Autore: rob

  • Buon Natale!

    Da tempo mi ripeto che prima o poi mi piacerebbe scrivere un racconto natalizio ma ovviamente non l’ho fatto nemmeno questa volta. Chissà, magari sarà per il prossimo anno.
    Un sereno Natale a tutti!

    Buon Natale!
  • essere artisti oggi: un pensiero

    Credo che un artista debba sempre abitare il proprio tempo, ma anche saperlo fare con coerenza a modo proprio.
    Ultimamente, discutendo con diverse persone, mi pare che spesso ci si divida fra chi, pur di non rischiare di perdere qualche briciola di visibilità, si piega a inseguire passivamente, sia ideologicamente che a livello di modelli comunicativi, tutto ciò il vento del presente impone e chi invece, sull’onda dello “si stava meglio quando si stava peggio”, si rifugia dietro l’orgoglio del “non fare” o del chiamarsi fuori da tutto sputando anche su quegli strumenti che, se ben indirizzati, possono essere preziosi. Due atteggiamenti opposti solamente in apparenza e comunque entrambi controproducenti.
    Certo, esistono anche i gesti artistici radicali fini a sé stessi, ma sono un discorso a parte che va in ogni caso integrato in una visione più ampia che richiede grande consapevolezza di quali sono i propri obbiettivi e qual è la realtà in cui si è immersi.
    Credo sia chiaro che, in mezzo al caos di un mondo in continuo vorticoso cambiamento, anche il ruolo dell’artista e il modo in cui potersi esprimere è qualcosa in continua mutazione, ma proprio per questo credo sia fondamentale, per chi ritiene di avere qualcosa da comunicare, saper affrontare con coerenza, senza alibi e senza inutili paure le sfide di questa epoca. C’è un enorme bisogno di artisti veri che sappiano comportarsi da tali.

    essere artisti oggi: un pensiero
  • “Il mondo dentro” di Marco Ambrosi

    Tanto tempo fa ho avuto modo, per un paio di anni, di occuparmi di un progetto culturale all’interno del carcere di San Vittore. In quei due anni ho avuto occasione di confrontarmi con i detenuti almeno una volta al mese, parlando a lungo con loro e imparando moltissimo dalle loro storie e dalla loro visione delle cose, tanto che ancora oggi continuo a considerare quell’esperienza come uno dei passaggi più preziosi di tutto il mio percorso.
    Ricordo questo fatto perché “Il mondo dentro“, il nuovo romanzo di Marco V. Ambrosi, è incentrato proprio sul rapporto fra un giovane detenuto e un professore di lettere che lo incontra durante un’esperienza di insegnamento all’interno della scuola del carcere e resta poi in contatto con lui per tutta la durata della storia che copre un arco di quattordici anni. La lettura di questo libro mi ha emozionato parecchio perché mi ha riportato alla mente le sensazioni che ho provato in prima persona durante quell’esperienza, ma ovviamente non solo: Marco è un autore sensibile e anche questa volta, col suo stile scorrevole e genuino, ha saputo regalarci un libro piacevolissimo e pieno di importanti spunti di riflessione sul ruolo degli insegnanti all’interno della società, sul valore salvifico di determinate opere letterarie, sulla tragica situazione delle carceri italiane e soprattutto sulla natura più profonda dell’essere umano e su come spesso, a fare la differenza fra un destino da stimato professore e uno da detenuto, non siano tanto le scelte consapevoli quanto la fortuna di imbattersi, in determinati snodi cruciali della propria esistenza, nei giusti riferimenti, nei giusti insegnanti e nei giusti condizionamenti ambientali.
    Ne ho parlato in modo più preciso sul sito di Rock Targato Italia.

    “Il mondo dentro” di Marco Ambrosi
  • gli ascolti di dicembre 2025

    Arriviamo all’ultimo giro di giostra del 2025 e, aspettando i panettoni, i brindisi e i regali, sul sito di Rock Targato Italia, nella mia abituale rassegna dedicata ai consigli musicali del mese, ci concediamo un’abbondante infornata di musica per niente natalizia raccontando i nuovi lavori di Stefano Attuario, Polistirene, Alessandro Grazian, Kozminski, Ludmilla Spleen, The Niro, Mexico86, John Strada e The Rootworkers.

    gli ascolti di dicembre 2025
  • A proposito di Rock Targato Italia 2025

    Le finali di Rock Targato Italia vissute dal tavolo della giuria sono sempre un meraviglioso giro di giostra, oltre che una responsabilità che mi assumo ogni anno con grande entusiasmo, e quest’annata non ha certo fatto eccezione. Le due serate trascorse al Rock’n’roll di Milano sono state un bel concentrato di scoperte interessanti, discussioni costruttive, brindisi e imprevisti. Probabilmente, fra le ormai tante finali che ho avuto modo di vivere, quelle di quest’anno sono state fra le più intense e movimentate.
    Come avevo detto già nelle giornate che hanno preceduto l’evento, avevo davvero bisogno di due serate simili. E in realtà ne avrei ancora.
    Parlando del concorso in sé, la vittoria dei Polistirene credo sia più che meritata: sono una band capace di esprimersi con un linguaggio davvero personale e affascinante. Nel corso delle due serate comunque si sono viste anche altre proposte interessanti, dalla canzone d’autore inquieta di Leone Montenduro alla freschezza dark degli Anforsyn o l’ironia trascinante di Leo Lem, tanto per fare solo qualche nome.

    A proposito di Rock Targato Italia 2025
  • Aspettando Rock Targato Italia 2025

    Venerdì e Sabato (21 e 22 novembre), al Rock’n’roll di Milano, si terranno le finali nazionali di Rock Targato Italia e anche questa volta, come ormai da parecchi anni, avrò il piacere di fare parte della giuria. Saranno due serate decisamente vivaci, con otto artisti finalisti tutti da scoprire, ma per quanto mi riguarda sarà anche l’occasione per riassaporare un’atmosfera di cui in questo periodo credo di avere parecchio bisogno. Sarà più che mai bello esserci.

    Aspettando Rock Targato Italia 2025
  • “Poi il tempo” a Firenze

    Ieri (15 novembre) ho avuto occasione di tornare a Firenze per partecipare, sul palco del Teatro Di Cestello, al nuovo incontro artistico organizzato dalla sempre attivissima Marzia Carocci.
    Ormai queste trasferte fiorentine iniziano ad assumere una certa ritualità e la cosa mi piace molto. Anche questa volta è stato davvero un piacere esserci e passare un pomeriggio abbracciato da un gran desiderio di condivisione. In questo video c’è il mio intervento con una versione ridotta e grezza di “Poi il tempo“.

    “Poi il tempo” a Firenze
  • gli ascolti di novembre 2025

    In molti contesti sembra già tutto pronto per il Natale. Credo sia una delle contraddizioni di quest’epoca in cui tutto corre sempre più veloce ma ogni cosa sembra farsi divorare dall’ansia di dover arrivare sempre più in anticipo. Un po’ come i biglietti dei concerti, per esempio: possiamo acquistarli comodamente in una frazione di secondo dal divano di casa ma quasi tutti, presi dal terrore di “perdersi l’evento”, finiscono col farsi ingabbiare nella logica grottesca del prenderli con un anno di anticipo. In ogni caso, anche in questo mese di novembre, sulle pagine di Rock Targato Italia, torno a parlare di musica recente. Questa volta racconto i nuovi album di Delta V, Nodo Prusik, Ilaria Graziano, Veronica Marchi, Emanuele De Francesco, Rondò della forca, Not Moving e DePookan.

    gli ascolti di novembre 2025
  • Pier Paolo Pasolini

    Esattamente cinquant’anni fa Pier Paolo Pasolini veniva brutalmente strappato via da questa terra. Chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi, lui che tante derive aveva saputo leggerle in modo spietato con larghissimo anticipo e che non ha mai cercato in alcun modo di risultare accomodante o consolatorio. L’unica cosa di cui sono sicuro è che, se potesse parlare oggi, molti gli darebbero del complottista o del folle. D’altra parte è così che vanno le cose in questo Paese: si amano i grandi pensatori solo da morti, quando ognuno è libero di piegarne l’aura a proprio piacimento.
    Un brindisi a Pier Paolo.

    Pier Paolo Pasolini
  • a proposito di “Contromano”

    Quello di “Contromano” non è un videoclip canonico. È una sorta di suggestione digitale che accompagna il brano giocando su un’idea che mi intrigava: quella di rappresentare il protagonista del racconto come se fosse l’eroe di un videogioco degli anni ’90 il cui scopo è chiaramente quello di permettergli di fuggire dalle sue ansie. In questo video racconto un po’ meglio come è nato.

    a proposito di “Contromano”
  • Contromano – il video

    È da oggi disponibile il video digitale di “Contromano“, il secondo singolo estratto dal progetto musicale che ho realizzato grazie al supporto di Max Zanotti.
    Insieme ad Amaro, il videomaker che mi aveva già affiancato in “Poi il tempo“, abbiamo pensato a un video realizzato come un videogioco degli anni ’90. Ci sembrava un buon modo per accompagnare la musica ipnotica confezionata da Max e soprattutto per dare simbolicamente corpo al desiderio di fuga del protagonista. Il racconto, d’altra parte, è la fotografia di un momento catartico che lancia però un interrogativo cruciale: siamo contromano quando, a dispetto del buonsenso, proviamo a mollare tutto quanto per inseguire qualcosa che ci faccia stare davvero bene oppure quando, in nome del senso di responsabilità, ci lasciamo assorbire completamente dalla quotidianità? Una domanda la cui risposta è decisamente meno scontata di quanto possa apparire.
    Il singolo, come tutto il resto dell’album “Alla deriva“, si può trovare anche su tutte le piattaforme dedicate alla musica.

    Contromano – il video
  • due chiacchiere con i finalisti di Rock Targato Italia 2025

    Il 21 e 22 novembre al Rock’n’roll di Milano si terranno le finali nazionali di Rock Targato Italia e, per prepararci all’evento, ho avuto modo di fare due chiacchiere con tutti gli otto artisti finalisti. Oggi, sul sito della stessa Rock Targato Italia, è uscita la prima di queste interviste: quella a Leo Lem. Nei prossimi giorni sulle stesse pagine arriveranno anche quelle a Anførsyn, Freja, Naked Run, Noble Sin, Oplà, Polistirene e Leone Monteduro.

    due chiacchiere con i finalisti di Rock Targato Italia 2025
  • 15 ottobre, quattro anni dopo

    Quindici ottobre. Anche se oggi si sta chiaramente cercando di cancellare quel periodo dalla memoria collettiva, è importante ricordare che solo quattro anni fa, con l’entrata in vigore dell’obbligo della “tessera verde” per l’accesso ai luoghi di lavoro, questa data diventava il simbolo di uno dei capitoli più vergognosi della nostra storia recente.
    Credo sia fondamentale non dimenticarlo, lo scempio che abbiamo vissuto in quei mesi con l’arroganza del potere scatenata in ogni sua forma contro chi cercava di portare un pizzico di umanità e razionalità nel marasma della follia imperante. Ma, a quattro anni di distanza, a me piace ricordare anche come la risposta a quel momento buio sia stata una fioritura di piazze vitali, piene di persone pronte a stringersi fra loro in una marea pacifica che abbracciava ogni tipo di cultura, sensibilità e credo nonostante l’odio seminato dai tromboni di regime e una repressione sempre più cattiva. Anche se purtroppo, alla fine di tutto, resta anche la profonda amarezza per come l’energia positiva di quelle piazze si sia poi dispersa a causa dei troppi pifferai magici che hanno provato a piegarla ai loro interessi personali o a indirizzarla verso qualche ingenua chimera. Ed è importante non dimenticare nemmeno questo, insieme a tutte le cose che quei giorni dovrebbero averci insegnato.

    15 ottobre, quattro anni dopo
  • gli ascolti di ottobre 2025

    Arriva con qualche giorno di ritardo rispetto al consueto, l’abituale appuntamento con la mia rubrica sul sito di Rock Targato Italia dedicata all’ascolto di qualche bel disco recente. E, in questo mese dominato da slogan urlati ignorandone il significato e le potenziali conseguenze, ho preferito anche andare dritto al sodo saltando i preamboli. Dunque, sulle pagine consuete, è appena uscito un articolo in cui racconto i nuovi album di Sanlevigo, Lele Battista, Zen Circus, Saverio Lanza, Cobol Pongide, Mars Era e The Elephant Man.

    gli ascolti di ottobre 2025
  • 18 anni di “Tutto passa invano”

    In questi giorni “Tutto passa invano“, il mio primo libro, diventa maggiorenne. Credo sia ormai introvabile e anche io ne conservo solo una copia sgualcita che peraltro non so più dove sia finita, però mi piace pensare che quello sghembo insieme di storie che scrissi fra i venti e i ventisette anni in modo totalmente istintivo, senza nessun tipo di progettualità e senza nemmeno immaginare una futura pubblicazione, contenesse già una sintesi, per quanto grezza e inconsapevole, di tutto ciò che ho poi sviluppato in tutti i miei lavori successivi.
    Pare che Muhammad Alì disse che “un uomo che osserva il mondo a cinquant’anni allo stesso modo in cui l’ha fatto a venti ha sprecato trent’anni della sua vita”. Io continuo a pensare che sia l’esatto contrario e che a fotterci realmente sia il momento in cui perdiamo lo sguardo dei vent’anni.
    “Tu resti quel bimbo che gioca col Lego: smonti e rimonti pezzetti di vita in cui solo tu vedi navi o castelli”, diceva uno dei brani dell’appendice conclusiva del libro.

    18 anni di “Tutto passa invano”
  • …o un’intera popolazione

    “…mentre le folle erano impegnate a inveire contro un qualche nuovo nemico di Stato: poco importa se fosse un uomo qualunque che correva da solo su una spiaggia, il vicino di casa di qualcuno che «comunque salutava sempre» o un’intera popolazione a chissà quante migliaia di chilometri di distanza”, dicevo in “Poi il tempo” e, se provo a guardarmi attorno, purtroppo non posso che riconfermarlo anche oggi.
    Continua a tirare un’aria inquietante, là fuori, e soprattutto continuiamo a venire tempestati da una marea di informazioni contraddittorie che sembrano avere il solo scopo di aizzare le masse e rendere impossibile individuare i contorni di ciò che sta realmente accadendo del mondo. In mezzo a tutto questo, fatico a capire come sia possibile che tante persone, anche generalmente degne di grande stima, continuino a cadere nelle trame di propagande basate su narrative grottesche che azzerano ogni complessità e confondono la realtà con un brutto cartone animato. Non riesco a capacitarmi di come non ci si renda conto della pericolosità dei tanti focolai su cui si sta continuando maldestramente a soffiare.
    Credo che in un momento come questo si possa solo fare il possibile per evitare di prestarsi alle cacce alle streghe, cercare di informarsi in modo ampio ascoltando anche le voci verso cui non si ha simpatia, rifuggire gli slogan facili e soprattutto provare a ragionare con la propria testa facendo i conti con ogni possibile scenario a cui stiamo andando incontro. Non è decisamente tempo per il tifo da stadio o per credere ai pifferai magici.

    …o un’intera popolazione
  • “L’ora delle distanze” di Lory Muratti e Andy

    “Qui nella controcorrente ci sentiamo quelli di prima, ma siamo danneggiati” dice “L’ora delle distanze”, il nuovo progetto letterario-artistico-musicale di Lory Muratti e Andy dei Bluvertigo, che peraltro si apre con un’altra frase parecchio emblematica: “Un mondo annoiato dai sogni è un mondo da far saltar per aria”.
    In queste ultime settimane ho avuto modo di leggere il romanzo in questione e di vedere lo spettacolo con cui i due artisti ne stanno reincarnando le suggestioni miscelando letteratura, teatro e arte multimediale, e devo dire che entrambi i lavori sono davvero affascinanti e si completano a vicenda dando vita a un viaggio apparentemente surreale in una sorta di moderno Paese Delle Meraviglie dalle tinte pop che riesce a stupire ma anche a lanciare tanti spunti di riflessione importanti, primo fra tutti quello sul valore salvifico che può avere un atto creativo. Ne ho parlato in modo più approfondito sul sito di Rock Targato Italia.

    “L’ora delle distanze” di Lory Muratti e Andy
  • a proposito del Premio Letterario Ponte Vecchio

    Quest’anno ho avuto l’onore di fare parte della giuria del Premio Letterario Ponte Vecchio. Nel corso della mia vita mi è capitato tante volte di fare il giurato in concorsi musicali e l’ho sempre trovato stimolante, ma in ambito letterario è tutto ancora più complesso e credo occorra un’attenzione ancora maggiore per riuscire a esprimere un giudizio equilibrato cogliendo tutte le sfumature che spesso fanno la differenza all’interno di un racconto. Ritrovarmi a leggere opere di ogni tipo e di ogni livello, essendo un concorso a tema libero aperto a tutti, è stata un’esperienza davvero interessante sotto diversi punti di vista, per quanto impegnativa per via del gran numero di iscrizioni ricevute, dunque non posso che ringraziare Marzia Carocci che mi ha voluto all’interno della giuria. Oltretutto sono emersi anche dei vincitori meritevoli, il che è sempre un valore aggiunto.
    Sabato (20 settembre) a Firenze, al Teatro Di Cestello, ci sarà la cerimonia di premiazione. Credo che sarà bello dare un volto agli autori che hanno partecipato e ritrovarsi tutti insieme.

    a proposito del Premio Letterario Ponte Vecchio
  • “La prima ultima volta” secondo Mme Rose

    Era da un po’ di tempo che non mi capitava di sentir parlare de “La prima ultima volta“, il romanzo pubblicato nel 2023 che ho scritto a quattro mani con Vanna Mazzei. Ieri la brava blogger letteraria Mme Rose, che ringrazio, ha pubblicato sulla sua pagina una bella recensione del libro ed è stato un piacere tornare per un attimo ad assaporare le atmosfere di quel progetto.
    “Un dialogo teatrale in tre atti, in cui il protagonista – un anziano arrivato al capolinea, seduto su una poltrona di pelle, con la pipa in mano e lo sguardo fisso – risponde alle domande di due spettatori accompagnandoci in un percorso introspettivo attraverso la recita della sua vita a rovescio”, dice fra le altre cose l’articolo.

    “La prima ultima volta” secondo Mme Rose
  • gli ascolti di settembre 2025

    È un’estate anomala che sta scivolando via senza nemmeno un vero tormentone musicale. Non so se sia un bene o un male ma, per quanto su queste pagine non ci sia mai occupati di tormentoni, così è. Sul sito di Rock Targato Italia torno anche in quest’ultimo scampolo d’estate a parlare di musica raccontando i nuovi lavori di Filippo Gatti, Blitz Company, Mariano Deidda, Gaia Banfi, Hora Prima e Veider Bre.

    gli ascolti di settembre 2025

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