Categoria: storico

  • le stelle di Rock Targato Italia 2021

    Dopo avere annunciato un paio di settimane fa i vincitori di quest’edizione del concorso dedicato ai musicisti emergenti, ieri i ragazzi di Rock Targato Italia hanno comunicato anche gli artisti a cui sono state assegnate le targhe speciali, che da qualche anno vengono assegnate ai protagonisti più interessanti della musica italiana.
    Il riconoscimento per il miglior album dell’anno è andato a “Reset” dei Bachi da Pietra, un disco caustico e spigoloso che risponde bene per le rime all’asprezza di questa strana epoca, mentre quello come artista rivelazione è stato assegnato a I Fasti, che con la loro ironia pungente e la loro elettronica distorta hanno saputo reinventare il teatro canzone in chiave postmoderna. A questi si aggiunge la targa, già annunciata qualche tempo fa, a I Dischi Del Minollo come migliore etichetta dell’anno, che credo sia il meritato riconoscimento anche a tanti anni di coraggioso lavoro nell’underground più polveroso.
    Come ha giustamente scritto Francesco Caprini nel comunicato stampa ufficiale: “La nostra curiosità è complicata, viaggia su strade poetiche con musiche personali e panorami illuminati da finestre aperte all’universo intero.”

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    le stelle di Rock Targato Italia 2021
  • “L’uomo a pedali” secondo Demy Sessa

    Siamo a un passo dall’inverno, il gelo la mattina inizia a farsi sentire e qua e là può capitare di imbattersi persino nei primi fiocchi di neve. Anche le strade ghiacciate e costellate di luminarie natalizie però portano spesso a mete inattese, così ogni tanto capita che qualcuno si imbatta ne “L’uomo a pedali” e decida di parlarne.
    Ieri è successo alla blogger Demy Sessa, che ha dato spazio al libro sui suoi social definendolo come “un romanzo molto bello e soprattutto ben scritto”.
    Per quanti hanno iniziato da poco a seguirmi, ricordo che il romanzo è pubblicato da Edizioni Del Faro ed è disponibile ovunque sia in formato cartaceo che in ebook. È una storia dai toni introspettivi in cui si parla di chilometri d’asfalto e di vita quotidiana: di grandi passioni e profondi di senso di smarrimento.

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    “L’uomo a pedali” secondo Demy Sessa
  • dodici dicembre duemilaventuno

    Cinquantadue anni fa si consumava la strage di piazza Fontana.
    12 dicembre 1969. Credo sia vitale ricordarla, questa data. Credo sia importante non dimenticarlo, cos’è successo cinquantadue anni fa in Piazza Fontana, ma anche tre giorni dopo in questura, e sotto quanto fango le istituzioni hanno sepolto per decenni ogni spiraglio di verità. Credo sia bene tenerlo presente in ogni istante, di quante bugie, crimini e schifezze è stato capace il nostro Stato e quanti pochi scrupoli si sono fatti in più occasioni gli ingranaggi del potere nel sacrificare le vite dei cittadini o nel proteggere chi le ha spezzate. Credo sia importante ricordarlo sempre. Oggi più che mai.
    Chi ha frequentato le proteste milanesi di quest’anno, poi, sa che quella piazza è stata per mesi il punto di ritrovo di ogni iniziativa. E credo sia stato bello provare a trasformare quel luogo in un tentativo di rinascita, ma soprattutto è stato importante ritrovarci così spesso lì per rinfrescarci ogni volta la memoria. Per non dimenticarci che tipo di Stato abbiamo di fronte, che valore irrisorio ha la nostra vita per chi tira le fila del potere e con quanta sprezzante ferocia è sempre stato trattato dalle nostre istituzioni chi chiede libertà e verità. E, nelle settimane più recenti, anche vedere proprio quella piazza militarizzata come non mai dai servitori dei potenti nel tentativo di reprimere ancora una volta con la forza ogni dissenso è stato parecchio significativo.

    dodici dicembre duemilaventuno
  • Rock Targato Italia 2021

    La scorsa settimana i ragazzi di Rock Targato Italia hanno annunciato i vincitori della nuova edizione del concorso. È stata inevitabilmente un’annata anomala, svolta interamente on line, a cui è mancato il contatto umano che è da più di trent’anni la vera anima della manifestazione, ma credo sia stato comunque bello e importante non fermarsi e soprattutto riuscire ad arrivare in fondo garantendo il rispetto di ogni tipo di scelta personale.
    Sul piano musicale non sono mancate le note positive, dunque c’è di che essere soddisfatti, e personalmente ho apprezzato molto la scrittura sensibile e intelligente di Logan Laugelli (vincitore del premio Ronzani) e la carica rock’n’roll dei Circus Punk (vincitori del premio finale), ma anche l’approccio anni ’90 dei Velaska, la genuinità surreale de La Forma Delle Nuvole e l’energia dei Capatosta.
    A conti fatti, sono passati vent’anni dalla prima volta in cui mi sono seduto al tavolo della giuria del concorso e in questi vent’anni il mondo della musica ha subito uno stravolgimento inimmaginabile però, anche se in queste ultime due edizioni è venuta a mancare tutta la ritualità del palco e delle finali dal vivo, è sempre bello continuare a fare parte di questa grande famiglia e mantenere vivo lo spirito che la anima da ormai 34 anni e da cui ho imparato moltissimo.

    Rock Targato Italia 2021
  • gli ascolti di dicembre 2021

    Sul sito di Rock Targato Italia è uscito il mio abituale articolo dedicato ai consigli musicali del mese. In questo caldissimo dicembre spazio dalla musica sacra al rap e dal pop al rock raccontando i nuovi lavori di Juri CamisascaMarracashOgnibeneRota Carnivora e Giorgieness, ma anche il singolo di Theft Giacomo Grasso che è una bella e amara riflessione sul senso più intimo della libertà.

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    gli ascolti di dicembre 2021
  • la Cina si avvicina

    Diciamolo fuori da ogni metafora: l’Europa sta procedendo a falcate da gigante verso il cosiddetto “credito sociale” (o “cittadinanza a punti”, o “modello cinese”, chiamiamolo pure come ci pare) e, nonostante le rassicurazioni palesemente false sul fatto che ogni controversa disposizione sia stata pensata solo come provvisoria, la corsa in quella direzione sta diventando più rapida, spudorata e violenta settimana dopo settimana.
    Perché si è deciso di imboccare questa strada? Soprattutto perché un potere come quello attuale, che mira a concentrare sempre più risorse nelle mani di pochissime società private e a cancellare ogni vera tutela per le fasce sociali più deboli, è per sua natura fragile e ha quindi bisogno di cittadini sempre più docili, manipolabili o quanto meno ricattabili, che è poi lo stesso motivo per cui deve anche ostacolare ogni forma di libero pensiero e di ricerca umana o spirituale che rischia di portare l’individuo a una maggiore consapevolezza di sé e del mondo che ci circonda. D’altro canto diversi leader politici l’avevano annunciato già in tempi non sospetti, che saremmo andati verso una “nuova normalità”: ora le basi di questo sistema sono poste e dal futuro c’è da aspettarsi l’ampliamento a sempre più finalità e ambiti delle misure disposte in questi mesi che nel frattempo stanno già diventando sempre più stringenti.
    Cosa fare dunque? L’unica cosa certa è che, al di là di ogni iniziativa pur sempre vitale volta a sensibilizzare le persone, ognuno deve prima di tutto scegliere in tutta coscienza se adeguarsi a un mondo di burattini senz’anima oppure assumersi la responsabilità di rigettare l’intero meccanismo, pagando un prezzo che col tempo diventerà sempre più alto mentre contestualmente diminuiranno le possibilità di scelte intermedie. Io la mia intenzione personale credo di averla già dichiarata più volte: è importante continuare a resistere e saper dire molti “no”. Consapevoli che siamo solo ai primi passi di un percorso lunghissimo e davvero impegnativo.

    la Cina si avvicina
  • “L’uomo a pedali” su Leggendo Insieme

    Qualche giorno fa dicevo che i libri, a un certo punto, proseguono il loro percorso indipendentemente dall’autore. Così ieri sul blog letterario LeggendoInsieme è uscita una lunga e attentissima recensione de “L’uomo a pedali” che analizza in modo molto accurato la storia del protagonista e le sfumature emotive della vicenda.
    “Un libro che rappresenta perfettamente la metafora della vita, così dura e tortuosa proprio come una salita in corsa” dice fra le altre cose l’articolo.

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    “L’uomo a pedali” su Leggendo Insieme
  • saltimbanchi e mentitori

    È da ormai diversi anni che non possiedo un televisore e credo che rinunciarvi sia una delle scelte migliori che abbia mai fatto. Quando mi capita di imbattermi in qualche video tratto da spezzoni di trasmissioni televisive mi rendo conto di quanto possa essere tossico assorbire, anche solo per qualche istante, la negatività di un’informazione in così palese malafede. Inoltre il non avere l’elettrodomestico in casa mi regala la possibilità di essere esentato dal canone RAI e quindi la serenità di non finanziare in nessun modo il carrozzone della televisione statale e i suoi saltimbanchi.
    Pur nutrendo un’insofferenza naturale verso ogni pratica burocratica, compilare la letterina per l’esenzione dal canone mi dà sempre un certo sollievo.
    Allo stato attuale delle cose, visto il livello dei grandi mezzi d’informazione e le loro enormi responsabilità nel caos che stiamo vivendo, allontanarsi dai televisori e lasciare nelle edicole i giornaloni nazionalpopolari dovrebbe essere la reazione più naturale. Abbiamo tutti a portata di mano strumenti potentissimi per indagare la realtà, ma occorre usarli in modo costruttivo, porsi domande, ascoltare voci diverse, riflettere con la propria testa e farsi una propria idea cercando di guardare il più possibile le cose con i propri occhi e diffidando delle risposte facili, delle etichette appiccicate per confondere le acque e dei volponi in cerca di notorietà che purtroppo sono molti più di quanti possiamo immaginare anche in ambienti insospettabili.
    Nonostante le mille promesse, non arriverà nessun eroe a salvarci o a regalarci la verità. Ogni movimento che cerca in modo costruttivo di mantenere viva la speranza è utile e va solo ringraziato, ma a farci davvero trovare qualche pezzetto di verità o di salvezza potrà essere unicamente ciò che ognuno di noi sta scegliendo di fare giorno dopo giorno.

    saltimbanchi e mentitori
  • gli ascolti di novembre 2021

    Come d’abitudine, anche in questo mese di novembre torna l’appuntamento con la mia rubrica sul sito di Rock Targato Italia dedicata ai consigli musicali. Questa volta parlo dei nuovi lavori di Il Vuoto ElettricoBloopSudestrada Gaze of Lisa, ma anche dei singoli di FreezerUltimo Attuale Corpo Sonoro e Rituàl.

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    gli ascolti di novembre 2021
  • tutti i miei no.

    Ho detto tanti “no” in questi ultimi mesi. Molti ad amici che mi chiedevano di affiancarli in qualche loro evento e alcuni anche a proposte che, in un momento minimamente normale, avrei considerato degli enormi regali. Mi dispiace per quanti possono esserne rimasti delusi ma so che quasi tutti hanno capito che per me, allo stato attuale delle cose, è molto più importante restare fedele alle battaglie che sento di dover sostenere e non offrire in alcun modo il fianco ai diktat a cui oggi la partecipazione a qualunque evento di qualsiasi tipo sottopone chiunque.
    In compenso in questo periodo ho camminato molto e urlato più forte possibile insieme a tutti coloro che continuano a ribadire fermamente che il mondo verso cui ci stanno spingendo è ben lontano da quello che siamo disposti ad accettare e che “la gente come noi non molla mai”. E devo dire che in piazza ho sempre trovato persone dall’animo pulito di ogni età e ogni estrazione culturale o sociale, completamente diverse da ciò che l’informazione sta cercando di dipingere.
    Per quanto riguarda i miei progetti personali, invece, in un angolino della mia mente ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto concludere il percorso de “L’uomo a pedali” provando a portare il libro nel luogo (e nel modo) in cui il protagonista del romanzo avrebbe voluto, ma a questo punto credo sia evidente che la testa e le gambe sono ormai altrove e che le condizioni sono parecchio cambiate. Credo che anche il protagonista del romanzo capirà. Poi comunque è naturale che prima o poi arrivi il momento in cui ogni libro deve continuare la propria strada indipendentemente dall’autore.

    tutti i miei no.
  • “L’uomo a pedali” secondo Stefano Matteo Tagliavanti

    I libri sono una cosa strana: seguono un percorso tutto loro e vivono per sempre nella loro realtà. Forse è anche questa la loro forza. Così, nel cuore di questo autunno sempre più incerto, “L’uomo a pedali” torna a far parlare di sé grazie al giovane blogger Matteo Stefano Tagliavanti che l’ha recensito in modo lusinghiero sulla propria pagina definendolo come “una storia che non verrà dimenticata facilmente”.

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    “L’uomo a pedali” secondo Stefano Matteo Tagliavanti
  • resistiamo.

    Viviamo giorni drammatici. Forse i più drammatici della nostra storia democratica. Giorni in cui tutta la catena di valori e diritti su cui si basa il nostro poterci definire uno Stato di Diritto sta subendo una spallata importante che rischia di incrinarla definitivamente.
    Cerchiamo di resistere ancora. Tutti insieme. Ognuno come può.
    A quanti non sono d’accordo mi sento di consigliare solo di riflettere sul fatto che, quando si apre una porta, occorre pensare a tutto ciò che da quel varco potrà poi passare.

    p.s. Un abbraccio in particolare a chi si sta trovando costretto a compiere le scelte più difficili.

    resistiamo.
  • “L’uomo a pedali” su Mondo Mamme

    Anche in un momento in cui il mondo sta vivendo derive drammatiche accadono piccole cose liete ed è giusto menzionarle. Così, dopo avere dato spazio qualche giorno fa ad “Alice”, oggi il blog Mondo Mamme ha consigliato anche “L’uomo a pedali”.

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    “L’uomo a pedali” su Mondo Mamme
  • gli ascolti di ottobre 2021

    Non credo che la bellezza salverà il mondo come sosteneva Dostoevskij, ma probabilmente non si può nemmeno rinunciare proprio a tutto. Così, dopo le riflessioni dello scorso mese sul silenzio degli artisti di fronte al caos che stiamo vivendo, oggi sul sito di Rock Targato Italia sono tornato a scrivere semplicemente di musica con il mio abituale articolo mensile dedicato alle uscite discografiche consigliate. In questo ottobre parecchio complicato parlo di MaestralEmily BrevaRoseluxxKrank Futta.

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    gli ascolti di ottobre 2021
  • “Alice” su Mondo Mamme e “L’uomo a pedali” su Le Pagine Sono Ali

    Ultimamente faccio un po’ fatica a scrivere dei miei progetti o a concentrarmi su di essi. Ho sempre l’impressione che fuori dalla finestra stiano accadendo troppe cose troppo più importanti rispetto alle storie che racconto.
    In ogni caso ieri il blog Mondo Mamme ha parlato del mio “Alice” definendolo addirittura “meraviglioso”. La cosa mi fa particolarmente piacere perché la pagina in questione è curata da una dottoressa attiva nel campo delle cardiopatie pediatriche e il libro da lei letto resterà, insieme a una copia de “L’uomo a pedali”, a disposizione delle mamme dei suoi piccoli pazienti in ospedale.
    A proposito de “L’uomo a pedali”: qualche giorno fa anche il blog Le Pagine Sono Ali ha recensito il romanzo all’interno delle sue Instagram Stories dicendo, a proposito del protagonista, che “le sue fragilità lo rendono vicino a ognuno di noi”. Un commento che personalmente condivido e apprezzo.

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    “Alice” su Mondo Mamme e “L’uomo a pedali” su Le Pagine Sono Ali
  • “per quanto voi vi crediate assolti…”

    “…per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti” cantava De André.
    Ultimamente ogni volta che mi capita di leggere qualche contenuto della stampa nazionale o qualche dichiarazione di uno qualunque degli opinionisti che vanno per la maggiore resto stupito dalla violenza che trasuda. Che è poi la stessa violenza utilizzata da chi detiene oggi il potere. Una violenza apparentemente sottile ma proprio per questo profonda, feroce e pericolosa.
    È risaputo che determinati esercizi del potere necessitino di un nemico pubblico per compattare il consenso e alzare una cortina di fumo sulla situazione reale. E, come già accaduto in passato, il primo obbiettivo è inevitabilmente quella minoranza che ha il pessimo vizio di non rassegnarsi ad accettare passivamente ogni cosa senza farsi domande e soprattutto di non voler rinunciare a quelli che sono i valori più importanti di una società civile. Un popolo privo di rappresentanza, composto da persone di ogni età, ogni estrazione sociale, ogni tipo di sensibilità e ogni idea politica, accomunato solo dal non accettare di vedere ogni briciola di umanità calpestata e umiliata.
    Sinceramente non ho idea di cosa potrà succedere nel prossimo futuro. Di certo, visto lo sciame atti di forza già scatenato dai piani più alti del potere e il silenzio della maggioranza dei cittadini, ci aspettano tempi sempre più duri. Però, qualsiasi cosa accadrà nei prossimi mesi, oggi mi sento solo di ringraziare di cuore ogni singola persona che, in qualunque modo, anche solo provando a lanciare un piccolo segnale di vita, continuerà a cercare di non rassegnarsi alla deriva inumana che abbiamo di fronte.

    p.s.: forse è superfluo precisarlo ma il nocciolo deve essere uno solo: esistono valori e principi, acquisiti a duro prezzo da chi è vissuto prima di noi, che danno un senso al nostro definirci esseri umani all’interno di una società civile e che vengono ben prima anche del semplice sopravvivere. Qualunque altro discorso può essere solo di contorno.

    “per quanto voi vi crediate assolti…”
  • un pensiero sul finale

    Ne ho sentite tante, nel corso degli anni e soprattutto in questi ultimi mesi, di opinioni sul finale de “L’uomo a pedali”, spesso di natura opposta fra loro ma ovviamente tutte più che legittime. So che molti avrebbero preferito una conclusione più “romantica” o “motivazionale” e anche a me, in passato, è capitato qualche volta a interrogarmi sulle ultime pagine del libro e pensare che forse avrei potuto dare alla storia un finale diverso.
    Il fatto è che però, quando lo scorso anno mi sono trovato a rimettere mano al romanzo per rieditarlo completamente e preparare la nuova pubblicazione, tornando a immergermi in tutto e per tutto nella mente di Sergio e nei suoi disequilibri, mi sono reso conto che non poteva esserci nessun altro finale. La vicenda di Sergio poteva concludersi solo in quel modo. E personalmente, la prima volta che ho riletto il romanzo per intero dopo tanto tempo, ho trovato il finale liberatorio.
    Forse sbagliato. Sotto molti aspetti spiazzante e doloroso. Ma più di ogni altra cosa liberatorio. Il che, in fondo, è una cosa che accomuna, seppur in modo sempre diverso, il finale di quasi tutti i miei libri.

    un pensiero sul finale
  • le targhe di Rock Targato Italia 2021

    Qualche giorno fa sono stati annunciati i candidati alle targhe di Rock Targato Italia per il miglior album dell’anno e l’artista rivelazione. Ho avuto, come da qualche anno a questa parte, il piacere di collaborare alla selezione delle candidature per cui fra i nomi proposti ci sono diversi artisti che stimo parecchio e non posso dunque che consigliare di andarli ad ascoltare tutti quanti.
    I candidati alla targa per il miglior album sono (in ordine alfabetico): i Bachi Da PietraGiancarlo FrigieriGiorgio CanaliLa Municipàl e Pino Marino.
    Per la targa come artista rivelazione: I FastiKokuraKublaiMassimo Paradiso e Montmasson.
    Il premio per l’etichetta discografica dell’anno invece andrà a I Dischi Del Minollo.
    Per quanto riguarda le prime due categorie, chiunque può partecipare alla scelta del vincitore finale esprimendo la propria preferenza sul sito del concorso.

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  • i silenzi di settembre 2021

    “Non si risenta la gente per bene se non mi adatto a portar le catene”, cantava De André. Personalmente credo che la vera colonna sonora dell’estate del 2021 sia stata il silenzio assordante della quasi totalità dei musicisti su tutto ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Così, in questo mese di settembre, la mia tradizionale rubrica dedicata ai consigli musicali sul sito di Rock Targato Italia parla proprio di questo silenzio. Un silenzio desolante che credo faccia davvero male a tutti quanti. Non mi sarei mai aspettato di vedere anche artisti storicamente impegnati rinnegare con tanta facilità tutto ciò che hanno sempre preteso di rappresentare.

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    i silenzi di settembre 2021
  • Caravaggio e Crespi d’Adda a pedali

    Era da un po’ che non facevo uno dei miei video a pedali. A dire il vero nell’ultimo periodo ho pedalato molto poco, così ho pensato di ripartire con un percorso lungo ma non troppo impegnativo: un giro con destinazione Santuario di Caravaggio (BG) arricchito da una visita al villaggio di Crespi d’Adda sulla via del ritorno e da qualche altra deviazione legata anche alla storia de “L’uomo a pedali”. 145 km piacevoli impreziosisti da scorci suggestivi sull’Adda e sul Brembo.

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