabriele D’annunzio.

    “Io non mi faccio mai male” dieci anni dopo
  • Iscrizioni a Rock Targato Italia 2026

    Per tutte le band e i musicisti emergenti: c’è tempo fino al 10 luglio per iscriversi alla nuova edizione di Rock Targato Italia.
    Non credo ci sia bisogno di spiegare cosa ha rappresentato Rock Targato Italia nella storia degli ultimi quattro decenni di musica del nostro Paese. E chi mi segue sa bene che il mio legame con il concorso è sempre stato fortissimo e sono sempre stato più che lieto di poter, nel mio piccolo, continuare a far parte di questa grande famiglia.
    Dunque cosa posso dire? Se siete musicisti emergenti e volete provare a mettervi in gioco con le vostre canzoni, credo che Rock Targato Italia possa essere una splendida esperienza sia sul piano artistico che su quello umano. Sul sito del concorso trovate tutte le informazioni per partecipare. Poi con i finalisti ci si vedrà in autunno a Milano.

    Iscrizioni a Rock Targato Italia 2026
  • A proposito di istruzione parentale

    Ci sono tante piccole realtà, in ogni ambito, che cercano di costruirsi un proprio percorso con coerenza continuando a mettere al centro delle proprie priorità l’essere umano e dei valori diversi rispetto alla direzione verso cui sembra andare il mondo. È così nel mondo nell’arte, nella musica e nella letteratura, ma evidentemente anche nell’istruzione.
    La tavola rotonda organizzata da Istruzione Parentale Superiore Il Ponte che ho avuto la fortuna di presentare a Paderno D’Adda (MI) è stata qualcosa di davvero interessante: un incontro fra otto realtà parentali provenienti da angoli diversi del nostro Paese che hanno portato ognuno la propria esperienza, la propria sensibilità e la propria visione delle cose. Raramente mi è capitato di prendere parte a dibattiti così vivaci, pieni di desiderio di ascoltarsi e partecipare anche da parte del pubblico in sala, ed è stato bello poter raccogliere le esperienze degli insegnanti ma anche quelle degli studenti e dei loro genitori.
    L’incontro ha sollevato molti temi che meriterebbero ognuno un approfondimento a sé, ma è stato soprattutto un importante modo per aprire gli occhi su come, per fortuna, esistano tante persone sensibili desiderose di costruire e percorrere strade alternative anche in ambito educativo, creando così un microcosmo che meriterebbe decisamente più attenzione da parte di tutti quanti.

    A proposito di istruzione parentale
  • parlando di istruzione parentale

    Sabato (6 giugno) sarò a Paderno d’Adda per fare da presentatore a una tavola rotonda dedicata al tema dell’istruzione parentale. Si tratta di qualcosa di totalmente diverso rispetto a ciò di cui mi occupo abitualmente ma è un’occasione che mi incuriosisce molto. L’incontro è organizzato da Istruzione Parentale Superiore Il Ponte con il supporto della rete Con.Cre.Ta. e coinvolgerà otto realtà provenienti da tutta Italia che avranno modo di spiegare i loro approcci educativi, la loro visione di ciò che può essere l’istruzione parentale e i vantaggi che può avere rispetto alla scuola tradizionale. Il tutto avrà inizio alle ore 15 e si terrà alla Cascina Maria di Paderno d’Adda.

    parlando di istruzione parentale

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