Categoria: storico

  • “L’uomo a pedali” su The Soundcheck

    Sono giorni in cui, per “L’uomo a pedali“, dietro a ogni curva sembra esserci una bella sorpresa. Il web magazine The Soundcheck ha pubblicato un bell’articolo firmato da Fortunato Coppola che ripercorre alcune delle tappe salienti del mio percorso e soprattutto racconta in modo lusinghiero il romanzo, definito come “un racconto decisamente intenso e affascinante, ben scritto e con un ritmo fluido, uno di quelli che lascia il segno“.

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    “L’uomo a pedali” su The Soundcheck
  • “L’uomo a pedali” su Ilaria’s Books e Carezze D’Inchiostro

    Giornata ricca di soddisfazioni per “L’uomo a pedali”, con ben due ottime recensioni pubblicate nel giro di poche ore su due interessanti blog letterari: “Ilaria’s books” e “Carezze d’inchiostro”.
    La prima si concentra molto sull’aspetto emotivo e definisce il romanzo come “Una lettura che lascia il segno e ci fa riflettere sul destino e sulla nostra capacità di affrontarlo”.
    La seconda invece analizza il percorso di vita del protagonista e parla di “Un libro scritto in maniera schietta, diretta, che lascia trasparire il dolore del protagonista in modo cristallino e un senso di impotenza rispetto ad una ferita inguaribile.

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    “L’uomo a pedali” su Ilaria’s Books e Carezze D’Inchiostro
  • un giretto notturno per le vie del mio paesino

    Può capitare che una sera, prima di addormentarti, ti venga voglia di uscire a prendere una sana boccata d’aria. In questo caso il desiderio non è casuale ma, proprio per questo, l’esigenza di respirare un po’ d’aria pura diventa ancora più vitale.
    Ecco la testimonianza di un breve giretto a pedali, verso le ore 22.30 di una domenica di inizio maggio, fra le vie del paesino in cui vivo. Pochissimi km e qualche pensiero sul mondo e su queste strade. A volte anche dagli angoli più remoti delle più sperdute province dell’impero c’è bisogno di provare a lanciare qualche piccolo segnale di vita.

  • gli ascolti di maggio 2021

    C’è una cosa che continuo a non riuscire a capire: leggo di tantissimi artisti (ma anche semplici appassionati) che in questi giorni si stanno impegnando nelle proteste per la ripartenza dei concerti e delle attività culturali. Tutto giustissimo e sacrosanto: sono il primo a sostenerla da sempre, questa esigenza. Però mi è capitato di notare che raramente chi si espone su questo punto fa poi lo stesso a sostegno di tutte le altre categorie. Anzi, mi è capitato persino, in diverse occasioni, di sentire amici o artisti sostenere la lotta dei “bauli in piazza” e al tempo stesso stigmatizzare tutte le altre forme di protesta di ogni altra categoria. Ora, carissimi artisti, davvero pensate che stia andando tutto bene e che l’unico problema sia la mancanza dei concerti? Davvero credete di essere i soli in difficoltà? Davvero pensate che si possa affrontare la situazione attuale guardando il mondo a compartimenti stagni? Davvero credete che non siamo tutti sulla stessa barca? Davvero siete convinti che basti elemosinare qualche contentino per tirare avanti tappandosi il naso? Aspettando che il tempo ci dia una risposta, torniamo comunque a parlare di musica.
    In questo mese di maggio, nella mia rubrica dedicata ai consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia, racconto i nuovi album di MaelaMassimo ParadisoLastanzadigretaColla Marco Sonaglia, ma dedico anche un pensiero solidale alla compilation “O sarai ribelle o non sarai!” curata da Antonello Cresti.

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    gli ascolti di maggio 2021
  • venticinque aprile duemilaventuno

    “La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva.” (Sergio Mattarella, 25 aprile 2019)
    Parole di due anni fa che rilette oggi, a dispetto della fonte che mai avrebbe la scorza necessaria per ripeterle adesso, suonano tragicamente profetiche. Anche se è proprio la fonte ad arricchirle di quel sapore drammaticamente beffardo, in questa primavera impregnata di fantasmi che speravamo di avere lasciato nel secolo scorso.

    p.s.: la foto è stata scattata a pochi passi da Dongo. Un luogo simbolo di come il vento possa anche cambiare.

    venticinque aprile duemilaventuno
  • “Alice” su Oggi Leggo Domani Anche

    Una delle cose belle dei libri è che, una volta che li hai pubblicati, prendono la loro strada e viaggiano liberi per il mondo imboccando percorsi imprevedibili. Così capita che, proprio mentre “L’uomo a pedali” è impegnato nella parte più intensa della sua lunga salita, una bella e inaspettata recensione di “Alice” viene pubblicata, a ormai otto anni dall’uscita del romanzo, sul blog letterario “Oggi leggo domani anche“.
    Una storia stupenda, per gli inguaribili romantici come me” dice l’autrice.

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    “Alice” su Oggi Leggo Domani Anche
  • sfiorando la neve ad aprile

    Chi se lo sarebbe mai immaginato, di ritrovarsi a sfiorare la neve in un sabato di metà aprile? D’altro canto il protagonista de “L’uomo a pedali” considerava la neve una delle poche cose capace di trasmettergli un senso di autentica serenità, per cui lui avrebbe sicuramente apprezzato anche questo.
    In questo video c’è una cronaca a bassa fedeltà di un’avventura a pedali fra le valli lecchesi e quelle bergamasche. 131 km passando per la Valsassina, la Val Taleggio e la Val Brembana per non smettere di portare in giro su due ruote il mio nuovo romanzo.

  • “L’uomo a pedali” su SettimoScaffale

    Mi sei piaciuto, Sergio, perché sei stato sempre autentico e genuino nei tuoi dolori, nei tuoi vuoti, nelle tue ore sempre uguali. Sempre duro con te stesso…
    Il blog letterario Settimoscaffale ha pubblicato oggi un’emozionante recensione de “L’uomo a pedali” sotto forma di un’accorata e toccante lettera a Sergio, il protagonista del romanzo.

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    “L’uomo a pedali” su SettimoScaffale
  • “L’uomo a pedali” su 16Ghost_Man64

    C’è tutto il senso della vita“: questo dice de “L’uomo a pedali” il blog musical-letterario 16ghost_man64 all’interno di una recensione che associa il romanzo a uno splendido album di Piero Ciampi.

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    “L’uomo a pedali” su 16Ghost_Man64
  • “L’uomo a pedali” sul Giornale di Erba

    Una delle cose curiose del mio percorso da scrittore è che non ho mai avuto un gran seguito nei luoghi in cui sono nato e cresciuto, forse anche per il fatto che non ho mai amato ammorbare le persone che incontro nella quotidianità con le mie vicende letterarie.
    Oggi il “Giornale Di Erba”, giornale locale di riferimento in questa zona della Brianza, ha pubblicato un bell’articolo firmato da Francesco Ratti che racconta “L’uomo a pedali” e riporta qualche mia dichiarazione sul libro, la sua nascita e il legame con questa terra. 
    Sembra che questo nuovo percorso si stia rivelando una specie di ritorno a casa.

    “L’uomo a pedali” sul Giornale di Erba
  • “L’uomo a pedali” su SognaLibri

    Il lungo cammino de “L’uomo a pedali” prosegue inarrestabile a testa bassa con una nuova recensione sul blog Sognalibri. “Ho trovato questo libro davvero molto bello, e molto realistico” dice l’autrice.

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    “L’uomo a pedali” su SognaLibri
  • “L’uomo a pedali” su Econote

    Sono giorni piuttosto intensi in cui sto usando questo spazio molto più di quanto faccia di solito. Per fortuna “L’uomo a pedali” sta riscuotendo un buon interesse e questo mi sta fornendo sempre nuove cose da comunicare.
    Il portale Econote, importante punto di riferimento per chi aspira a un mondo più “verde”, ha pubblicato un lunghissimo articolo che analizza con grande cura il romanzo e parla in modo lusinghiero della mia scrittura. “In queste pagine le due ruote della bicicletta diventano metafora per raccontare il cambiamento, personale e interiore, e rappresentano inoltre un punto di riferimento per giudicare e rapportarsi a tutte le altre cose della propria esistenza.”, dice fra le altre cose.

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    “L’uomo a pedali” su Econote
  • “L’uomo a pedali” secondo Anna Esposito

    Sergio è un bambino ma poi ragazzo e uomo, molto sensibile, tormentato, con mille domande che a volte rimangono senza risposte“: con queste parole la book blogger Anna Esposito definisce il protagonista de “L’uomo a pedali” in una bella recensione pubblicata proprio oggi sulla sua pagina.
    Nota ciclistica a margine: quanto si sarebbe diverito Sergio a veder correre Mathieu Van Der Poel? Sono piuttosto sicuro che la sfrontatezza e la meravigliosa follia del campione olandese avrebbero conquistato anche il mio protagonista.

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    “L’uomo a pedali” secondo Anna Esposito
  • “L’uomo a pedali” secondo La Ragazza Tra Le Righe

    […] Libro consigliatissimo, una storia profonda e che lascia il segno. Fluido e accattivante lo stile di narrazione, piacevoli i riferimenti al mondo e alla storia del ciclismo“: così il blog LaRagazzaTraLeRighe definisce “L’uomo a pedali” in un’accurata recensione pubblicata proprio nell’antivigilia di quel Giro delle Fiandre tanto amato dal protagonista del romanzo.

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    “L’uomo a pedali” secondo La Ragazza Tra Le Righe
  • il giro del Lago di Como a pedali

    Il giro del Lago di Como è un grande classico per i ciclisti lombardi e, oltretutto, le sponde del Lario sono un luogo pieno di fascino, di storie e di sapori diversi. Dunque il primo passo per mantenere la promessa di portare in giro “L’uomo a pedali” su due ruote, in attesa di poter prendere parte anche a manifestazioni ufficiali, non poteva che essere quello.
    In questo video c’è una piccola cronaca della mia avventura di domenica scorsa tutt’attorno al lago. E anche la viva testimonianza di come si riduce uno scrittore quarantenne dopo 191 km in sella a una bicicletta.

  • “L’uomo a pedali” secondo Mary La Lettrice

    […] l’autore mi ha fatto emozionare, ho provato pena per Sergio e a volte volevo dargli due sberle […]” scrive la blogger Mary_la_lettrice in una nuova eccellente recensione che fa fare ancora un po’ di strada all’intenso percorso de “L’uomo a pedali“.
    La recensione contiene diversi spunti di riflessione sul romanzo ed è possibile leggerla sulla pagina Instagram dell’autrice.

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    “L’uomo a pedali” secondo Mary La Lettrice
  • “L’uomo a pedali” su Rock Targato Italia

    Bonfanti, da par suo, racconta la vicenda con sobrietà e bello stile: un sarto inesorabile. Quando si va in profondità, au contrair, diventa uno dei migliori palombari, un grande esploratore dell’abisso di pulsioni, sensazioni, gioie e dolori“: questo, fra le altre cose, scrive Paolo Pelizza in una meravigliosa recensione de “L’uomo a pedali” pubblicata oggi sul sito di Rock Targato Italia.
    Un ambito in cui -inutile nascondersi dietro un dito- gioco in casa. Ma conosco bene lo spirito critico e l’onestà intellettuale di Paolo, per cui non posso che ringraziarlo di cuore.

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    “L’uomo a pedali” su Rock Targato Italia
  • “L’uomo a pedali” su SoffiDiParole

    Una nuova recensione de “L’uomo a pedali” pubblicata oggi sul blog SoffiDiParole parla di “una scrittura semplice e diretta in grado di trasmettere emozioni reali” e di “un libro di vita vera; su quanto a volte, incurante dei nostri desideri, essa stessa scaraventi su di noi sciagure inaspettate, senza alcun libretto d’istruzioni su come affrontarle.
    Naturalmente non posso che ringraziare l’autrice! La recensione completa è disponibile al link qui sotto.

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    “L’uomo a pedali” su SoffiDiParole
  • “L’uomo a pedali” su Farmacia Letteraria

    Un romanzo realistico, che mette in scena i lati umani di un uomo, senza paura di fronteggiare gli aspetti più scomodi di noi, i lati più deboli, più vulnerabili“: così viene definito “L’uomo a pedali” in una bella recensione pubblicata oggi da Farmacia Letteraria.
    La recensione completa, che analizza bene alcuni aspetti del carattere del protagonista, è ovviamente disponibile sulla pagina interessata.

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    “L’uomo a pedali” su Farmacia Letteraria
  • un pensiero per il Ligera

    La foto qui sotto foto ha poco meno di sei anni. Quel giorno, per via di qualche malanno di stagione, avevo la febbre piuttosto alta e recitavo con una voce che sembrava venire dall’oltretomba. Tra l’altro mi ero anche dimenticato il cappello che in quel periodo per me era un segno distintivo e una sorta di coperta di Linus. Però ricordo quell’esibizione come una gran botta di vita.
    Il palco era quello di un luogo prezioso chiamato Spazio Ligera: quando ci entravi sembrava di essere trasportati negli anni ’70 e i suoi gestori erano riusciti a creare uno splendido punto d’incontro umano e culturale proprio nel cuore della cosmopoli di via Padova (una via che per Milano ha un valore anche simbolico non da poco, se si parla di integrazione) mantenendo un’atmosfera da circolo anarchico vecchio stile. Sono stato su quel palco tre volte, nel corso degli anni, e in diverse altre occasioni sono stato lì per vedere concerti, presentazioni di libri e altre cose belle.
    Ne parlo al passato perché da qualche giorno quel posto non esiste più. I ragazzi che lo gestivano sono riusciti a resistere per un anno alle chiusure forzate e alle regole assurde di questo periodo, poi sono stati costretti ad alzare bandiera bianca di fronte all’impossibilità fisica di portare avanti uno spazio simile in queste condizioni. La sua chiusura è una pessima notizia non solo per le persone che ci lavoravano: è una perdita per chiunque creda che cultura, socialità e confronto dovrebbero essere sempre e comunque dei valori fondamentali e che essere in salute non significhi solo non avere la febbre.
    Evidentemente non sta proprio andando tutto bene.

    un pensiero per il Ligera

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